giovedì 4 gennaio 2018

Sergio Ramelli- Quando uccidere un fascista non era reato, di Paola Ramella e Marco Carucci



Anno di pubblicazione: 2017

Ambientazione: Milano, 1975





Il 29 aprile 1975 Sergio Ramelli, uno studente di 18 anni iscritto all’MSI, moriva dopo 47  giorni di coma; il 13 marzo era stato aggredito e malmenato a colpi di chiave inglese da alcuni militanti di Autonomia Operaia.
Tutto cominciò più di un anno prima, quando Sergio svolse un tema di attualità in cui criticava le BR e la scarsa presa di posizione del PCI ufficiale in merito a gruppi del genere; per il ragazzo cominciò una vera e propria persecuzione, nella ttale omertà (e qualche volta complicità) di professori e preside, tanto che fu costretto a cambiare scuola. 




Mi ha fatto molto piacere sapere della nascita di una piccola casa editrice chiamata Ferrogallico che si ripropone, attraverso le graphic novel, di fare conoscere ai più giovane storie del passato più recente dell'Italia di cui non si parla mai, o di cui si parla in maniera sbagliata: come questa di Sergio Ramelli, ragazzo missino vittima della violenza di sinistra che però ancora oggi dopo quarant'anni viene "perseguitato", dato che puntualmente ogni anno l'ANPI, centri sociali e simili cercano di impedire la sua commemorazione nella città natale, Milano.

Una storia, quella di Sergio, che mi ha colpito fin dal 1996 (prima volta in cui l'ho sentita raccontare), spingendomi nel corso degli anni a informarmi e conoscerla a fondo; ancora oggi ritengo che, seppure nel marasma di uccisioni drammatiche di ragazzi di destra e di sinistra che purtroppo ha costellato gli anni '70 assieme al terrorismo di gruppi organizzati, sia una delle più crudeli assieme a quella del Rogo di Primavalle (ricordato anche in questo fumetto) e di Valerio Verbano. Un caso anche anomalo, visto che Sergio è stato perseguitato per un anno prima della sua aggressione, durante il coma sono stati perseguitati quelli che gli stavano vicino, dopo la sua morte i suoi familiari sono stati perseguitati per dieci anni, a tal punto che il padre morì di crepacuore.
Gli autori del fumetto scelgono di presentarci Sergio prima di tutto come era in realtà, senza farne un'icona o un santino: un ragazzo normale, proveniente da una famiglia semplice, fan di Celentano e dell'Inter, con una fidanzata di nome Flavia, tanti amici non solo di destra, attivo in parrocchia; l'interesse politico per l'MSI quindi è solo uno dei tanti aspetti della sua vita, e deriva più che altro da un senso di ribellione verso le prepotenze che la sinistra- nonostante il riempirsi la bocca con le parole "libertà, democrazia" ecc- dimostrava verso chiunque al pensasse diversamente (in questo caso posso tranquillamente dire che in 40 anni non è cambiato quasi nulla).
E' anche studente presso l'Istituto "Molinari", dove un giorno svolge un tema di attualità criticando le BR, che all'epoca avevano già iniziato la loro carriera criminale uccidendo i due militanti missini Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola a Padova. Ma il tema viene rubato fagli studenti di sinistra e da quel giorno inizia un vero e proprio calvario (ne ho parlato ancora per un'altro libro recensito su questo blog) sfociato nella terribile aggressione di marzo.
Come dicevo Sergio non è rappresentato come un santino ma come un ragazzo normale, pacato, intelligente e disposto al dialogo anche con chi non la pensava come lui, al contrario dei suoi assassini. A suo modo un esempio di coerenza da conoscere ancora oggi, per evitare che certi fatti si ripetano (e il rischio è sempre alto).
L'obiettivo della casa editrice FErrogallico è molto interessante e condivisibile, penso che la seguirò ancora.

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