venerdì 4 maggio 2018

Il piano infinito, di Isabel Allende



Titolo originale: El pian infinito

Anno di pubblicazione: 1991

Ambientazione:


Gregory Reeves è cresciuto viaggiando al seguito del padre, un predicatore itinerante; tuttavia quando lui ha sette anni, a causa dei problemi di salute dell'uomo la famiglia è costretta a stabilirsi nel sobborgo di una città americana, dove Gregory conosce una sua coetanea, Carmen Morales, con cui stringe un forte rapporto di amicizia che durerà tutta la vita. I Morales, la numerosa famiglia di Carmen, adotteranno Gregory considerandolo uno di loro, anche quando il ragazzo, una volta cresciuto, abbandonerà il quartiere per andare a studiare




In questo libro viene narrata sotto forma di romanzo la storia di William    , secondo marito di Isabel Allende. Non so se corrisponda proprio tutto tutto, decisamente è stata una vita densa di eventi ma anche molto dolorosa, a mio avviso.
La storia si svolge per gran parte su due piani paralleli, visto che i protagonisti sono due, Gregory e Carmen.
Due bambini provenienti da mondi diversi, e anche opposti: Gregory è un bianco americano, figlio di due genitori religiosi il cui padre è addirittura un predicatore itinerante, che fino a sette anni ha avuto come casa il carro con cui la famiglia si spostava da una parte all'altra del Paese per le predicazioni paterne; Carmen invece è di origine messicana, vive in uno dei cosiddetti "ghetti" a maggioranza ispanica, non è mai uscita dal quartiere e appartiene a una famiglia numerosa chiassosa e vitale. Quando Gregory, a causa della malattia del padre che costringe la famiglia a interrompere la vita nomade condotta finora, si trasferisce nel quartiere è considerato a tutti gli effetti uno straniero: la sua fortuna è fare amicizia con Carmen Morales, sua coetanea che proviene da una tipica famiglia messicana dell'epoca: numerosa, chiassosa, vivace, sopratutto se confrontata con la famiglia Reeves, composta dalla svanita madre Nora e dalla complicata sorella Judy, che sotto la mole da obesa nasconde grandi sofferenze e un brutto trauma che verrà svelato nel corso della storia. Dicevamo, l'amicizia con la vivace Carmen è una fortuna per Gregory, perchè frequentando la famiglia Morales saprà farsi apprezzare al punto che verrà considerato il loro "figlio gringo", e di riflesso anche la sua integrazione nel quartiere sarà cosiì realizzata.
Per tutta l'infanzia e l'adolescenza la storia di Carmen e Gregory scorre intrecciata: la scuola (con alterne fortune, Carmen più traballante e Gregory più dotato), la vita nel quartiere, le prime esperienze amorose....poi, dopo la fine delle superiori, la scelta di Gregory di andare all'università per diventare avvocato li separa, non solo fisicamente: sono ormai gli anni '60, anni di novità, cambiamenti, contestazioni, sopratutto gli anni delle guerra del Vietnam. Gregory all'università si innamora e sposa con la bella e ricca Samantha, donna rigida e snob con cui il lettore da subito vede chiaramente l'incompatibilità e sopratutto, il fatto che l'amore si basi sul suo ideale di donna che Gregory proietta sulla moglie nonostante lei ne sia il più lontana possibile. I due hanno una figlia, Margaret, fin da piccola vittima delle beghe e disattenzioni di entrambi i genitori e destinata per questo a un avvenire infelice, dove fin da piccola dovrà combattere con i fantasmi che si porta appresso dalla nascita. Questi anni della vita di Carmen e Gregory scorrerà su binari paralleli senza incrociarsi più di tanto, entrambi presi dai "casini" delle loro vite: lei se ne va di casa per vivere con un giornalista, dopo la fine della storia inizierà un periodo di nomadismo che avrà il merito di dare il via alla sua carriera di creatrice di gioielli; lui dop la fine del matrimonio partecipa alla guerra, ritorna segnato dall'esperienza, mette su un piccolo studio legale e si dedica al lavoro, da un secondo matrimonio che durerà pochissimo avrà un'altro figlio... per molti anni si sentiranno solo sporadicamente fino all'evento che li riunirà definitivamente (sempre come amici), ma il bello del loro rapporto è questo: una vera amicizia, come dicono che non possa esistere tra uomo e donna, e che invece in questo romanzo è riportata perfettamente. Un'amicizia incrollabile, quasi un rapporto fraterno, come tutti vorremmo avere (almeno penso). Attorno a loro tante figure ben tratteggiate e a modo loro significative, anche quelle che si vedono poco rimangono impresse.
Insomma una vera e propria epopea, con lo stile  con lo stile scorrevole e tendente all'esoterico, al magico e allo spirituale che contraddistingue la Allende; penso che questo sia uno dei suoi migliori romanzi.

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