giovedì 5 aprile 2018

Il bosco di Mila, di Irma Cantoni

Anno di pubblicazione: 2017

Ambientazione: Brescia, 2010



Alla vigilia di Santa Lucia Mila Morlupo, dieci anni, scompare nel bosco di Mompiano durante una gita con la classe. Le indagini si attivano subito e sono seguite dal capo commissario Vittoria Troisi e dal suo vice Mirko Rota, e si concentrano sul fatto che la famiglia Morlupo è una delle più in vista della città, quindi si sospetta un rapimento a scopo di estorsione.
Ma i giorni passano e non arriva alcuna richiesta di riscatto; nel frattempo si scopre che anche Xixi, amica di Mila che i parenti avevano detto essere assente da scuola perchè in viaggio in Cina da parenti, è invece scomparsa....




Questo giallo mi ha interessato da subito perchè ambientato a Brescia, la mia città. E' una bella storia, con qualche stereotipo tipico del genere ma raccontata in modo interessante e avvincente, anche se prevedibile.
La storia inizia in un giorno importante per noi bresciani: la vigilia di Santa Lucia, che qui è una festa più sentita ancora del Natale, sopratutto per i bambini; la notte più lunga dell'anno, in cui Santa Lucia passa con il suo carretto trainato dall'asinello a portare i regali ai bambini buoni, e carbone a quelli cattivelli. Una festa per i bambini principalmente, ma amata da tutti in generale.
Proprio il giorno prima di questa festa la piccola Mila di dieci anni scompare durante una gita nel bosco di Mompiano; Mila appartiene a una delle famiglie più in vista della città, i Morlupo, ricchissimi e celebri anche nella storia della città visto che il nonno Manlio, ex partigiano, è stato anche professore universitario e animatori di numerosi circoli culturali e politici per anni. Il padre Corrado, più in ombra, è affarista di mobili antichi e viaggia per l'Europa, la mamma Alexandra è di origine tedesca e fa la vita tipica delle donne ricche (non lavora, bei vestiti, lusso e altro).
Quasi certa quindi sembrerebbe la pista del rapimento a scopo di estorsione; eppure passano due giorni e non arriva nessuna richiesta o rivendicazione. Come è possibile? E' evidente che la pista giusta è un altra.
Del caso si occupa Vittoria Troisi, vicequestore romano trasferita a Brescia dopo un doloroso fatto che l'ha coinvolta, assieme al suo vice Mirko rota, bresciano doc. Vittoria è una donna sola, ha solo la sua carriera e i suoi fantasmi, per questo si butta anima e corpo a risolvere il caso della piccola Mila, scoprendo- come nel più classico dei gialli- che la famiglia Morlupo non solo non è ciò che sembra, ma molto peggio! A tal punto che io stessa, arrivata a un certo punto della storia dove comprare un personaggio chiave (ma non voglio fare spoiler), mi sono chiesta se per caso la povera Mila non stesse meglio con questo signore che con i suoi familiari. Segreti a profusione dominano questa accozzaglia di persone viscide o vigliacche, che non si mostrano nemmeno troppo interessati alla sorte della bambina. Alla fin fine, il finale non è poi così tragico.
Il giallo è scritto in modo semplice e scorrevole, senza particolari picchi di inventiva, nemmeno riguardo ai personaggi, anche se si distingue Mila per simpatia e maturità rispetto agli adulti che la circondano. Se fossimo in estate potrebbe essere una tipica lettura da ombrellone....ma va bene anche in inverno, ovviamente!

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