venerdì 24 novembre 2017

Persuasione, di Jane Austen



Titolo originale: Persuasion

Anno di pubblicazione: 1817

Ambientazione: Inghilterra, 1815




A 28 anni Anne Elliot si è ormai rassegnata a vivere in casa con l'anziano padre, Sir Walter, e la sorella maggiore Elizabeth; la terza sorella Mary si è sposata.
La vita di Anne scorre monotona tra famiglia e doveri, con un grande rimpianto:anni prima la giovane, influenzata dai parenti (che essendo nobili non vedono di buon occhio chi è di grado inferiore), aveva rotto il fidanzamento con l'ufficiale di marina  Frederick Wenthworth, di cui era sinceramente innamorata ricambiata, a causa del fatto che lui era un semplice ufficiale, per di più non molto ricco.
Improvvisamente, otto anni dopo, Anne e Frederick si reincontrano: lui nel frattempo ha fatto uan brillante carriera e ora è capitano, e grazie alle guerre napoleoniche è diventato molto ricco; al contrario gli Elliott non navigano nell'oro ed essendo pieni di debiti son costretti a vivere nella dimora messa a disposizione da un parente. Eppure l'amore non si è mai spento....





E' l'ultimo romanzo di Jane Austen. pubblicato postumo e a cui probabilmente l'autrice avrebbe messo titolo "The Elliotts", in riferimento ala famiglia della protagonista. A differenza degli altri, è meno brioso, più profondo e a tratti venato da una sottile vena di malinconia; forse (mia personale ipotesi) rispecchiava la realtà dell'autrice, non solo per quanto riguarda la malattia, ma anche per quanto riguarda il personaggio di Anne, una donna che per l'epoca era già considerata una vecchia zitella inutile, non avendo una propria famiglia. La Austen non si sposò mai, ma noi non possiamo certo sapere il perchè...
Anne è un personaggio molto comune per l'epoca e forse anche oggi: la zia zitella che si trovava in ogni famiglia, che si prendeva cura degli anziani genitori, e al bisogno d tutti gli altri parenti, compatita da tutti perchè non era riuscita a farsi uan sua famiglia e, nei casi peggiori, addirittura disprezzata per questo (ovvero, "poveretta! E' talmente brutta/antipatica/sciocca che non è riuscita a pigliarsi nessuno"). Insomma, per l'epoca (e, ripeto, forse anche per oggi) un invisibile.
Eppure da subito non solo vediamo come Anne sia nettamente migliore di coloro che la circondano, ma anche come sia una donna insoddisfatta della propria condizione consapevole oltretutto, che avrebbe potuto essere ben diversa, visto che molti anni prima un fidanzato lei l'aveva avuto, e. cosa che non capita a tutti. era un uomo che amava, ricambiata. Purtroppo, la giovane età e l'inesperienza avevano avuto la meglio su queste cose e Anne, influenzata dai consigli dei familiari pieno di pregiudizi nei confronti di un semplice ufficiale- quindi persona di rango inferiore- aveva ritenuto meglio rompere il fidanzamento, seppure con sofferenza.
L'età ha portato ad Anne un'amara consapevolezza, e ora la donna- ancora giovane- vive di rimpianto per quell'amore perduto, nell'indifferenza dei familiari per le sue pene: essi nn sono cattivi, sono solo sciocchi e trincerati dietro un'immotivata superiorità di classe, visto e considerato che economicamente sono costretti a dipendere dalla carità altrui, quindi verrebbe da dire "giù la crestina eh!". Azzardo l'ipotesi che forse anche la sorella maggiore, Elizabeth.sia internamente angosciata er il suo stato: infatti la vediamo smaniosa di sposarsi col truffatore (scoperto in extremis) William, non solo per risollevare le finanze della famiglia ma anche per il fatto che essendo maggiore di Anne, anch'essa vuola sottrarsi al destino da zitella che in pratica già vive.
Forse in questo romanzo potrebbe esserci un qualche accenno autobiografico, si riflette comunque sulla condizione della donna npn sposata all'epoca, praticamente una disgrazia.
Ma la nostra Jane è sempre positiva e regala una seconda possibilità ai due innamorati che parevano perduti e poi si ritrovano riuscendo stavolta a coronare il loro sogno.
Perchè così, in fondo, è giusto che sia in un romanzo, che ha il potere di modificare una realtà triste in favore del sogno e della felicità.
Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla....

2 commenti:

  1. Tra i romanzi di Jane Austen è quello che mi ispira di più come trama.

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    1. E' sicuramente il pi maturo e riflessivo.

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