mercoledì 13 settembre 2017

Patto con il diavolo, di Lorraine Heath


Titolo originale: In bed with the devil

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Inghilterra, 1851

Collegamenti con altri romanzi: E' il primo romanzo della serie "I libertini di St. James", composta da:

- Patto con il diavolo;
- Tra le braccia di un duca;
- Il duca dissoluto;
- Piaceri di mezzanotte



Lucian Langdon, conte di   , si è guadagnato il soprannome di "Conte Diavolo" a causa della sau infanzia trascorsa nei bassifondi e sopratutto dell'omicidio dello zio, avvenuto quando ancora era un ragazzino.
Per questo la buona società lo evita come la peste, cosa che a lui non sembra importare affatto visto che continua a frequentare gli amici d'infanzia, ormai cresciuti e dediti ad altre attività.
Lucien vorrebbe sposare Fanny,    ma la ragazza rifiuta la proposta dell'amico con la motivazione che non desidera affatto entrare in un ambiente chiuso e pieno di regole ed etichette che non conosce, come quello della nobiltà. Deciso a non demordere, Lucien decide così di accettare la strana richiesta venutagli da Lady Catherine Mabry: se lui ucciderà l'uomo che lei gli indicherà, lei in cambio trasformerà Fanny in una perfetta lady...



In questo romanzo la cosa più evidente ( e quella che mi ha attirato di più) è l'omaggio a Charles Dickens, sopratutto al suo "Oliver Twist", romanzo ancora oggi molto amato e reso attuale da varie versioni cinematografiche.: non si può in altro modo leggere la scelta del libro che Catherine legge al padre e sopratutto la scelta della banda di monelli di Feagan ( variazione di Fagin).
I quali monelli però avranno destino ben diverso da quelli dickensiani: quando Lucian uccide il figlio del vecchio conte di    (e tutta la faccenda verrà chiarita nel corso del romanzo), costui riconosce in lui il nipote scomparso anni prima che da tempo stava cercando. Lucian improvvisamente passa quindi dalle stalle alle stelle, e con lui tutti i suoi amici, dato che il vecchio conte si prodigherà per aiutare anche loro togliendoli, di fatto, dalla strada.
Una volta morto il nonno, il nipote eredita titolo e ricchezze, venendo però snobbato dall'intera alta società che non gli perdona la sua umile infanzia, seppure tutti sanno dovuta a una grande disgrazia (i genitori di Lucian furono assassinati in un vicolo mentre passeggiavano con il figlio, che sparì); la cosa non dispiace al nostro eroe, anche perchè lui racconta di avere soltanto finto di essere il nipote dell'anziano conte, conscio che ciò gli avrebbe permesso non solo di portare a casa la pelle ma anche di togliersi dalla vita di strada. Egli si sente quindi in colpa per aver scippato il titolo al legittimo erede, il cugino Marcus, e sopratutto per aver ingannato l'anziano, al quale comunque era affezionato.
E' un eroe molto complesso, il nostro, che non ci pensa proprio a rinunciare alla propria ricchezza e posizione sociale anche se vive la cosa con senso di colpa che lo porta a non prendersi nemmeno la briga di sfatare le brutte voci sul suo conto; è un uomo che sembra quasi voglia precludersi apposta la possibilità di essere felice. Vive attaccato ai vecchi compagni e si intuisce da subito che quello che prova per Fanny non è vero amore, ma appunto solo una forma di attaccamento e di paura che l'incontro con Catherine, eroina coraggiosa e disposta veramente a tutto per salvare l'amica maltrattata dal marito, riuscirà pian piano a risolvere.
Certo non un capolavoro, ma comunque molto gradevole e ben costruito.

Nessun commento:

Posta un commento