lunedì 28 agosto 2017

Espiazione, di Ian McEwan



Titolo originale: Attonement

Anno di pubblicazione : 2003


Ambientazione: Inghilterra, anni '30/'40




1935: la famiglia Tallis attende il ritorno del primogenito Leon, è stata organizzata una cena e la sorella minore Briony di 11 anni ha organizzato anche uno spettacolo teatrale interamente scritto da lei. Nella villa sono ospiti anche i tre cugini, Lola e i gemelli Pierrot e Jackson, mandati dai parenti dai loro genitori che stanno divorziando.
Durante la giornata Briony, bambina dalla fervida immaginazione, scopre casualmente la sorella maggiore Cecilia e Robbie. figlio di una domestica, mentre sono soli in biblioteca; la ragazzina equivoca completamente quanto ha visto, e quando la sera la cugina Lola subisce uno stupro senza sapere identificare l'autore, Briony incolpa Robbie, che viene arrestato.....



Il romanzo è diviso in due parti: la prima parte descrive interamente la giornata fatidica in cui la vita e i destini dei componenti della famiglia Tallis e di Robbie Turner cambiò completamente; la seconda invece è la versione di Briony adulta e scrittrice, la sua "espiazione" per il delitto di cui si rese responsabile da bambina.
Il tema principale quindi, oltre all'espiazione del titolo, sono i sensi di colpa, davanti a cui ci si pone un preciso interrogativo: ma se qualcuno sbaglia perchè troppo piccolo per capire davvero, o perchè fraintende,  meno grave? E' assolvibile? Come si può cercare di ricomporre la frattura creatasi?
L'Io narrante, Briony, nell'estate del 1935 è una undicenne dalla fervida immaginazione, aspirante scrittrice, cresciuta in una famiglia ricca da genitori affettuosi ma assenti (il padre per lavoro, la madre perchè soffre di emicrania) e lasciata praticamente a sè stessa, in balìa delle proprie fantasie che solo in parte riesce a sublimare con la scrittura e la realizzazione di intricati drammi. E' intenta nei preparativi di un mini spettacolo teatrale da lei interamente scritto e realizzato, regalo per il fratello Leon che torna dall'università per le vacanze assieme ad un amico; anche la sorella maggiore Cecilia è tornata per le vacanze ma è totalmente intenta ai suoi pensieri, che Briony non può capire data la giovane età, ma che al lettore appare subito chiaro riguardino il rapporto con Robbie, figlio di una domestica. 
In casa sono ospiti anche i cugini, l'adolescente Lola e i gemelli Pierrot e Jackson, rifilati gli zii dai genitori che si stanno separando; queste tre figure mi hanno commosso, una ragazzina e due bambini già sofferenti per ciò che sta capitando in casa loro catapultati in una realtà dove vengono trattati con affetto a in maniera distante, e dove l'unica persona a rapportarsi davvero con loro è Briony che però li tartassa per farli recitare nella sua commedia, senza peraltro apprezzarne lo sforzo. Anche loro in fondo sono molto soli.
In questa prima parte è interessante vedere come l'autrice ha modo di ritornare varie volte su una stessa azione, ma vedendola e interpretandola con gli occhi dei vari personaggi che vi assistono; uno stesso gesto è interpretato da uno in un modo, da un'altro in un altro modo....anche grazie a questo è molto facile creare situazione e fraintendimenti anche tragici, come difatti accade. Vedendo una scena di tensione sessuale tra Robbie e Cecilia che lei non può capire, Briony ne rimane impressionata a tal punto da accusare il povero ragazzo di un crimine orrendo, sancendo così il destino proprio e dei familiari. 
Tutto ciò che succederà negli anni a venire, ovvero la seconda e terza parte del romanzo, continua a girare attorno a questo terribile errore: Briony non riuscirà mai a liberarsi veramente di ciò che ha fatto, e nell'ultima parte si capisce come abbia utilizzato la sua attività di scrittrice per compensare- almeno negli intenti- il male commesso, anche se inutilmente e tardivamente.
Molto lento nella prima parte (il ritmo io l'ho associato appunto a certi pomeriggio d'estate afosi e lenti), più ritmato e coinvolgente nelle altre due, ha un finale che converge in un'espiazione finale che non consola e non risolve.
Un libro bello e intenso come pochi.

venerdì 25 agosto 2017

La regina della Rosa Bianca, di Philippa Gregory


Titolo originale: The White Queen

Anno di pubblicazione: 2009


Ambientazione: Inghilterra, dal 1464 al 1485


Collegamento con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie "La guerra dei cugini", composta da:

- La signora dei fiumi;
 - La Regina della Rosa Rossa;
- La Regina della Rosa Bianca (2009);
- La futura regina;
- Una principessa per due re (2012);
-La maledizione del re.




Inghilterra, 1484: Elisabetta Woodwille è figlia di Sir Richerd Woodwille e appartiene quindi a una famiglia sostenitrice della casata dei Lancaster nella guerra denominata "Delle Due Rose". Rimasta vedova con due figli piccoli, dopo l'ascesa al trono di Edoardo IV di York si trova a essere spogliata di tutti i suoi averi, senza avere un'eredità per i figli. Decide così d rivendicare presso il re il patrimonio lasciatole dal marito, e per farlo si reca a incontrare Edoardo per porgergli la sua supplica.
Tra i due è subito colpo di fulmine, tant'è che poco dopo si sposano in segreto; alla fine della guerra, Edoardo sale al trono ed Elisabetta diventa regina, portando al massimo prestigio anche la sua famiglia. Ma gli intrighi di corte, le invidie, i rancori possono portare al ribaltamento dei ruoli da un momento all'altro....


Dopo aver terminato la serie sui Tudor. ho deciso di cominciare questa dedicata alla "guerra delle Due Rose" tra York e Lancaster.
Non sono rimasta delusa da questo primo romanzo; seppure romanzato (e quindi con qualche licenza) è accurato dal punto di vista storico, i personaggi sono forti e incisivi anche quando sono minori (mi sono rimaste impresse le due sorelle Isabella e Anna Neville, che ho poi scoperto saranno protagoniste di uno degli altri romanzi), gli intrighi e i colpi di scena si susseguono in maniera soddisfacente, come deve essere in questo tipo di narrazione.
La figura principale e voce narrante è Elisabetta Neville, regina un po' trascurata dalla storia inglese; certo non è il personaggio più amabile e simpatico che si possa trovare in un romanzo, anzi....devo dire che nonostante tutte le sue vicissitudini, le sue disgrazie e il suo affrontarle sempre con determinazione e senza lasciarsi andare, non ho affatto apprezzato la sua mancanza di pietà contro chi non poteva difendersi. La scena in cui assieme alla madre lancia un incantesimo in cui provoca una tempesta che impedisce alla nave su cui viaggia Isabella in procinto di partorire  di andare in porto, con conseguente drammatico parto della poveretta sola sulla nave in tempesta e successiva morte del bambino, mi ha fatto molta rabbia. E così la sua incuranza verso il povero paggetto che sostituiva il figlio Riccardo e che è stato ucciso assieme al principe Edoardo nella Torre (la vicenda è quella, celebre, dei "principini nella Torre"); è vero che una madre sarebbe disposta a tutto pur di salvare il proprio figlio, ma che sia proprio "tutto tutto", no...!
Elisabetta è comunque un personaggio interessante: discendente- per parte di madre- dalla dea Melusina (di cui ama ripetere la storia) e quindi mezza strega (come la madre) e dotata di poteri che in quell'epoca è meglio nascondere, inizialmente è una giovane vedova nullatenente e appartenente a una famiglia che, seppure perdonata, è considerata traditrice per aver combattuto il nuovo re Edoardo; praticamente per una donna in quell'epoca peggio non poteva andare. E' così costretta  dalla necessità a esporsi andando a fare una supplica al re. Le cose andranno meglio di ogni più rosea prospettiva, dato che tra i due scoppierà un vero e proprio (e poco credibile) colpo di fulmine per cui Edoardo, pur di portarsi a letto Elisabetta, se la sposa. SE vi sembra strano,sappiate che i sentimenti d'amore in questo romanzo non è che contino granchè; la maggior parte sono trattati di sfuggita, perchè in queste narrazioni quello che contano sono gli intrighi, gli odi familiari, le rivalità, le guerre.
Elisabetta fin dall'inizio saprà destreggiarsi da tutto ciò- grazie anche alla sua natura maligna- pagando però un prezzo altissimo, visto che suo figlio Edoardo, erede al trono, le verrà portato via e assassinato. Qui l'autrice sposa la tesi che comunque non sia stato Riccardo III a uccidere i poveri nipotini prigionieri nella Torre: del resto non ci ho mai creduto nemmeno io, non avrebbe avuto mlta convenienza dalla cosa.
Altri personaggi che rimangono in mente sono la madre Jacquetta, Il fratello maggiore Anthony, i due fratelli di Edoardo IV, Giorgio e Riccardo, e la giovane Elisabetta (che sarà protagonista di uno dei romanzi della serie).
Come sempre, molto interessante anche se da non prendere storicamente alla lettera.

lunedì 21 agosto 2017

La banda Sacco, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Raffadali, fine '800/ primi anni '60 del '900.



Alla fine dell'800 Luigi Sacco, iniziando come lavoratore stagionale, comincia a lavorare come innestatore, diventando pian piano proprietario terriero abbastanza agiato, ma fermo nei suoi principi di correttezza e onestà che ha trasmesso anche ai sei figli. Purtroppo già all'epoca la mafia si dava da fare per rendere parecchio difficile la vita alle persone come Luigi e i suoi figli, che però per anni riescono a resistere ai soprusi anche ribellandosi e denunciando ai carabinieri. Tutto ciò però serve a ben poco, e quando Luigi ormai anziano viene aggredito e ucciso per i figli, già avversamente colpiti nel tentativo di piegarli ai voleri della mafia, inizia una lenta discesa che li porterà a diventare "latitanti per caso" senza aver fatto nulla di male....





Piccola storia ispirata alla realtà e molto interessante dal punto dell'analisi del fenomeno mafioso in tempi non attuali. Abbiamo tutta una serie di elementi che purtropp non possono non esserci familiari, sopratutto nel contesto mafioso: omertà, corruzione, intrallazzi e purtroppo connivenza anche da parte della politica e delle Forze dell'ordine.
I fratelli Sacco, desiderosi solo di poter lavorare e vivere in pace assieme alle loro famiglie,finiscono quasi costretti a diventare latitanti per difendersi nonstante siano dalla parte della ragione: già dai tempi del padre Luigi hanno sempre denunciato i soprusi subiti da parte dei mafiosetti locali, nonostante da subito si siano dovuti scontrare contro l'impotenza dei carabinieri in determinate situazioni; forti della loro cultura socialista, non hanno ceduto nemmeno davanti all'ammazzamento di alcuni parenti e ad un incidente provocato contro due di loro ma che finisce per rendere cieco un bambino della famiglia. Ma quando si passa all'uccisione del settantenne Luigi la paura e la constatazione di come stanno le cose li spingono pian piano a darsi alla macchia; non essendo però particolarmente portati per la vita del delinquente commettono vari errori, fino ad essere arrestati e condannati tutti a lunghi anni di prigione.
Nemmeno l'arrivo di Cesare Mori, il famoso "prefetto di Ferro"mandato da Mussolini apposta per combattere con ogni mezzo la mafia, servità a qualcosa per i poveretti: Mori infatti li scambia per briganti incalliti e li accusa di favoritismo. 
Alla fine, quasi tutti verranno condannati a decenni di carcere, usciti dal quale si dedicheranno alla riabilitazione della storia familiare. Ma la vita tolta, nessuno la può ridare.
Interessante, avvincente e scorrevole, si legge in pochissimi giorni, forse anche una sera, e credo sia adatto anche come lettura sotto l'ombrellone.



mercoledì 16 agosto 2017

Il primo appuntamento con i libri


1- Il primo appuntamento imbarazzante: il libro dove mancava qualcosa, non era un brutto libro ma non c'era la scintilla: 

La chimera, di Sebastiano Vassalli. Gli elementi per una lettura che rimanesse tra le mie preferite, ma non ho mai capito il perchè...nisba. 



2- Un libro che si è rivelato essere più brutto di quello che ti aspettavi: 

"Uno splendido sbaglio" di Jamie McGuire. Non che la trama mi attirasse più di tanto, ma leggendolo si è rivelato un vero orrore.


3- Un primo appuntamento ben preparato: un libro che si è rivelato migliore di quello che ti aspettavi:

Il ladro di anime, di Paul Doherty. Letto perchè vinto alla pesca dell'oratorio, inizialmente non mi intrigava più di tanto anche solo leggendo la trama: lo ricordo invece come una lettura che mi ha molto coinvolto e appassionato (anche se l'ho letto una sola volta, nel 2002, e non è rientrato nei miei preferiti). Anche ben scritto e ben congeniato.

4- Bello ma stupido: libro bello fuori ma brutto dentro

Marina Bellezza, di Silvia Avallone. Bellissima copertina, ma uno dei libri più brutti che abbia mai letto (con grande dispiacere visto che ho amato moltissimo "Acciaio").

5- Appuntamento al buio: un libro che hai preso senza saperne nulla a riguardo:

"Una granita di caffè con panna", di    , preso perchè mi attirava il titolo. In effetti, a tutt'oggi se mi chiedete di cosa tratta...non ricordo più nulla! Se non che non mi era dispiaciuto...chissà, forse è l'occasione per rileggerlo.


6- Speed dating: in libro che hai letto supervelocemente: 

Solitamente tutti quelli di Camilleri, ci impiego pochi giorni a leggerli.


7-Il rimpiazzo: un libro che hai letto troppo presto dopo uno che ti è piaciuto particolarmente, e che quindi non sei stato in grado di apprezzare: 

A dire la verità, non me ne viene in mente nessuno.

8- Troppo entusiasta: un libro che ti è sembrato ci stesse provando troppo: 

9- Il perfetto primo appuntamento: un libro che ha fatto tutto bene per te:

 Quella vita che ci manca, di Valentina D'Urbano. Uno dei miei colpi di fulmine libreschi, un libro che già mi ha attirato dalla copertina...indescrivibile. leggetevi la recensione!


10_ Primo appuntamento umiliante: qual libro ti imbarazza  ad ammettere che ti è piaciuto?

Solitamente non mi imbarazza ammettere che un libro o un film mi è piaciuto: ammetto tranquillamente ad esempio che a me i cinepanettoni piacciono- certo non tutti- come mi piacciono i romance. Dipende sempre dal film o dal libro, a mio avviso. A me è piaciuto "Tre metri sopra il cielo" di Federico Moccia, e non mi imbarazza ammetterlo, anche se quando lo dico ho imparato a fare doverose premesse per cercare di evitare sogghigni e facce schifate....

giovedì 10 agosto 2017

Storia del nuovo cognome, di Elena Ferrante


Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione: Napoli/Pisa, dai primi anni '60 al 1970 circa


Collegamento con altri romanzi: è il secondo romanzo della serie "L'amica geniale", composta da:

- L'amica geniale (2011);
- Storia del nuovo cognome (2012);
- Storia di chi va e di chi resta (2013);
- Storia della bambina perduta (2014)





Il matrimonio di Lila e Stefano da subito fa acqua da tutte le parti: lui perde ben presto la gentilezza e compostezza che aveva avuto da fidanzati, rivelandosi anche violento e tradendo la fiducia di Lila facendo affari con i fratelli Solara; la vita della giovane quindi nonostante l'agiatezza è profondamente infelice.
Intanto Elena continua a studiare con ottimi risultati; l'amicizia con Lila prosegue con momenti du alti e bassi, finchè durante una vacanza ad Ischia incontrano Nino Sarratore, e questo incontro cambierà le vite di entrambe....


La serie de "L'amica geniale" continua ad appassionarmi anche in questo secondo volume, non inferiore al primo in quanto intreccio della trama, anche questo avvincente e interessante.
Devo dire che non so se mi sarebbe piaciuto il tipo di amicizia di Lila e Lenù: in alcuni momenti l'ho trovata davvero troppo competitiva, nel caso di Lenù troppo attaccata a ciò che pensa, che fa, che sente l'amica, al suo desiderio di primeggiare- del tutto comprensibile se vogliamo- ma a mio avviso deleterio se oltrepassa un certo limite. Molti sono anche i momenti di rabbia e rancore tra le due amiche, anche se alla fine l'affetto si dimostra sempre più forte di tutto.
In molte recensioni trovate online ho visto che i lettori si son divisi tra chi preferisce Lila e tra chi preferisce Elena: io invece non ho preferito nè l'una nè l'altra, o meglio le ho preferite a tratti. Mi è sembrata eccessiva l'iniziale intransigenza di Lila nei confronti di Stefano (fatemi capire: già al ricevimento di nozze aveva deciso che lui era una merda, senza nemmeno concedergli il diritto di spiegarsi, e senza nemmeno provare a ragionare quando lui si spiega?Un po' esagerata!), giustificata poi comunque dall' atteggiamento violento di lui. Così come non mi è piaciuto che Lila inizi una relazione con Nino ben sapendo che piaceva a Elena; certo, non sapeva che per l'amica non era solo una cottarella, ma comunque sapeva che le interessava. Questa improvvisa passione poi mi è sembrata un espediente poco credibile per rintuzzare la rivalità delle due. Non mi è piaciuto poi in alcune occasioni l'atteggiamento di Lina volto a umiliare Lenù per coprire il senso di inferiorità che la ragazza sentiva per non aver potuto studiare come avrebbe voluto: che colpa ne aveva l'altra? 
D'altra parte di Lenù non mi è piaciuta l'eccessiva passività con cui spesso non sa fare valere anche verso gli altri le sue ragioni verso Lila (che, più affascinante. è sempre presa più in considerazione da tutti qualunque atteggiamento abbia), quasi come se fosse dipendente dall'amica (cosa che a un certo punto riconosce pure lei, decidendo di staccarsi da tutto e andare a Pisa), e l'eccessiva passività verso atteggiamenti scorretti di Lila stessa. Ho invece ammirato la sua determinazione a volersi costruire un futuro diverso, e il coraggio feroce di Lila nel prendere le decisioni che influenzeranno la sua vita, sopratutto quando lascia tutto assieme al figlioletto per andarsene con Enzo e ricominciare da capo vivendo del proprio lavoro.
Quello che mi piace veramente molto di questa saga è la storia corale attraverso i vari personaggi dei rione, a ognuno dei quali l'autrice riesce a ritagliare il proprio spazio senza lasciare indietro nessuno, con la stessa attenzione in maniera compiuta; una storia forte e a talvolta spietata di lotte, sacrifici, miserie, affetti, passioni, violenza, non  a caso ambientata a Napoli, città il cui popolo a mio avviso (ed è un complimento, eh!) ha sempre racchiuso in sè in modo vitale e generoso questo mix di sentimenti e passioni. 
Per ora è tutto, arrivederci al terzo romanzo!

domenica 6 agosto 2017

La mia vita attraverso i libri- Dai 20 ai 30


Entrata finalmente nell'età adulta, la mia voglia di leggere e anche scoprire cose nuove non si è attenuata: ho cominciato così a tenere sempre cn me un quadernetto dove- ogni volta che andavo in libreria, o leggevo qualche giornale ecc- annotavo i libri che mi interessavano e che prima o poi avrei voluto leggere. Abitudine che ho ancora.

Non giro mai senza un libro nella borsa, anche se non lo leggo mi dà sicurezza e mi fa stare bene.
In questi anni scopro e mi appassiono al Camilleri letterario e per alcuni anni (2006- 2011) mi sono appassionata ai romanzi rosa (RM e GRandi Romanzi Storici, mai agli Harmony), collaborando assieme ad altre persone a un noto (all'epoca) blog del settore, cosa che per lungo tempo mi ha dato grande soddisfazione. Posso tranquillamente dire che i miei più grandi momenti di passione e felicità li ho sempre vissuti a causa di libri e tramite essi.



- Il diario di Bridget Jones (Helen Fielding)


- Oliver Twist (Charles Dickens)


- Il cavaliere d'inverno (Paullina Simmons)


- La gita a Tindari (Andrea Camilleri)


- Manuale dell'imperfetto viaggiatore (Beppe Severgnini)


- La luna sulla brughiera (Rebecca Brandewyne)



- Romanzo criminale (Giancarlo De Cataldo)


- La rabbia e l'orgoglio (Oriana Fallaci)





- Rosa D'inverno (Kathleen Woodiwiss)


- I love shopping (Sophie Kinsella)


- L'ombra del vento (Carlos Ruiz Zafon)


- Gli arancini di Montalbano (Andrea Camilleri)


- Il filo di Arianna (Ornella Albanese)







mercoledì 2 agosto 2017

La casa di ringhiera, di Francesco Recami



Anno di pubblicazione: 2011


Ambientazione: Milano, 2011


Collegamento con altri romanzi: è il primo della serie "La casa di ringhiera", composta da:

- La casa di ringhiera (2011);
- Gli scheletri nell'armadio (2012);
- Il segreto di Angela (2013);
- Il caso Kakoiannis- Sforza (2014);
- L'uomo con la valigia (2015);
-Morte di un ex tappezziere (2016).

In più sono stati scritti vari racconti pubblicati in varie antologie e raccolti nel volume "Sei storie della casa di ringhiera" ( ).



Amedeo Consonni, ex tappezziere in pensione, è un appassionato di cronaca nera e colleziona articoli e approfondimenti dei vari casi accaduti in Italia. Vive in una casa di ringhiera popolata da altri inquilini: c'è il De Angelis, 80enne ex tassista appassionato di auto e fissato con il rispetto dei posti auto assegnati; l'impicciona signorina Mattei- Ferri , sempre informatissima sui fatti altrui; la ex professoressa Angela Mattioli, vicina di casa con cui sta nascendo una simpatia; Antonio ed Erika, una giovane coppia rumorosa e maleducata; la famiglia Giorgi, il cui capofamiglia Claudio è affetto da alcolismo. Un giorno in un paesino di provincia accade un delitto misterioso, un pensionato appassionato di egittologia e modellismo viene ritrovato assassinato secondo un misterioso rito; data la vicinanza, il Consonni non riesce a resistere alla tentazione di indagare sul caso per conto proprio, mentre anche nella casa di ringhiera capitano fatti strani e drammatici....


Ho conosciuto gli inquilini della casa di ringhiera tramite gli episodi che li hanno visti protagonisti nelle varie antologie "in giallo", e ora ho letto il primo romanzo della serie, che ha mantenuto le aspettative: è un piacevole giallo che interseca tre casi principali, attorno ai quali si snoda uan serie di personaggi particolari a cui è impossibile non affezionarsi. Primo fra tutti il protagonista: Amedeo Consonni, ex tappezziere vedovo e tranquillo pensionato che trascorre le sue giornate occupandosi del nipotino Enrico  e dedicandosi al suo hobby preferito: un vasto archivio di articoli su casi di cronaca nera, famosi e non, accaduti in Italia dagli anni '60. Il Consonni è diventato un vero esperto in materia, tanto che i vicini quando c'è un caso che fa parlare chiedono sempre la sua opinione. Vive in una casa di ringhiera (un'istituzione della vecchia Milano) e con lo stesso occhio attento che riserva alla cronaca osserva gli inquilini attorno a lui, con i quali ha buoni rapporti, soprattutto con Angela, ex professoressa con cui ha una storia sentimentale.
Oltre ad Angela (che a sua volta nasconde un non meglio precisato mistero), c'è il De Angelis, il tipico anziano rompiscatole fissato con i posti auto, la signorina Mattei-Ferri, invalida che trascorre le sue giornate alla finestra a osservare tutto e tutti (altro personaggio con segreto). Ci sono anche due giovani famiglie con problemi di violenza all'interno di esse: quella dei Giorgi, con il padre alcolizzato che improvvisamente sparisce, e quella di Antonio ed Erika, giovane coppia il cui menage di botte e insulti si interrompe drammaticamente coinvolgendo suo malgrado il terrorizzato Consonni e persino il piccolo Enrico, che nella vicenda avrà un ruolo non indifferente. Da citare anche Gianmarco e Margherita, i due bambini Giorgi svegli e pieni di iniziativa, ma anche drammaticamente soli nell'affrontare l'alcolismo del padre, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Il tutto intrecciato al giallo principale, a dire la verità non così interessante come ciò che accade agli inquini della casa di ringhiera, le cui storie verranno risolte in modo non banale in un finale aperto ma non fastidioso come in altri casi. 
Scrittura leggera e ironica, storia semplice e allo stesso tempo non banale.