mercoledì 10 gennaio 2018

Il magico potere del riordino, di Marie Kondo

Anno di pubblicazione: 2015


Da IBS:

"Metti ordine nei tuoi spazi e sarai felice: parola di Marie Kondo. Chi non è sopraffatto dall’incontrollabile accumularsi di oggetti inutili, che sommergono case e uffici sempre più piccoli? Chi riesce a trovare al primo colpo quello che sta disperatamente cercando? Dal Giappone, ecco il metodo Konmari, che promette di risolvere una volta per tutte l’annoso problema dell’organizzazione degli spazi domestici. Ma non solo. “Elimina per fare posto”, “Riordina per categorie” e “A ognuno il suo spazio” sono indicazioni che, secondo la filosofia zen, permettono il raggiungimento dello status più prezioso: la serenità."





Nonostante i miei propositi di non leggere più libri in stile "L'arte della felicità" o "come vivere sereni anche senza la Ferrari" o cose simili, visto che l'unica cosa a cui servono è svuotare parzialmente il portafoglio di chi li compra. Ciononostante, visto che nella presentazione del libro veniva citato il rapporto tra l'ordine delle cose e l'ordine interiore della persona- a cui credo molto- ho pensato che, visto il momento e la situazione, poteva essermi utile visto che in effetti al mio disordine interiore corrisponde un disordine esteriore non voluto e non mi piace.
E ho sbagliato di nuovo.
C' è da dire che il Giappone è un paese con cultura e tradizione diversissime da quella occidentale, quindi penso che parte dell'insuccesso ( a livello mio personale) sia dovuto anche a molti modi di fare e di pensare per me inconcepibili: più volte mi sono chiesta "ma che caspita di case hanno i giapponesi che sono così strapiene di roba?!"La Kondo nomina più volte addirittura come "una trentina di sacchi della spazzatura buttati"...in effetti alcune descrizioni sembrano scene tratte da "Sepolti in casa".
Detto questo, non sono riuscita a entrare nella mentalità suggerita dall'autrice (cosa fondamentale per poi fare funzionare il metodo del riordino): io purtroppo sono una che dà molta importanza ai rciordi e che si affeziona a tutto, ho ancora vecchi vestiti che conservo perchè mi ricordano qualcosa, per dire; so che non si dovrebbe ma non riesco a staccarmene, e sinceramente non lo trovo nemmeno tanto giusto: nella mia vita ho avuto talmente poco  che quel poco non lo voglio dimenticare e voglio qualcosa di tangibile da ricordarmelo. Del resto ci arrivo pure io che se butti via tutto poi c'è ordine (per forza, non ti rimane nulla!)....
Per non parlare poi di alcune cose molto discutibili, in particolare la parte riguardo ai libri: l'autrice suggerisce di tenere solo quelli veramente del cuore, tutti gli altri si possono buttare...dopo aver strappato le eventuali pagine che ci sono piaciute. COOOOOOOOSAAAAAAAAAA??!!
Qualche spunto utile si può trovare, ma nulla a cui non ci si possa arrivare con un minimo di sale in zucca.
In conclusione: mi spiace per lei signora Kondo ma il suo libro è già in partenza per il mercatino dell'usato (anche se lei è contraria anche a questa pratica).....


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