domenica 10 febbraio 2019

Una vita apparentemente perfetta, di Michelle Hunziker


Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Italia, fine anni '90- primi anni duemila




In questo libro autobiografico la popolare showgirle e presentatrice Michelle Hunziker  trova finalmente il coraggio di raccontare la brutta vicenda che la coinvolse agli inizi della sua carriera, ovvero l'appartenenza a una setta guidata dalla "prescelta" Clelia. Un'esperienza durata cinque anni che ha catalizzato Michelle ma che per fortuna non è riuscita ad annientarla come invece capitato a molti altri in situazioni simili, tant'è vero che alla fine è riuscita a uscirne con le sue sole forze.
So che per molti è davvero difficile immaginare che una come Michelle Hunziker, personaggio che si è sempre presentato al pubblico come positivo e solare (e lo è, in effetti), che ha avuto una luminosa carriera e due storie d'amore importanti con due vip (Eros Ramazzotti e Tommaso Trussardi) possa avere avuto dei problemi o delle fragilità così grosse da averla portata addirittura a cadere preda di una persona e di una setta di un certo tipo, eppure così è avvenuto e non è nemmeno così strano: in fondo le persone famose sono prima di tutto esseri umani come noi, e oltretutto hanno avuto un passato da "non famosi" in cui queste fragilità erano magari accentuate. Quindi non è giusto giudicarle superficialmente solo perchè ricche e famose.
E' quello che è successo anche alla Hunziker, segnata fin da bambina dal rapporto con il padre alcolizzato: un rapporto di amore reciproco inquinato però da questa malattia. Leggendo le parti dove Michelle racconta di lei bambina spesso costretta a passare ore nei bar col padre che si dimenticava addirittura di lei (fisicamente parlando, anche) ho avuto un vero e proprio brivido pensando a cosa deve aver significato vivere queste esperienze per una bambina, che oltretutto si sentiva responsabile per lo stato d'animo paterno. Atroce, a dir poco.
In casi come questo il divorzio è l'unica ancora di salvezza, eppure anche qui per Michelle ci sono stati problemi di varia natura, tra cui il trasferimento (non indolore) in Italia al seguito della madre e del nuovo compagno. Non stupisce quindi che, nonostante una luminosa carriera ben avviata e una vita sentimentale felice, la giovane donna avesse conservato dentro di sè delle grosse fragilità che la segnavano e che le persone che l'amavano forse non sono state capaci di aiutare ad affrontarle.
I meccanismi della vita nella setta sono molto ben spiegati e sono particolarmente sconvolgenti in quanto sottili, subdoli e doppiogiochisti: da un lato si convince la persona che "il gruppo" è l'unica vera famiglia che ti ama, dall'altro la si colpisce psicologicamente facendogli credere che senza di loro non sei nessuno, e che tutto quello che hai non è certo merito tuo ma del potere della santona di turno. 
E' un libro molto interessante e apprezzo che un personaggio pubblic così amato come Michelle Hunziker si sia messa a nudo in questo modo, credo che conoscere questi argomenti possa essere utile per evitare altri casi del genere.

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