martedì 7 agosto 2018

Una questione privata, di Beppe Fenoglio



Anno di pubblicazione: 1963

Ambientazione: Italia, 1944



Milton è un giovane partigiano innamorato di Fulvia, ragazza di buona famiglia che aveva conosciuto nell'estate del 1943 quando lei era sfollata ad Alba, la sua città. Parlando con l'anziana custode della villa in cui Fulvia viveva, Milton scopre che la giovane forse aveva una relazione con Giorgio, il suo migliore amico, anch'egli partigiano ma in un'altro reggimento.
Decide così di andare a cercare Giorgio per chiedergli un chiarimento, ma scopre che è stato catturato dai fascisti...



Anni fa avevo letto "Il partigiano Johnny", e a dispetto della fama nella letteratura italiana non mi era piaciuto quasi per nulla; per lungo tempo sono stata quindi molto restìa a concedere una seconda possibilità a questo autore. Tuttavia alla fine ho deciso di farlo in questa estate 2018, scegliendo questo romanzo pubblicato postumo; e stavolta il giudizio è positivo, anche se non posso dire di essermi appassionata più di tanto.
Chi cerca una storia d'amore classica è avvisato: non la troverete qui. Perchè tutto ciò che riguarda la storia d'amore è presente nel libro, ma tutto passante attraverso il filtro dei ricordi e delle sensazioni del protagonista; la stessa Fulvia, la ragazza amata, è "raccontata" attraverso i suoi ricordi e quello che lui prova per lei; possiamo coglierne abbastanza il carattere forte e libero, una giovane donna che si diverte a "giocare" con entrambi i ragazzi ma senza cattiveria,  ma bisogna tenere conto appunto che, per quanto non edulcorata, è la voce di un innamorato che ce la rievoca. 
Un innamorato di cui conosciamo solo il nome di battaglia , Milton: studente universitario che milita nei partigiani badogliani (quindi più moderati rispetto ai partigiani comunisti), persona introversa e riflessiva che sembra  vivere aspettando il momento (chissà quando, vista la situazione) in cui rivedrà Fulvia, da lui soprannominata "splendore"; spinto dalla nostalgia, decide addirittura di recarsi per un pomeriggio alla villa dove Fulvia viveva e che ha fatto da sfondo alla nascita di quell'amore. E qui, la sua prospettiva cambia radicalmente: parlando con l'anziana custode essa fa intendere che in realtà Fulvia se l'intendesse con Giorgio, migliore amico di Milton e anche lui frequentante la villa proprio grazie all'amico. Per Milton quelle poche parole, brevi insinuazioni non si sa quanto chiare e nemmeno quanto vere, sono una vera e propria coltellata al cuore, dato che Giorgio era perfettamente al corrente dei suoi sentimenti per Fulvia.
Così Milton decide di andare da Giorgio, che milita in un'altra formazione, per affrontarlo a viso aperto; quando scopre che l'amico è stato catturato dai fascisti, cominci a darsi da fare per liberarlo, e non solo perchè così potranno affrontare la questione che li riguarda, ma anche per fedeltà al sentimento di amicizia che sopravvive nonostante tutto. L’assolutezza e la radicalità della questione privata mettono da parte, come ponendola tra parentesi, la questione pubblica e civile, cioè l’impegno nella lotta contro i fascisti. 
Se Fulvia e Giorgio sono personaggi alla fin fine evanescenti, non fisicamente presenti, Milton è circondato dalla fisicità e realtà più sgradevole: la fitta nebbia che non ti permette di vedere a un palmo dal tuo naso, il fango, i pidocchi, la pioggia battente, la febbre e la tosse di cui sono preda molti partigiani, il sangue delle ferite, spesso i cadaveri di compagni e nemici; un paesaggio cupo, senza troppi spiragli, che fa da contraltare all'uguale umore di partigiani e contadini, stufi della guerra e che continuano  a chiedersi quando finirà. Unica digressione nel racconto lineare, il penultimo capitolo, con il racconto dell'esecuzione da parte dei fascisti (riluttanti) delle due staffette partigiane Riccio e Bellini di 14 anni, per vendicare il sergente ucciso dall'inconsapevole Milton; una dimostrazione di come ogni azione ha sempre una conseguenza, anche tragica.

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