domenica 1 aprile 2018

Alla mia età

Ho 38 anni, non certo l'età della pensione (che non vedrò visto che il mio problema principale è il lavoro), ma nemmeno "giovanissima", come spesso vengo comunque definita da persone più vecchie di me, solitamente nel tentativo di sminuire ciò che sto dicendo o (non detto) di sentirsi loro ancora giovani. Del resto, viviamo nell'epoca in cui uno di 13 anni viene definito "bambino", uno di 30 viene definito "ragazzino", uno di 47 "ragazzo", e dove se dici "l'anziano 70enne" molti (anche non 70enni) ti guardano schifati e ti rispondono "ma daiiiiiiiiii!! ma uno di 70 an i mica sarà anziano?!".....

Dicevo, ho 38 anni e solitamente, quando da ragazzi si pensa a questa età ci si immagina padroni di sè stessi e della propria vita; sopratutto liberi di fare le proprie scelte.
Nulla di più sbagliato, come penso molti sappiano.
Io oltretutto, vivo una condizione forse particolare: quella della 38enne single senza figli....e purtroppo- nel mio caso, che comunque non è l'unico- ancora a casa dei genitori.
Insomma, quella che la società da anni chiama BAMBOCCIONA.
In una parola quella che sui media viene dipinta come un Peter Pan mai cresciuto/a e felice di essere tale, intento/a a spendere soldi e tempo in aperitivi, palestra, centri benessere  e sopratutto
E insubbiamente queste persone ci sono.
Ma è la realtà di tutti?
Per quanto riguarda lo stare a casa dei genitori ci tengo a specificare subito che nel mio caso non  certo una cosa voluta, anzi: ma dato che non sono mai riuscita a trovare un lavoro fisso degno di questo nome, non ho avuto altra scelta (no, finire sotto i ponti a chiedere l'elemosina col piattino NON E' una scelta).
Per quanto riguarda il resto, la realtà è che spesso se arrivi alla mia età in questo modo...non esisti.
Non sei una madre di famiglia, una moglie o una compagna QUINDI automaticamente diventi "persona senza nulla da fare" o che "non sa cosa significano certe cose". Solitamente, sia che l'essere single sia una tua scelta o meno (come nel mio caso) vieni vista comunque come una povera sfigata, se non proprio in determinate occasioni come una scocciatrice o un peso: ad esempio se ti ammali,sei da sola e hai bisogno di gente che vada per te in farmacia o altro. Perchè insomma, gli altri hanno già le loro famiglie, perchè dovrebbero sobbarcarsi anche il peso di chi non ce l'ha?
Ho notato anche che le donne con figli preferiscono fare comunella con altre donne con figli, e non necessariamente le madri dei compagni di scuola: mi è capitato più volte di rimanere esclusa da conversazioni o altro perchè si mettevano tutte a parlare dei loro figli...e io, ovviamente, non potevo partecipare. Evidentemente l'avere figli è un forte collante.
Ma il peso di tutto ciò si fa sentire sopratutto nelle feste: che inevitabilmente passi con i familiari, certo, ma dove ormai sei assurto/a alla qualifica di "parente solo" (con tutte le dinamiche di cui sopra).
Tutto questo per dire che oggi, Pasqua 2018, sono a casa da sola mentre  i miei familiari sono in vscanza al mare...e non avrei certo voluto passarla così questa giornata. Certo, potevo andare anche io con loro, ma l'idea di andare per l'ennesima volta in un posto dove mi hanno sempre vista a rimorchio loro non mi allettava per nulla. Avrei preferito anche io una bella gita con una famiglia mia e dei figli, oppure  anche con degli amici: ma io tutte queste belle cose così normali per gli altri non me le posso permettere.
Chi l'avrebbe mai detto che sarei finita così?
Scusate lo sfogo e Buona Pasqua.


3 commenti:

  1. Penso di poterti capire benissimo.
    In estate di anni ne farò 40, sono single, non ho figli e vivo insieme ai miei genitori perchè, nonostante abbia una laurea in scienze dell'educazione, non ho un lavoro fisso.
    Se mi avessero chiesto come mi sarei vista a 40 anni avrei detto sposata con dei figli e invece no.
    Quello che posso dirti è che ognuno di noi, nella vita, deve superare delle prove a volte molto difficili che ci lasciano cicatrici invisibili ma non per questo meno pericolose o brutte.
    In questi anni sono riuscita a lavorare molto su me stessa, ho imparato ad amarmi nonostante non mi piacessi per niente e in questo modo ho iniziato a non sentirmi più giudicata dalla società. Anche se ci chiamano bamboccioni io so di non esserlo così come non lo sei nemmeno tu.
    Ti auguro una buona Pasqua e non perdere mai la speranza e il sorriso!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Ciao, coraggio, ci sono altre persone che vivono la tua condizione, la sfida è trovarle, mi rendo conto.
    Riguardo alle donne-madri che fanno comunella, è certamente vero che hanno forti argomenti di conversazione che le legano, ma alcune di loro riescono a mantenere altri interessi, quindi prova a individuarle, scoprirai che possono parlare anche di altro, oltre che dei figli!

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