venerdì 25 agosto 2017

La regina della Rosa Bianca, di Philippa Gregory


Titolo originale: The White Queen

Anno di pubblicazione: 2009


Ambientazione: Inghilterra, dal 1464 al 1485


Collegamento con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie "La guerra dei cugini", composta da:

- La signora dei fiumi;
 - La Regina della Rosa Rossa;
- La Regina della Rosa Bianca (2009);
- La futura regina;
- Una principessa per due re (2012);
-La maledizione del re.




Inghilterra, 1484: Elisabetta Woodwille è figlia di Sir Richerd Woodwille e appartiene quindi a una famiglia sostenitrice della casata dei Lancaster nella guerra denominata "Delle Due Rose". Rimasta vedova con due figli piccoli, dopo l'ascesa al trono di Edoardo IV di York si trova a essere spogliata di tutti i suoi averi, senza avere un'eredità per i figli. Decide così d rivendicare presso il re il patrimonio lasciatole dal marito, e per farlo si reca a incontrare Edoardo per porgergli la sua supplica.
Tra i due è subito colpo di fulmine, tant'è che poco dopo si sposano in segreto; alla fine della guerra, Edoardo sale al trono ed Elisabetta diventa regina, portando al massimo prestigio anche la sua famiglia. Ma gli intrighi di corte, le invidie, i rancori possono portare al ribaltamento dei ruoli da un momento all'altro....


Dopo aver terminato la serie sui Tudor. ho deciso di cominciare questa dedicata alla "guerra delle Due Rose" tra York e Lancaster.
Non sono rimasta delusa da questo primo romanzo; seppure romanzato (e quindi con qualche licenza) è accurato dal punto di vista storico, i personaggi sono forti e incisivi anche quando sono minori (mi sono rimaste impresse le due sorelle Isabella e Anna Neville, che ho poi scoperto saranno protagoniste di uno degli altri romanzi), gli intrighi e i colpi di scena si susseguono in maniera soddisfacente, come deve essere in questo tipo di narrazione.
La figura principale e voce narrante è Elisabetta Neville, regina un po' trascurata dalla storia inglese; certo non è il personaggio più amabile e simpatico che si possa trovare in un romanzo, anzi....devo dire che nonostante tutte le sue vicissitudini, le sue disgrazie e il suo affrontarle sempre con determinazione e senza lasciarsi andare, non ho affatto apprezzato la sua mancanza di pietà contro chi non poteva difendersi. La scena in cui assieme alla madre lancia un incantesimo in cui provoca una tempesta che impedisce alla nave su cui viaggia Isabella in procinto di partorire  di andare in porto, con conseguente drammatico parto della poveretta sola sulla nave in tempesta e successiva morte del bambino, mi ha fatto molta rabbia. E così la sua incuranza verso il povero paggetto che sostituiva il figlio Riccardo e che è stato ucciso assieme al principe Edoardo nella Torre (la vicenda è quella, celebre, dei "principini nella Torre"); è vero che una madre sarebbe disposta a tutto pur di salvare il proprio figlio, ma che sia proprio "tutto tutto", no...!
Elisabetta è comunque un personaggio interessante: discendente- per parte di madre- dalla dea Melusina (di cui ama ripetere la storia) e quindi mezza strega (come la madre) e dotata di poteri che in quell'epoca è meglio nascondere, inizialmente è una giovane vedova nullatenente e appartenente a una famiglia che, seppure perdonata, è considerata traditrice per aver combattuto il nuovo re Edoardo; praticamente per una donna in quell'epoca peggio non poteva andare. E' così costretta  dalla necessità a esporsi andando a fare una supplica al re. Le cose andranno meglio di ogni più rosea prospettiva, dato che tra i due scoppierà un vero e proprio (e poco credibile) colpo di fulmine per cui Edoardo, pur di portarsi a letto Elisabetta, se la sposa. SE vi sembra strano,sappiate che i sentimenti d'amore in questo romanzo non è che contino granchè; la maggior parte sono trattati di sfuggita, perchè in queste narrazioni quello che contano sono gli intrighi, gli odi familiari, le rivalità, le guerre.
Elisabetta fin dall'inizio saprà destreggiarsi da tutto ciò- grazie anche alla sua natura maligna- pagando però un prezzo altissimo, visto che suo figlio Edoardo, erede al trono, le verrà portato via e assassinato. Qui l'autrice sposa la tesi che comunque non sia stato Riccardo III a uccidere i poveri nipotini prigionieri nella Torre: del resto non ci ho mai creduto nemmeno io, non avrebbe avuto mlta convenienza dalla cosa.
Altri personaggi che rimangono in mente sono la madre Jacquetta, Il fratello maggiore Anthony, i due fratelli di Edoardo IV, Giorgio e Riccardo, e la giovane Elisabetta (che sarà protagonista di uno dei romanzi della serie).
Come sempre, molto interessante anche se da non prendere storicamente alla lettera.

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