martedì 17 luglio 2018

Storia della bambina perduta, di Elena Ferrante



Anno di pubblicazione: 2014

Ambientazione: Napoli, dal 1977 al 2011 circa

Collegamenti con altri romanzi: è il quarto e ultimo libro della tetralogia "L'amica Geniale", composta da:

- L'amica geniale (2011 );

- Storia del nuovo cognome (2012);

- Storia di chi parte e di chi resta (2013) ;

- Storia della bambina perduta.



Dopo essersi separata da Pietro Elena torna a vivere a Napoli assieme a Nino e alle figlie Dede ed Elsa; nasce la terza figlia, Imma, ma la storia finisce presto a causa dell'irresponsabilità di Nino e dei continui tradimenti. Lenù si ritrova sola con tre figlie e una carriera di scrittrice che langue, ma per fortuna può sempre contare sull'amica di sempre, Lila, che ora ha risalito la china sociale ed economica, ed ha avuto anch'essa una figlia, Tina, coetanea di Imma.
Nel rione la vita scorre tra problemi e gioie, fino all'inaspettata tragedia....


Ed eccoci finalmente al libro finale di questa tetralogia molto amata anche all'estero, in cui vengono raccontate la maturità e la vecchiaia di Lila, Lenù e dei loro parenti e amici, e a cui si arriva alla conclusione dell'intera vicenda.
Come da trama, Lenù divorzia da Pietro per vivere alla luce del sole la sua storia con Nino; come ampiamente prevedibile da chiunque non fosse la protagonista vista la totale superficialità e totale mancanza di scrupoli dell'uomo- che non solo non lascia la famiglia ma continua a cornificare la nuova compagna con chiunque respiri- l'unione dura molto poco, giusto in tempo per far nascere Imma ,la terza figlia di Lenù e coetanea di Tina, la figlia di Lila ed Enzo. Poi anche Nino si volatilizza, e Lenù capisce finalmente che il suo non era amore, ma solo ossessione e idealizzazione infantile di una persona con mille difetti, incostante e opportunista. 
Dalla rottura la nostra Lenuccia ci guadagna solo: nonostante le difficoltà, la sua carriera di scrittricd riprende a gonfie vele e riesce col tempo e mille difficoltà e problemi ad affermarsi stabilmente nel mondo della letteratura italiana, crescendo le sue figlie anche grazie all'aiuto di Lina e trovando alla fine un proprio equilibrio. 
Ed è proprio Tina la bambina perduta del titolo; perduta improvvisamente una sera d'estate fra le bancarelle della fiera rionale a causa di un momento di disattenzione dei genitori, di cui non si saprà mai più nulla. La vicenda oltre a segnare inevitabilmente la vita di Lila ed Enzo, segnerà anche quella delle persone che la conoscevano, forse causando altre disgrazie o vendette (ma questo non sarà mai chiarito nel corso del romanzo); e forse c'è proprio questa sparizione alla base della sparizione dell'anziana Lila molti anni dopo (fatto con cui si apriva il primo romanzo). Il ,mistero non viene svelato, il finale è aperto su una possibile soluzione che sicneramente, è piaciuto anche a me immaginare; ma va  bene così.
Per il resto, la storia è un tirare le somme di tutto ciò che è accaduto in precedenza; a volte è triste vedere il declino di alcuni personaggi che ormai abbiamo imparato a conoscere attraverso gli altri tre libri: alcuni finiscono male, altri semplicemente "finiscono", i finali positivi sono pochissimi, e si ha la sensazione di un certo realismo: anche nella vita vera non sempre c'è il lieto fine, a volte si tira a vanti, si conclude e basta. La storia è comunque interessante proprio per vedere il destino dei vari personaggi, senza particolari sbalzi di originalità o altro a parte la vicenda di Tina.
Ora attendo la serie tv.....




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