giovedì 12 luglio 2018

Era di maggio, di Antonio Manzini



Anno di pubblicazione: 2015

Ambientazione:, Aosta, 2013

Collegamenti con altri romanzi: è il quarto romanzo della serie sul Vicequestore Rocco Schiavone, composta da:

- Pista nera (2013);

- La costola di Adamo (2014);

- Non è stagione (2014);

- Era di maggio (2015);

- 7/7/2007 (2017);

- Pulvis et umbra ( ).


Rocco Schiavone sta vivendo un momento tragico, l'ennesimo nella sua vita non facile: la sua amica  Adele, compagna dell'amico Sebastiano, è stata uccisa al posto suo in un agguato e Rocco non si dà pace, vuole trovare il colpevole a ogni costo. Ma chi potrebbe avercela così tanto con lui?
Le scoperte che farà a riguardo sono destinate a intrecciarsi di nuovo con il caso di Chiara Berguet, la ragazza sequestrata  e liberata da Rocco nel precedente romanzo....


Come da trama, chiaramente il romanzo è il seguito diretto di "Non è stagione", dove Rocco e la sua squadra si occupavano del sequestro di Chiara Berguet, giovane figlia di un noto imprenditore aostano. Drogata, stuprata e tenuta sequestrata per giorni in una baita in montagna di cui nessuno sapeva l'esistenza a parte i due sequestratori (però morti in un incidente), la giovane rapita è tornata a casa felicemente, ma la sua esistenza è segnata. Come appare segnata e quasi perseguitata quella di Rocco, che torna a rivivere l'incubo di qualche anno prima, che ha causato la morte della moglie Marina (il fatto viene qui raccontato per la prima volta nella serie, ma viene sviluppato nel seguente "7/7/2007", che ho già recensito): stavolta a cadere al posto suo in un agguato è Adele, la moglie dell'amico Sebastiano, arrivata ad Aosta ospite di Rocco per qualche giorno per un innocente gioco (sparire per fare ingelosire il compagno che ritiene troppo freddo), e invece trova la morte mentre dorme nel letto di Rocco (che, insospettabile gentleman, glielo aveva ceduto anche perchè lui era fuori casa) uccisa da un criminale vendicativo la cui storia conosciamo già in parte. In questo romanzo è particolarmente evidente il senso di colpa di Rocco e la sua sensazione di essere quasi "maledetto", visto che le persone a cui vuole bene finiscono per pagare i suoi errori. Senso di colpa che acuisce la sua amarezza e gli impedisce di prendere in consdierazione l'idea che è ora di andare avanti e rifarsi una vita (come lo stesso fantasma di Marina gli suggerisce).
Oddio, devo dire che gli "sprazzi" per cui questa nuova vita viene suggerita anticipano qualcosa che non mi piace per nulla, ma bisogna vedere come continuerà la serie...quindi non mi esprimo.
Il ritmo del romanzo è coinvolgente ma talvolta un po' dispersivo visto che vengono narrate varie vicende, e ho trovato purtroppo i personaggi dei giovanissimi Chiara e Max trattati in modo superficiale, sopratutto le problematiche che portano con sè. A questo punto, che senso ha avuto riprendere la loro vicenda?
Il libro è comunque piacevole e imperdibile per qualunque fan di Rocco Schiavone.

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