lunedì 29 aprile 2019

I figli del re, di Sonya Hartnett

Titolo originale: The Children of the King

Anno di pubblicazione: 2018

Ambientazione: Inghilterra, 1940


Assieme alla madre Eloise, Jeremy e Cecily Lockwood abbandonano Londra (diventata pericolosa a seguito delle ostilità contro i nazisti) per trasferirsi a Heron Hall, la dimora di campagna di proprietà dello Zio Peregrine, misterioso gentiluomo appassionato di storia che vi vive completamente solo dalla morte della moglie e del figlio, avvenuta anni prima.
Alla stazione la famiglia decide di "adottare" May, una piccola sfollata; durante le quotidiane esplorazioni per la campagna, Cecily e May scoprono che all'interno delle rovine di Snow Castle, un antico castello abbandonato, si trovano due strani ragazzi che dicono di abitare lì, e con i quali fanno amicizia.
Le due bambine scoprono presto che la storia dei due nuovi amici è strettamente correlata a quella della storia che sta raccontando loro lo zio Peregrine, una storia avvenuta veramente molti secoli prima, quando un giovane duca, alla morte del re suo fratello, decise di impossessarsi del trono...


Come già specificato più volte, quando trovo un romanzo per ragazzi o bambini interessante non mi faccio alcun problema a leggerlo, nonostante la veneranda età: così è stato per questo "I figli del re" che chi ha una minima conoscenza di storia capisce benissimo ripercorra, almeno in parte, la tragica  vicenda dei "Principini nella Torre", uno dei grandi misteri della Storia Inglese:  i due figli maschi di Edoardo IV e suoi eredi furono messi nella Torre dallo zio Riccardo III prima che egli prendesse il trono, ma a un certo punto sparirono e non se ne seppe più nulla. Qualche decennio fa vennero ritrovate delle ossa umane sepolte nei pressi della Torre, ma a quanto pare si è riusciti a stabilire che fossero resti di un adulto. La leggenda per secoli ha accusato Riccardo di aver fatto uccidere i nipoti, solo di recente sono state fatte ipotesi più probabili e lui è stato "scagionato", se non altro per mancanza di prove.
La storia però inizia nel 1940, quando la famiglia Lockwood, composta dalla madre Heloise e dai figli Jeremy di 14 anni e Cecily di 10 è costretta a trasferirsi in campagna, nella proprietà di famiglia Heron Hall, a causa del pericolo per l'imminente bombardamento di Londra. Come loro, tantissimi bambini figli di famiglie londinesi che venivano mandati in famiglie disposte a ospitarli (non sempre per buoncuore, come viene rimarcato anche nel libro). 
Tra di loro c'è May, una bambina coetanea di Cecily che colpisce l'attenzione dei due fratelli Lockwood che convincono la madre a portare anche lei a Heron Hall, dove vengono accolti dallo zio Peregrine, un uomo solitario e misterioso dedito allo studio, che da subito stabilisce un rapporto di curiosa complicità con May, a differenza di Cecily che a volte si scontra non la nuova amica, molto diversa da lei. Tanto Cecily è petulante e saputella (per questo talvolta ho faticato a digerirla nella storia, pur tenendo presente che si tratta pur sempre di un bambina), quanto May è silenziosa, riflessiva, sa stare da sola e ha un notevole bagaglio culturale, dovuto ad un papà insegnante che ora è in guerra e di cui non si sa più nulla.
Quando le due bambine scoprono le rovina di Snow Castle e i due strani bambini che le abitano, in parallelo comincia la storia raccontata loro dallo zio Peregrine: quella di un giovane duca ambizioso, fratello del re d'Inghilterra ma nemico della regina, che alla morte del fratello non si lascia sfuggire l'occasione di appropriarsi della corona, e che per questo è stato accusato per secoli di aver commesso orribili delitti. La storia è nota anche se è curiosa la scelta di lasciare i personaggi storici senza nome (l'unico che viene nominato è il duca di Clarence). Ma- come suggerisce lo zio Peregrine- le cose potrebbero anche essere andate diversamente...e lo stesso duca potrebbe essere stato qualcuno molto vicino alla famiglia Lockwood (e qui vi lascio la sorpresa, vi dico solo che da vari indizi disseminati nel libro si scorgono varie somiglianze tra il duca e Peregrine).
E' una storia molto bella che mescola passato e presente in modo intrigante, delineando dei bei personaggi (alla fine anche la petulante Cecily è una bambina che soffre per la lontananza del padre) e sviluppata in modo scorrevole e mai banale. Come dice una delle note di copertina, a opera del "Guardian": "Che autrice interessante e originale che è Sonya Hartnett".
Nota di merito per la bellissima copertina.