lunedì 21 agosto 2017

La banda Sacco, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Raffadali, fine '800/ primi anni '60 del '900.



Alla fine dell'800 Luigi Sacco, iniziando come lavoratore stagionale, comincia a lavorare come innestatore, diventando pian piano proprietario terriero abbastanza agiato, ma fermo nei suoi principi di correttezza e onestà che ha trasmesso anche ai sei figli. Purtroppo già all'epoca la mafia si dava da fare per rendere parecchio difficile la vita alle persone come Luigi e i suoi figli, che però per anni riescono a resistere ai soprusi anche ribellandosi e denunciando ai carabinieri. Tutto ciò però serve a ben poco, e quando Luigi ormai anziano viene aggredito e ucciso per i figli, già avversamente colpiti nel tentativo di piegarli ai voleri della mafia, inizia una lenta discesa che li porterà a diventare "latitanti per caso" senza aver fatto nulla di male....





Piccola storia ispirata alla realtà e molto interessante dal punto dell'analisi del fenomeno mafioso in tempi non attuali. Abbiamo tutta una serie di elementi che purtropp non possono non esserci familiari, sopratutto nel contesto mafioso: omertà, corruzione, intrallazzi e purtroppo connivenza anche da parte della politica e delle Forze dell'ordine.
I fratelli Sacco, desiderosi solo di poter lavorare e vivere in pace assieme alle loro famiglie,finiscono quasi costretti a diventare latitanti per difendersi nonstante siano dalla parte della ragione: già dai tempi del padre Luigi hanno sempre denunciato i soprusi subiti da parte dei mafiosetti locali, nonostante da subito si siano dovuti scontrare contro l'impotenza dei carabinieri in determinate situazioni; forti della loro cultura socialista, non hanno ceduto nemmeno davanti all'ammazzamento di alcuni parenti e ad un incidente provocato contro due di loro ma che finisce per rendere cieco un bambino della famiglia. Ma quando si passa all'uccisione del settantenne Luigi la paura e la constatazione di come stanno le cose li spingono pian piano a darsi alla macchia; non essendo però particolarmente portati per la vita del delinquente commettono vari errori, fino ad essere arrestati e condannati tutti a lunghi anni di prigione.
Nemmeno l'arrivo di Cesare Mori, il famoso "prefetto di Ferro"mandato da Mussolini apposta per combattere con ogni mezzo la mafia, servità a qualcosa per i poveretti: Mori infatti li scambia per briganti incalliti e li accusa di favoritismo. 
Alla fine, quasi tutti verranno condannati a decenni di carcere, usciti dal quale si dedicheranno alla riabilitazione della storia familiare. Ma la vita tolta, nessuno la può ridare.
Interessante, avvincente e scorrevole, si legge in pochissimi giorni, forse anche una sera, e credo sia adatto anche come lettura sotto l'ombrellone.



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