lunedì 13 agosto 2018

Il romanzo della Nazione, di Maurizio Maggiani



Anno di pubblicazione: 2015

Ambientazione: Italia, vari anni dagli anni '30 a oggi


Dal sito Feltrinelli: 

"Siamo storie, siamo le storie a cui abbiamo appartenuto, siamo le storie che abbiamo ascoltato. E infatti Maggiani ascolta. Ascolta il fiume di voci che si leva nel canto della nazione che avremmo potuto essere e che non siamo, le voci di un popolo rifluito dentro l’immaterialità della memoria. Si insinua nelle pieghe della vita apparentemente ordinaria dei suoi personaggi e racconta. Racconta di una madre e di un padre che si spengono portando con sé, prima nella smemoratezza e poi nella morte, un mondo di certezze molto concrete: la cura delle cose, della casa, dei rapporti parentali. Rammenta la fatica giusta (e ingiusta) di procurarsi il pane e di stare appresso a sogni accesi poco più in là, nella lotta politica, nella piana assolata quando arriva la notizia della morte di Togliatti. 
Racconta, allestendo un maestoso teatro narrativo, della costruzione dell’Arsenale Militare: un cantiere immenso, ribollente, dove accorrono a lavorare ingegneri e manovali, medici e marinai, ergastolani e rivoluzionari, cannonieri e fonditori, inventori e profeti, cuoche e ricamatrici, per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune. Racconta di come si diventa grandi e di come si fondano speranze quando le speranze sono finite. Mai si era guardato negli occhi di un padre così a fondo per domandare una sorta di muto perdono, più grande della vita.
Nella mitica contea di Maurizio Maggiani ci siamo tutti, a misurare quanto siamo stati, o meno, “fondatori di nazioni”...




Libro che ha deluso le mie aspettative, ammetto di essermi fatta ingannare dal titolo. Mi aspettavo una di quelle storie in cui, attraverso la storia di una famiglia o di vari personaggi, si racconta un'epoca o addirittura la storia di un paese, in questo caso l'Italia (qualcosa in stile "Raccontami", per intenderci). Io adoro questo tipo di storie e mi sno quindi tuffata a pesce nella lettura di questo libro.
E invece....niet. Il Romanzo della Nazione praticamente non esiste, perchè, come dice il suo autore, nemmeno è stato scritto.
Probabilmente è proprio da questo paradosso che intendeva partire Maggiani, per narrare comunque la sua personale idea di "romanzo della nazione": tante piccole storie frammentarie, a volte legate fra loro altre no, riportate nel corso della vita da amici e parenti, tutte volte a formare una specie di mosaico all'interno del quale si svolge la storia dell'Italia.
Mosaico che rimane comunque molto frammentario, e sempre limitato ai ricordi personali raccontati all'autore in particolare dal padre, ma anche dalle zie, dall'amico del padre, da varie persone conosciute nella sua vita. Lo scopo sarebbe quello di mostrare che alla fine, la Storia la facciamo tutti noi con le nostre vite, ma sinceramente questo è quello che ho capito io, non so nemmeno se è giusto dato che l'autore a riguardo non è stato per nulla chiaro.
Molto bella comunque la parte dove parla della vecchiaia dei suoi genitori e dei suoi sentimenti di figlio costretto ad assistere alla loro decadenza, spesso senza riuscire a penetrare nel loro nuovo mondo di dolore o malattia e sbagliando anche vari tentativi di essere utile. E' un argomento di cui non si parla spessissimo, e qui trovo che abbia sviscerato molto bene non solo i propri sentimenti ma anche quelli dei genitori. 
Che dire, non oso sconsigliarlo (anche perchè raramente io sconsiglio del tutto), certamente se avete i miei stessi gusti o aspettative non so quanto possa valere la pena....

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