domenica 4 marzo 2018

Perchè essere felice quando puoi essere normale? di Jeannette Winterson



Titolo originale: Why be happy when you could be normal?

Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: Inghilterra, dal 1959 ai primi anni 2000 circa






A poche settimane dalla nascita, Jannette viene adottata da Mr e Mrs Winterson, e va a vivere con loro ad Accrington, piccolo villaggio inglese. La vita con la coppia non è facile: Mrs Winterson è una fanatica religiosa, rigida e autoritaria, che domina in maniera violenta (psicologicamente più che fisicamente) marito e figlia. Figuriamoci cosa può succedere quando, all'età di 16 anni, Jeannette scopre di essere omosessuale....




Con questo libro ho scoperto un'autrice per me totalmente nuova, che non avevo mai nemmeno sentito nominare: Jeannette Winterson. Scelto in un gruppo di lettura di cui faccio parte, ho quindi letto il libro completamente a scatola chiusa. Posso dire di aver scoperto un autrice interessante, che mi piacerebbe approfondire, e l'ho scoperta proprio con la sua autobiografia, che le aveva anche ispirato il suo romanzo più famoso, "Non ci sono anche le arance".
La vita della Wintersone è stata sicuramente molto intensa e a tratti difficile, e quindi anche il libro tratta tematiche "scottanti": in primis, il fatto di essere stata adottata (e quindi, di essere una bambina abbandonata). Jeannette rende molto bene lo "strappo dell'anima" che ogni bambino in questa situazione subisce, e che solitamente si porta sempre dentro almeno un po' anche quando viene adottato da una famiglia amorevole, figuriamoci quando succede che la famiglia adottiva è composta da Mr Winterson, una vera e propria "virago" anafettiva e repressa, che trova sfogo alle sue manie nel fanatismo religioso che immancabilmente impone anche al debole marito e alla figlia. Nonostante ciò il tono in cui Jeannette narra la figura della madre è comunque velato di un certo affetto e di una certa compassione che ce la rendono più umana: non sappiamo come mai questa donna sia diventata così, non la giustifichiamo, ma certamente non è possibile non provare la stessa compassione che ne prova la figlia adottiva e rendersi conto che in fondo, è una donna sola e infelice, con il represso desiderio di essere veramente amata da qualcuno per quello che è. Non riesce a dare amore nè ad apprezzare quello che comunque le viene manifestato, ma a mio avvisè è questo che ho percepito e lo dice anche l'autrice: "      "
Non siamo forse tutti così?
Accanto a lei c'è Mr Winterson, il padre adottivo di Jeannette: un uomo mite e schivo, che anche se soffre per la vita che deve condurre con la moglie e non è nemmeno sempre d'accordo con i suoi atteggiamenti, ma per quieto vivere o perchè incapace di opporsi con forza viene sottomesso, conducendo una vita quasi d'inferno.
In tutto questo, Jeannette, bambina vivace, curiosa, aperta, cresce dovendosi arrangiare talvolta anche nella cura di sè stessa: in questo l'aiutano molto l'amore per la natura e sopratutto per i libri, che deve leggere di nascosto perchè- secondo la teoria di Mr Winterson-  conducono al peccato. Ed è prevedibile cosa succede quando, adolescente, si innamora di una ragazza....
Lo stile dell'autrice è leggero, ironico, ma allo stesso tempo riflessivo  e talvolta malinconico, sopratutto quando esamina la ricerca dei suoi veri genitori, con tutto ciò che ne consegue.
Vedo che il suo romanzo più celebre è considerato molto importante per la letteratura, ciò mi ha fatto venire la curiosità, prima o poi, di leggerlo. 




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