lunedì 27 novembre 2017

Gli amici del terrorista- Chi protegge Cesare Battisti? di Giuseppe Cruciani


Anno di pubblicazione: 2010





Tornato di recente alla ribalta, Cesare Battisti è un terrorista italiano, ex membro dei PAC, protagonista di quello che  da anni è un clamoroso caso giudiziario: dopo essere stato condannato in Italia a quattro ergastoli corrispondenti a quattro omicidi, è riuscito a fuggire in Francia dove, grazie alla legge Mitterrand, è diventato un apprezzato autore di gialli e si è rifatto una vita senza aver scontato un giorno di galera. Nel 2004 l'Italia ne chiede l'estradizione, e scoppia un caso mediatico e giudiziario: gli intellettuali francesi - e non solo- si mobilitano contro la legge italiana, trasformando l'ex terrorista in un povero perseguitato che in Italia rischierebbe la vita. In questo libro Giuseppe Cruciani ricostruisce l'intera vicenda cercando di capire come si possa essere arrivati a tanto, e chi c'è dietro gli evidenti favoritismi di cui Battisti ha finora goduto....



Come sapete, il tema del terrorismo in Italia e degli anni di piombo mi è particolarmente caro (assieme a quello della mafia), tant'è che non avendolo studiato a scuola me lo sono studiata da sola nel corso degli anni, approfondendolo con cura attraverso film, documentari, libri e qualunque elemento trovassi. Scontato quindi il mio interesse per il caso di Cesare Battisti, terrorista dei PAC  salito alla ribalta delle cronache nel 2004, quando la Francia intera si mobilitò per lui dopo che l'Italia ne chiese finalmente l'estradizione, visto che grazie all'iniqua legge Mitterand Battisti- come molti altri terroristi di quegli anni- aveva trovato rifugio oltralpe rifacendosi una vita, senza però scontare nemmeno un giorno di galera per gli omicidi di cui era stato ritenuto responsabile dalla legge italiana: quello del maresciallo Luigi Santoro, del poliziotto Andrea Campagna, del macellaio Lino Sabbadin e del gioielliere Pierluigi Torreggiani (nella stessa sparatoria rimase ferito il figlio Alberto di 11 anni, da allora paralizzato).
Devo dire che, avendo seguito dal 2004 la vicenda, molto poco di ciò che ho letto in questo libro mi è risultato nuovo; in compenso è stata rinfocolata la mia indignazione per come questo tizio (chiamarlo uomo mi sembra eccessivo) è stato trattato coi guanti bianchi non solo dalla Francia ma anche dal Brasile, con l'aiuto immancabile dei cosiddetti intellettuali italiani di sinistra, che non mancarono di formare comitati e appelli in favore di Battisti. Perchè secondo l'ipocrisia della sinistra i terroristi sono solo i fascisti: dalla loro parte invece sono "compagni che sbagliano", e il fascista è l'eventuale persona che si lamenta del trattamento riservato a questa gente, che dopo pochi anni di galera è uscita nonostante spesso non fosse nè pentita nè dissociata, e che ora oltre a essersi rifatta una vita (alla faccia di tutti i disoccupati normali) spesso imperversa ancora tramite libri, giornali, tv, conferenze di vario tipo rivendicando la bontà delle loro azioni. Tra i firmatari dell'appello più importante, oltre agli immancabili Dario Fo, Erri De Luca, Vauro ecc, ci fu in un primo momento anche Roberto Saviano, che però in seguito ritirò la firma per rispetto ai familiari delle vittime.
E' veramente incredibile come gli ntellettuali francesi e brasiliani siano riusciti a distorcere la realtà della politica e magistratura italiane, che per quanto imperfette non possono certo essere descritte come una Guantanamo degli anni '70, sopratutto visto che- come detto sopra- gli ex colleghi di Battisti, sia di destra che di sinistra, nonostante abbiano più di un ergastolo sul groppone sono tutti fuori da anni e si sono rifatti egregiamente le loro vite, alla faccia di quelli che hanno mandato sottoterra. Ma niente: la quantità di cavolate, prove false, ricostruzioni falsate dall'indottrinamento ideologico in questo caso ha raggiunti livelli inimmaginabili: basti pensare che è stato detto che il presidente della repubblica in quegli anni era un fascista, mentre nel 1978 era l'ex partigiano Sandro Pertini!
Le protezioni sono arrivate anche a livello politico: e nonostante le smentite, il sospetto che la fuga sia stata aiutata a livelli alti non  mai scemato. 
Cruciani si preoccupa anche di descrivere le vite delle quattro vittime, come sempre colpisce come nel loro essere persone comuni erano persone molto più straordinarie e meritevoli del loro assassino.
E' andata come è andata, ma l'importante è non farsi prendere per il naso da certa gente che ha tutto l'interesse a "proteggere" questo tizio.








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