domenica 10 settembre 2017

Le mele di Kafka, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione: 2016

Ambientazione: Bellano, 1960


Abramo Ferrascini, campione di bocce, si sta preparando a  partecipare al campionato provinciale quando arriva una drammatica notizia dalla Svizzera, dove risiede la sorella di sua moglie Rosalba: il cognato Eraldo è ricoverato in gravissime condizioni e sta per morire. Mettersi in viaggio per Lucerna (dove vivono i due congiunti) è scontato, ma il piano di Abramo è quello di tornare in tempo per la domenica successiva, giorno del campionato. Ce la farà?


Mi ripeto inutilmente, per me Andrea Vitali è una garanzia anche quando, come in questo caso, la lettura non mi lascia un granchè. Ma è davvero un autore gradevole, che riesce ad imbastire storie carine (quando non proprio belle) anche partendo da un annedoto tutto sommato insignificante come quello (nemmeno si sa se veritiero o no) che dà il titolo a questo romanzo.
Pare infatti che ai primi del '900 lo scrittore Franz Kafka, soggiornando in una pensione di Lucerna in Svizzera, si sia lamentato per la scarsa quantità e qualità della frutta che gli era stata servita; da allora nella medesima pensione troneggia un grande cesto con delle belle mele rosse, come una specie di monito insomma; queste mele appunto sono chiamate "le mele di Kafka".
Dell'annedoto però veniamo a conoscenza solo nella parte centrale del romanzo, tant'è vero che per un bel po' mi sono detta "ma che c'entra 'sto titolo con questa storia"; il vero filo conduttore infatti sono le bocce, alle quali tra l'altro le famose mele somigliano parecchio. Il campionato provinciale infatti, è l'evento che porta una ventata di vivacità nella tranquilla vita del paesino sul lago di Como dove puntualmente il Vitali ambienta tutte le sue storie. I protagonisti principali qui sono due coppie: le sorelle Rosalba e Fioralba con i rispettivi mariti Abramo ed Eraldo.
Quest'ultimo in realtà non compare mai direttamente, anche se è il motore di tutta la vicenda: trasferitosi dopo il matrimonio a Lucerna assieme alla moglie e cameriere nel più grande hotel della città,  dopo un improvviso malore è ricoverato in ospedale e i precisissimi medici svizzeri gli hanno dato al massimo due giorni di vita. Qui parte subito un flashback di qualche anno prima, dove ci viene raccontato la storia della famiglia delle due sorelle e il nascere delle rispettive storie, con un piccolo intoppo segreto: una sera la Rosalba e l'Eraldo, già fidanzati e rimasti soli , si erano scambiati per sbaglio un bacetto. Il tutto era davvero avvenuto per sbaglio, ma per la povera Rosalba questo ha significato l'inizio di un amore completamente segreto e minimamente corrisposto per il futuro cognato, che anzi non aveva una grande opinione su di lei. Anche per questo la notizia della prossima dipartita del cognato la sconvolge così tanto e vuole assolutamente andare in Svizzera nella spernza di potergli dare un ultimo saluto. Rosalba in fondo mi ha fatto tenerezza: vive la sua vita attorno a un sogno mai nemmeno esistito, e per lei la morte di Eraldo rappresenterà anche la morte dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni. Se non ci fosse stato il colpo di scena finale, forse, avrebbe significato anche un nuovo inizio per il suo rapporto con il marito, che nulla sospetta di quanto accade interiormente alla moglie.
E quindi solo alla fine sarà ben chiaro il vero significato del titolo del romanzo e delle famose mele di Kafka...
Non indimenticabile come ho già detto, Vitali ha fatto di meglio, ma come sempre molto gradevole sopratutto per i personaggi e le dinamiche che avvengono fra di loro.

Nessun commento:

Posta un commento