martedì 26 dicembre 2017

Memorie a 8 Bit, di Sergio Algozzino

Anno di pubblicazione: 2017

Ambientazione: Sicilia, anni '80/'90...fino a oggi


Da IBS:

"A raccontare il nostro vissuto, quello che abbiamo fatto ieri o trent'anni fa, son buoni tutti. Per accorgersene basta farsi un viaggio in uno di quei treni dell'immediato dopoguerra che hanno ancora gli scompartimenti: ti capita davanti la signora semi-anziana o il pensionato, e sei finito. Il difficile è trasformare quel quotidiano in una storia, o, come nel caso di "Memorie a 8 bit" in una serie di piccole storie; un mondo di frammenti dai bordi smussati, di capsule temporali in cui scoprire un pezzetto della vita dell'autore e, attraverso quello, rivivere momenti della propria. Perché quei ricordi sono patrimonio comune dei quasi-quarantenni di oggi, dagli anime alla musica, dagli Exogini alle vacanze al mare di un tempo, dal Commodore 64 alle cabine telefoniche. Ma "Memorie a 8 bit" non si accontenta di quello, in uno stile che alterna zoom sul dettaglio e astrazioni sempre con un piglio delicato, da manga giapponese di quelli privi di gente che si mena, c'è spazio anche per il Sergio più adulto, con le sue prime esperienze nel mondo del fumetto, sia come fruitore, sia come autore, o per quel piccolo assaggio di film di guerra sul Vietnam live di basso profilo che i maggiorenni italiani sperimentavano un tempo per almeno qualche giorno della propria vita (aka "visita militare"), cambia qualche elemento o volto, ma la storia è quella. La sua, la nostra. Basta che ci sia uno in gamba come Sergio a raccontarla" 




Sergio Algozzino, in arte "Ukulele man", è uno simpatico Youtuber che sul suo canale parla molto degli anni '80, in particolare di fumetti e cartoni animati, ma anche di telefilm, personaggi delle pubblicità ecc. Ovviamente lo seguo con grande interesse visto che, a quanto ho capito, è mio coetaneo quindi gli anni '80 li ha vissuti in pieno.
Di professione è un fumettista e infatti questo suo libro- ispirato proprio al canale su Youtube- è una graphic novel autobiografica  dove racconta appunto la sua vita in chiave pop anni '80 : dall'infanzia in cui spesso si ritrovava a costruirsi da solo i giocattoli desiderati, alla passione per i  fumetti nata e coltivata in un periodo in cui non era facile procurarseli, alla vita adulta dove la passione è diventata un lavoro che lo ha portato anche a fare viaggi all'estero....
Come non riconoscersi in tutto ciò? Impossibile, almeno per me: anche io da bambina ho costruito una casa delle bambole con scatole di cartone, anche io ho ingoiato quintali di "Sprint" per avere gli adesivi di Creamy (quelli bellissimi luccicanti...chi li ricorda?!), anche io ho riavvolto non so quante volte le cassette con la biro, anche io  ho vissuto con un walkman come appendice...insomma, tutte cose che fanno parte di un passato comune per tutti quelli della mia generazione, e che spesso fa piacere ricordare anche con una punta di nostalgia.
Ma in questa storia non ci sono solo gli anni '80, ci sono anche molte altre cose: la passione di Sergio per il disegno e il fumetto, i ricordi legati alla casa della nonna, ai ritrovi con i parenti, agli amici e agli amori, e tanto altro ancora. Il tutto narrato con garbo e anche poesia in una serie di piccoli episodi a tema, che messi insieme fanno il percorso di una vita che a mio avviso- sono forse un po' azzardata?- se fosse stato un romanzo vero e proprio si poteva catalogare anche come romanzo di formazione.
Essendo palermitano non poteva mancare un piccolo omaggio alla sua terra natale, con storia e tradizioni, anche alimentari.
Può sembrare strano per un fumetto, ma nel modo di raccontare di Sergio ho trovato, oltre a tanta ironia, anche tanta poesia: ho amato molto ad esempio la parte dedicata alle canzoni e alla musica, dove ho scoperto di avere un abitudine in comune: associare una canzone a un ricordo particolare, cosa che mi succede molto spesso (e non so se questo sia un bene...ma succede). Ho trovato in questo libro varie cose riguardo a situazioni e sentimenti che mi hanno colpito perchè avrei potuto scriverle anche io. 
E mi ha commosso il suo ricordo personale della strage di Via D'Amelio, che essendo palermitano ha vissuto in prima persona anche perchè conosceva bene la via in questione.
Questo per me è l'ultimo libero del 2017 e- nonostante la ormai palese inefficacia di questo tipo di giochetti mentali- voglio comunque aggrapparmi al giochino che ho sempre fatto, sperando che un buon libro sia l'apripista di un anno non dico buono, ma perlomeno accettabile....comunque vada non mi pentirò certo di averlo comprato!
Grazie Sergio Algozzino!



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