venerdì 3 novembre 2017

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo: Il mare dei mostri, di Rick Riordan



Titolo orginale: Percy Jackson and The Olympians: Sea of monsters

Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: NY, primi anni 2000

Collegamento con  altri romanzi:  è il secondo romanzo della serie "Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo", composta da:

- Il ladro di fulmini;

-Il mare dei mostri;
- La maledizione del Titano;
- La battaglia del labirinto;
- Lo scontro finale.

Libri supplementari:


-Il libro segreto;

-Mezzosangue e mostri;
-L'ultima guida





E' l'ultimo giorno di scuola e Percy Jackson non vede l'ora di raggiungere il Campo per i figli degli Dei dove si è ormai ambientato, imparando a farsi valere e cementando la sua amicizia con Grover e Annabeth. Un giorno il campo viene attaccato da un toro meccanico chiamato "Toro della Colchide" che non solo danneggia la barriera che protegge il campo dal mondo reale, ma danneggia anche l'albero di Talia, che protegge l'ingresso al campo.
L'unico rimedio per guarirlo è il Vello D'oro, che si trova nel Triangolo delle Bermuda sul fondo del cosiddetto "Mare dei mostri"; la missione di recupero viene affidata a Clarisse e al suo gruppo, ma Percy (che nel frattempo ha fatto la conoscenza di un fratellastro, il ciclope Tyson) decide di partire con gli amici di nascosto da tutti....


Secondo capitolo di questa simpatica saga per adolescenti, che non capisco come abbia fatto a non avere poi tanto successo rispetto ad altre dello stesso livello. Comunque sia, il libro in sè non presenta grandi picchi di genialità e va bene così, visto che penso non fosse intenzione dell'autore fare cose particolarmente originali; risulta ugualmente una gradevole lettura di intrattenimento.

Al Campo mezzosangue le cose non vanno benissimo: l'albero di Talia, che protegge i confini del campo dal mondo degli umani, è stato avvelenato da non si sa chi, e di ciò è stato ingiustamente incolpato Chirone che per punizione è stato licenziato, e al suo posto è stato assunto il terribile Tantalo, che rende la vita difficile a tutti. L'unico modo per rimediare al danno è rintracciare il prezioso Vello D'oro, che guarisce ogni cosa e che si trova sull'isola dei Ciclopi custodito da Polifemo; l'impresa viene affidata al gruppo di Clarisse ma Percy e Annabeth, che sanno che il ciclope tiene in ostaggio Grover, decidono di partire di nascosto da tutti, aiutati da Tyson, compagno di scuola preso di mira dai bulli che Percy ha portato con sè e che poi al campo è stato riconosciuto da Poseidone come un altro suo figlio.
Da qui parte una serie di situazione che in parte ricalcano un po' lo schema del romanzo precedente, ma sviluppate comunque bene; la parte interessante è vedere lo svilupparsi di alcuni personaggi, sopratutto Clarisse e Tyson: la prima  da terribile bulla nemica di Percy comincia a mostrare segni di "ammorbidimento", diventa meno dura e accetta di collaborare con Percy e Annabeth; il secondo è un tenero ciclope bambino, che inizialmente è un compagno di scuola bistrattato di Percy, e poi si scopre essere il suo fratellastro: Percy all'inizio se ne vergogna segretamente, ma Tyson saprà farsi apprezzare e voler bene, sempre disposto ad aiutare i suoi amici anche fino al sacrificio, tant'è che la sua presenza risulterà fondamentale per la riuscita dell'impresa.
Nel complesso godibile, e con un finale "aperto" che lascia chiaramente intendere cosa succederà nel terzo capitolo.

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