venerdì 28 settembre 2018

Personaggi illustrati

Una cosa che ho sempre invidiato ad alcuni è il saper disegnare, e illustrare così le proprie emozioni. Mi piace spesso cercare e osservare in rete le immagini, dette "fan art", di persone che omaggiano i loro beniamini nei libri, nel cinema, nelle serie tv con illustrazioni fatte da loro, e alcune davvero sono stupende.
Da poco però ho scoperto alcuni "doll maker" attraverso i quali ricreare "bamboline" con abiti e sfondi di varie epoche: mi sono così divertita a illustrare, a modo mio, tanti personaggi dei miei libri preferiti. Ecco a voi alcune di queste figure!
Non cercate pretese di perfezione storica perchè purtroppo i doll maker spesso non la garantiscono in quanto incompleti di cose essenziali, tipo copricapi, oggetti ecc...il divertimento sta nello sbizzarrire la propria fantasia e dare "vita" a queste anime di carta.

Eponine, da " I miserabili" di Victor Hugo

Personaggio che amo molto e che non ha bisogno di presentazioni, penso che mi sia riuscito particolarmente bene.





Anna Neville, da "La futura Regina" di Philippa Gregory


Ho raffigurato Anna ancora ragazza, prima che sposasse Edoardo di Lancaster. Dato che ho trovato in rete alcune illustrazioni dell'epoca che la raffigurano con i capelli rossi, ho voluto mantenere questo colore.

Isabella Neville, da "La futura regina" di Philippa Gregory


Come la sorella Anna, ho voluto raffigurare Isabella da ragazza, prima di sposare Giorgio di Clarence. Personaggio a cui verrà riservato un triste destino, ho voluto raffigurarla una volta tanto sorridente, come probabilmente era quando da ragazzina giocava con Anna a nominare cavalieri. Il verde è stato scelto perchè ho letto fosse il colore della casata dei Neville.

Anna e Isabella Neville


.....ed eccole assieme, con diverso doll maker dalle altre immagini. 


Anna e Riccardo





....ed ecco i miei beniamini di cui vi ho tanto parlato, Anna Neville e Riccardo di Gloucester. Li ho raffigurati all'epoca del loro reincontro, dopo che Anna si era salvata dalla battaglia di Tewkesbury ed era rimasta vedova. Stavolta ho applicato ad Anna il colore della sua casata di nascita, anche se non sarebbe correttissimo visto che essendo in lutto il colore giusto sarebbe stato blu scuro. Per Riccardo ho mantenuto il colore dell'abito blu che indossa nella serie tv, l'unico degno di nota di quella serie. 



Anna Bolena, da "L'altra donna del re" di Philippa Gregory, "Il diario segreto di Anna Bolena" di Robin Maxwell...e molti altri libri




Ecco a voi la più antipatica (a mio avviso) tra le mogli di Enrico VIII, protagonista tuttavia di una storia interessante e tragica, e con cui si simpatizza solo per la fine che ha fatto. Un personaggio centrale comunque della serie dei Tudor che mi piace sempre in tutte le salse. All'epoca in cui è vissuta Anna le donne portavano dei particolari copricapi che però non ho potuto riprodurre perchè nel doll maker mancavano, ho scelto l'unica cosa che più vi si avvicinava. 

Anna e Maria Bolena, da "L'altra donna del re" di Philippa Gregory




Ecco le sorelle Bolena assieme, grazie a questo doll maker un poco più accurato come accessori rispetto al precedente (qui i copricapi ci sono). Mi sarebbe molto piaciuto raffigurare i tre fratelli Bolena ma non ci sono riuscita.


Milady de Winter, da "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas




Per quanto accurato il dollmaker si intitola "Tudor style" e quindi segue la moda inglese all'epoca dei Tudor, comunque antecedente alle vicende che si svolgono nel romanzo di Dumas (1600 circa). In più la moda francese era comunque molto diversa da quella inglese. Tuttavia trovo che la fantasia supplisca a queste cose, e difatti ecco Milady, la cattiva de "I tre moschettieri". 




Termino la prima parte per non sovraccaricare il blog, ma ce ne sono altri... a presto!

martedì 25 settembre 2018

La citazione

"...."Vorreste realmente vivere come una reclusa? E non avreste alcuna dote. Solo ciò che lei deciderà di darvi. Se voleste sposarvi in futuro." S'interrompe, come se quell'idea gli fosse appena venuta in mente. "Volete sposarvi?"
Lo guardo serenamente. " Non mi lasciano stare in compagnia", rispondo. "Sono una vedova, nel primo anno di lutto. Chi mai sposerei, dato che non incontro nessuno?"
I suoi occhi sono puntati sulla mia bocca. "State incontrando me".
Noto il suo sorriso. "E' vero", sussurro, "ma non è come se ci stessimo corteggiando o pensando al matrimonio".
La porta in fondo alla cappella si apre e qualcuno entra per pregare.
"Forse avete bisogno sia della vostra parte di patrimonio che della vostra libertà", mi mormora Riccardo nell'orecchio. "Se vostra madre restasse dove si trova, la sua fortuna verrebbe divisa equamente fra voi e vostra sorella. Allora sareste libera di vivere la vostra vita e prendere le vostre decisioni."
"Non potrei vivere da sola", obietto. "Non mi sarebbe consentito. Ho solo quindici anni".
Lui mi sorride di nuovo e si sposta leggermente, così che la sua spalla sfiora la mia. Vorrei appoggiarmi a lui, vorrei che mi abbracciasse.
"Se aveste il vostro patrimonio, potreste sposare qualsiasi uomo di vostra scelta" ribatte dolcemente. "Portereste a vostro marito un'enorme tenuta e una grande ricchezza. Qualsiasi inglese sarebbe felice di sposarvi. La maggior parte di loro morirebbe dalla voglia di sposarvi." S'interrompe, per lasciarmi riflettere sulle sue parole.
Punta su di me i suoi sinceri occhi marrone. "Dovreste esserne sicura, lady Anna. Se riuscissi a farvi ottenere il vostro patrimonio, allora ogni inglese vorrebbe sposarvi e diventare così uno dei più grandi proprietari terrieri del regno e imparentarsi con una famiglia importante. Potreste scegliere il  migliore."
Attendo.
"Ma un brav'uomo non vi sposerebbe per la vostra fortuna, e voi non dovreste svegliere uno di loro".
"Perchè non dovrei?"
"Perchè un brav'uomo vi sposerebbe per amore" "


da "La futura regina", di Philippa  Gregory

sabato 22 settembre 2018

L'ombra del passato,di Ornella Albanese



Anno di pubblicazione: 2002

Ambientazione: Isola di Pantelleria, 1849

Dal sito Mondadori, serie "I Romanzi Oro":

"La bionda Diletta d’Altavilla subisce, suo malgrado, il fascino tenebroso di Pietro, il Pirata di Pantelleria, un uomo dal passato oscuro che fa strage di cuori ma che nessuna ragazza per bene dovrebbe frequentare. Eppure, quando Diletta si trova in balia di una tempesta, è Pietro a soccorrerla e a ospitarla nella sua torre. Tutta Pantelleria grida allo scandalo e Diletta deve acconsentire alle nozze riparatrici. Solo un dubbio si fa strada in lei: non si sarà trattato di uno stratagemma del Pirata per vincerne le resistenze e farla sua?"



E' uno dei primi romanzi di Ornella Albanese, autrice italiana di romanzi rosa tra le mie favorite per la sua capacità di creare storie che, seppure di genere prettamente romantico, non sono sdolcinate e trattano anche altri temi, rendendosi adatte anche a un pubblico più vasto.

Essendo appunto una delle prime opere, lo stile è più semplice e i personaggi un poco più stereotipati di quanto avviene solitamente nei suoi romanzi, ma già sono presenti le doti narrative che l'autrice affinerà nel corso della sua carriera, fino ad arrivare a oggi. 
La storia è classica e piacevole: la protagonista, Diletta, è una giovane nobile a cui la vita sembra sempre sorridere: nonostante la morte della madre qualche anno prima, è adorata dal padre, dalla nutrice Lucia e dalla zia Agostina e dalla cugina Carlotta, sua coetanea, con cui trascorre lungo tempo d'estate. Tutto ciò finisce improvvisamente nel modo peggiore: il padre di Diletta si suicida, lasciando solo debiti dietro di sè. Il marito di zia Agostina paga i debiti ma si rifiuta di accogliere in casa la nipote, che continuerà comunque a passare le estati a casa dei parenti.
Passano alcuni anni, ora Diletta è una giovane donna in età da marito, a cui sono interessati alcuni giovani benestanti nonostante il suo stato non proprio di agio; di nuovo però la sua vita viene sconvolta dall'incontro con il famigerato "Pirata di Pantelleria", al secolo Pietro Licata, che in realtà Diletta aveva già conosciuto e aiutato quando erano bambini. Pietro non l'ha mai dimenticata, e ritrovandosi ora che sono adulti la scintilla fra i due ha modo di approfondirsi, fino a sfociare (dopo una serie di circostanze rocambolesche e non sempre convincenti dal punto di vista del sentimento, che sembra che Pietro voglia forzare) in un matrimonio. 
E ovviamente altre scoperte avranno luogo....
E' un po' la solita storia degli opposti che si attraggono, del "bad boy" che viene redento dal vero amore con la fanciulla "angelica", però qui gli stereotipi non sono così marcati, dato che Diletta con il suo carattere deciso e indipendente non può esservi del tutto associata. Come sempre, spicca la caratterizzazione dei personaggi di contorno: la cugina Carlotta è una figura divertente in alcuni punti, anche se talvolta si mette in competizione con la protagonista, poi abbiamo i vari pretendenti delle due ragazze, e il medico del paese che per Pietro è stato quasi un padre. 
Si arriva al finale piacevolmente (e un po' in fretta nell'ultima parte), confermando la decisione di scoprire anche il resto delle opere dell'autrice. 

lunedì 17 settembre 2018

Pippi Calzelunghe, di Astrid Lindgren


Titolo originale: Pippi Langstrump

Anno di pubblicazione: 1945

Ambientazione:



Pippi Calzelunghe è una bimba molto particolare: vive da sola in una vecchia casa chiamata Villa Villacolle, assieme al cavallo Zietto e alla scimmietta Signor Nillson, indossa due calze di diverso colore, scarpe molto più grandi....e sopratutto, è felice così com'è, anche se non ha i genitori e deve arrangiarsi da sola per ogni cosa!
Pippi fa amicizia con due fratellini, Tommy e Annika, coinvolgendoli in esilaranti avventure...




Come per Gianburrasca, anche la famosa Pippi Calzelunghe che ha segnato l'infanzia di alcune generazioni di bambini l'ho conosciuta solo da adulta. Non so che impressione avrei potuto avere da bambina leggendo questo tipo di libro, non so se sarei rimasta entusiasta (anche perchè comunque non mi era sconosciuto, dato che mi era capitato di leggerne dei brani sulle antologie delle elementari, e non mi aveva incuriosito particolarmente); posso dire da adulta l'ho letto con simpatia, anche se con un certo distacco, ma capisco perchè ai bambini piace tanto ancora oggi.
E' un testo per l'infanzia sicuramente insolito: in mezzo a millemila orfani tragici della letteratura infantile, abbiamo una bambina che questa condizione la vive con allegria (ma Pippi è orfana solo di madre; il padre è un capitano di marina sempre in viaggio) e senza piangersi addosso, anzi amando la sua vita solitaria che le permette di vivere come meglio crede. Pippi, il cui coloratissimo look è caratterizzato da capelli rossi tenuti in strette treccine, abiti stravaganti, calze di colore diverso e scarpe di cinque misure più lunghe (per stare comoda) è totalmente indipendente, ma non solitaria, dato che le piace fare amicizia e parlare con le persone, e sopratutto fa amicizia con due ordinari bambini svedesi, i fratellini Tommy e annika, che vivendo in uan famiglia piena di regole dove bisogna essere sempre perfettamente ordinati e vestiti a puntino, inevitabilmente sono attratti dalla loro stravagante coetanea.
Tante le avventure che si susseguono, fino ad arrivare alla partenza per la misteriosa isola in cui il Capitano Calzelunghe, padre di Pippi, è diventato re.
Credo che Pippi piaccia per il suo anticonformismo, la sua originalità, il suo essere sè stessa a dispetto di tutti, sempre allegra e coerente, ma mai pedante o giudicante.

sabato 15 settembre 2018

Il giardino dei Finzi Contini, di Giorgio Bassani



Anno di Pubblicazione: 1962

Ambientazione: Ferrara, dal 1938 al 1943



Nel 1938, dopo l'approvazione delle leggi razziali, il giovane Giorgio viene espulso dal club di tennis che era solito frequentare: assieme ad altri giovani trova rifugio nella villa dei nobili Finzi Contini, che aprono il loro parco ad amici e conoscenti dei loro due figli, Alberto e Micol, per continuare a ritrovarsi giocando a tennis e passando del tempo insieme.
Nascono amori e amicizie, ma non sempre queste cose danno gioia....




Recentemente rivalutato all'ultimo esame di maturità, Giorgio Bassani è stato uno dei maggiori autori italiani del dopoguerra a trattare l'antifascismo, e questo romanzo in particolare ha avuto grande successo , tanto che nel 1970  ne fu tratto un film di Vittorio De Sica che vinse il premio Oscar come miglior film straniero.
E' un tragico romanzo di formazione, sul quale grava fin da subito un senso fortissimo di ineluttabilità, non solo perchè nel prologo l'autore, anni dopo la fine della guerra,ci dice da subito che nella tomba di famiglia riposa solo Alberto, morto di tumore un anno prima, e che tutti gli altri componenti della famiglia sono morti nei campi di sterminio; ma anche per il fatto che questo senso di ineluttabilità sembra presente in alcuni dei protagonisti, in particolare Micol, quando sono ancora in vita e inconsapevoli di quanto accadrà loro. A Tratti, tutto ciò può risultare pesante, ma è perfettamente in linea con quando narrato.
Il romanzo parla dell'impossibilità di un amore giovanile, quello di Giorgio per Micol, la quale non crede nell'amore perchè ritiene che sia solo " roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda».
Giorgio fa di tutto per indurre la ragazza a cedere alla sua corte (cosa che oggi verrebbe catalogata subito come stalking), arrivando ad ottenere l'effetto contrario: quando Micol sente che potrebbe cedere, fugge a Venezia per laurearsi, e così si assenterà per un periodo mettendo apposta distanza fisica tra lei e Giorgio.
Il quale ne soffrirà e continuerà a frequentata casa Finzi Contini, anche solo per rimanere a contatto con il suo ambiente, le cose che amava, e così avrà modo di conoscere meglio il giovane Alberto, ingegnere di salute cagionevole e pessimista (altro personaggio che forse, per sè, presagisce un futuro non positivo)e sopratutto Giampiero Malnate, giovane fascista amico di Alberto, che è un po' il suo alter ego (spigliato e deciso con le donne)e che diventerà un amico- rivale per molti aspetti, anche se Giorgio arriverà a dubitare che Micol lo abbia rifiutato perchè innamorata di lui ( e non, come dichiarato dalla ragazza, perchè non crede nell'amore). 
Sullo sfondo ovviamente le leggi razziali, il progressivo decadimento di un Paese  che corre verso un disastro che non sa evitare, scritto in uno stile semplice ed elegante, anche se a volte- ma solo in alcuni punti- appesantito da considerazioni filosofiche di vario tipo.
Un libro importante un po' caduto nel dimenticatoio ma che merita certamente di essere riscoperto.

mercoledì 12 settembre 2018

Read in progress

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

Ho provato a leggere "Il mondo salvato dai ragazzini" di Elsa Morante, ma non ci ho capito assolutamente nulla e ho smesso! Adesso aspetto arrivino i libri nuovi in biblioteca...




What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)

Prima della Morante ho letto "La rivoluzione della luna" di Andrea Camilleri.









What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)

Molto probabilmente "I love shopping a Las Vegas", di Sophie Kinsella.

















domenica 9 settembre 2018

La rivoluzione della luna, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione:2 013

Ambientazione: Sicilia, 1677




Quando i nobili palermitani  aprono il testamento del  Vicerè Don Angel, appena scomparso, non credono ai loro occhi: l'uomo ha nominato come proprio successore la moglie, Donna Eleonora. La quale da subito comincia ad andare a fondo dei problemi della città, senza guardare in faccia nessuno....



Una storia, a quanto pare, parzialmente vera, che mi ha colpito per la figura della protagonista anche se il romanzo non mi ha lasciato più di tanto; ho anche avuto delle difficoltà a leggerlo perchè i dialoghi in spagnolo non hanno traduzione, è vero che non sono lunghissimi ma a volte per chi non è pratico di una lingua anche non capire una parola inficia la lettura.
Le scene iniziali sono tipiche di un certo ambiente, al di là dell'epoca: i nobili appartenenti al consiglio che brigano tra di loro per difendere i loro interessi economici e non, in barba al Vicerè Don Angel, che da un po' di tempo a causa di gravi problemi di salute sembra non starci più con la testa. E proprio durante quella seduta, Don Angel muore improvvisamente. I nobili, che approfittano della cosa per approvarsi da soli leggi e favori dando con molto in ritardo la notizia della morte dell'uomo, ancora non sanno cosa li aspetta: Don Angel infatti ha lasciato un testamento dove designa come sua erede nella carica sua moglie, Donna Eleonora.
Il fatto che la cosa sia vissuta inizialmente come un affronto e che l'intera città si divida immediatamente tra le due fazioni "Vicerè donna si" e "vicerè donna no" non turba minimamente la nuova delegata, che da subito dimostra piglio risoluto e fermezza nel voler trattare le varie  questioni, e nel cercare di risolvere davvero i problemi della città anche a scapito degli interessi dei potenti, anzi, sopratutto a scapito di questi ultimi.
Donna Eleonora nell'arco di un mese compirà una vera e propria rivoluzione: abbasserà il prezzo del pane, aprirà dei ricoveri per vecchie prostitute affinchè non debbano vivere per strada, scoprirà e correggerà un'infame struttura per giovani orfane che in realtà era un bordello travestito da Opera Pia, farà incarcerare il corrotto vescovo di Palermo colpevole di aver abusato di due bambini...il tutto le varrà l'odio di molti ma troverà anche degli alleati, e non donne, ma uomini onesti che riconoscono il suo valore e la considerano un'alleata nella lotta contro le storture.
Purtroppo, il suo essere donna alla fine le varrà il sollevamento dall'incarico, e non poteva essere altrimenti vista l'epoca, ma con la soddisfazione di vedere riconosciuto il proprio operato. 
Tutto sommato insolito e meritevole di lettura, questo è anche scontato perchè Camilleri è sempre meritevole.

lunedì 3 settembre 2018

Passioni e colpi di fulmine

La premessa fatta nella recensione del romanzo "La futura regina" di Philippa Gregory necessita di una lunga spiegazione, anche se affettivamente il blog non lo legge nessuno  e quindi nessuno me l'ha chiesta. Ma ho deciso di scriverne lo stesso.
Purtroppo quanto accadutomi non è per me una novità: sin da bambina ho provato delle vere e proprie passioni per i libri  per i film, per le storie che amavo. Quando intendo "amare", non intendo il libro che ti piace,anche tanto, o il cartone che guardi con gia perchè ti piace: intendo proprio quelle storie che ti prendono il cuore. Perchè a me è successo fin da bambina di "vivere" così questi momenti, tanto è vero che i colpi di fulmine, le farfalle nello stomaco i palpitamenti di cuore ecc, io li ho sempre avuti per libri o film, e mai per delle persone (se si esclude il primo ragazzino di cui mi sono innamorata, quando ero alle medie). Provo veramente reazioni fisiche davanti a queste cose.
Il primo in assoluto che io ricordi è stato quello con Alice nel paese delle meraviglie, la mia fiaba preferita quando ero piccola: non mi stancavo mai di ascoltare la cassetta o di leggere il libro, passavo ore a inventare giochi e storie riguardanti il paese delle meraviglie e i suoi personaggi, addirittura una volta mi infilai nel buco di un albero presente nel giardino di una zia di mia mamma convinta che sarei andata nel paese delle meraviglie....ma vabbè, ero ancora piccola (anche se questa favola la adoro ancora oggi).
Il primo vero caso in cui ho dimostrato questa mia particolarità, quello che in famiglia si ricordano ancora oggi, è stato il cartone di Georgie: quando finì l'ultima puntata mi misi a piangere disperata perchè ero commossa per il finale, ma che perchè (come ho raccontato io stessa ai miei genitori che ovviamente cercavano di consolarmi) pensavo che non avrei più visto Georgie, Abel, Arthur, il cane, lo zio ecc ecc. Per giorni non mi sono separata dall'album di figurine, unico modo per rivedere appunto i personaggi e la storia che amavo. Tutto questo quando avevo 5 anni....
Quando mi succedeva ciò, penso di essere stata piuttosto imbarazzante per i miei genitori perchè non riuscivo a contenermi molto: parlavo del cartone/ libro che mi appassionava con chiunque, anche con chi non ne sapeva nulla. Sopratutto fra i miei coetanei cercavo disperatamente qualcuno a cui piacessero le stesse cose per condividere la mia passione. Alcune volte sono stata fortunata (come dimenticare la gioia della scoperta che anche alla mia migliore amica dell'epoca piaceva "Piccole donne" e le ore passate a giocare e inventare storie a riguardo?), perlopiù però è stato un problema perchè di me- anche se ero piccola- non si diceva "ha una passione", ma "non è normale, i suoi genitori dovrebbero farla curare".
Un episodio che mi ha segnato nel profondo è accaduto in seconda media: una ragazzina che veniva a catechismo con me mi fermava spesso chiedendomi cosa stavo leggendo in quel momento, chiedendo consigli sui libri, chiedendo informazioni sulle varie storie: io mi fermavo volentieri  a parlare con lei di quest cose, ma dopo un po' tramite alcuni compagni venni a sapere che in realtà faceva apposta a farmi parlare di queste cose per poi deridermi alle spalle, sparlare di me dicendo che io ero capace solo di leggere e di parlare di "cose finte", che il mio entusiasmo era da pazza pericolosa e che sarebbe stato meglio evitarmi. Ci rimasi malissimo e ancora oggi 
Da allora, ho imparato a controllare le mie emozioni e sentimenti a riguardo, nascondendoli e al limite, sfogandoli scrivendo sul blog o (in passato) su qualche forum e community a riguardo.
A volte, mi ricordo perfettamente anche a distanza di anni il giorno in cui sono venuta a conoscenza, oppure che ho comprato, un dato libro che ho amato, altre quando ci ripenso mi sembra proprio di tornare indietro al tempo in cui sono venuta a conoscenza di una certa storia per la prima volta.
Finchè ero giovane comunque ero indulgente con me stessa riguardo a questo tipo di emozioni, passati i trenta ho cercato ogni volta non solo di controllarle ma anche di annullarle consapevole che più passa il tempo, meno dovrebbe essere così per una persona di una certa età...eppure, questa mia caratteristica rimane e ogni tanto esce ancora. E sapete cosa è peggio? Che quando succede non solo mi sento bene, ma mi sento davvero viva; l'ultima volta, qualche giorno fa appunto, mentre leggevo il romanzo della Gregory, per alcuni giorni andavo a letto, mi addormentavo e facevo tutto un sonno, svegliandomi la mattina riposata ( cosa che da tempo non mi capita più, dato che solitamente mi sveglio già stanca); sopratutto, mi svegliavo felice di ritrovare Anna e Riccardo, a volte dopo averli sognati durante la notte. 
cosa dire, so che non dovrei essere così, che dovrei essere diversa...però lo sono. E non so nemmeno come cambiare, vista anche la gioia che tutto ciò mi procura, e visto che di gioia nella mia vita ce n'è ben poca. 
Cosa devo fare?