sabato 27 maggio 2017

Liga- Oltre vent'anni sulla tua strada, di Maria Teresa Venturini




Anno di pubblicazione: 2016


Ho adocchiato questo libro esposto nella vetrina di una libreria che frequento, e ne sono rimasta subito incuriosita, visto che anche io sono fan di Ligabue da più d vent'anni (precisamente dal 1995)...così ho deciso di acquistarlo sentendo un immediato feeling con la sconosciuta autrice, oltretutto mia conterranea.
Il libro è un affettuoso omaggio di Terry, operatrice in una casa di riposo, al suo cantante preferito, ovviamente Ligabue. Terry ripercorre le personali tappe della sua "Liga mania", dal 1992, anno in cui scoprì il Liga per la prima volta, fino a oggi. In pratica, quasi tutta la carriera del cantante emiliano.
La passione per il Liga è stata centrale nella sua vita, e anche attiva, visto che sin dai primi anni si è iscritta anche fan club e ha avuto modo anche di collaborare alla distribuzione della "fanzine" di gadget durante i concerti. Ha coinvolto amici, parenti e colleghi, in primis il marito Claudio e la figlia Veronica.
Personalmente mi ha colpito la quantità di concerti visti da Terry, ne ha visti tanti in tutta Italia e pure uno a Londra!Io invece ho potuto assistere solo a quello del 2003 a Brescia, molti altri-anche a Brescia città- li ho persi per svariati motivi. Spero però sempre di recuperare....
Ovviamente per chi non è fan di Ligabue questo libro non sarà di alcun interesse, dat anche la semplicità della storia; ma io personalmente mi sono ritrovata in molto di ciò che Terry ha scritto, e in particolare mi sono emozionata leggendo il suo resoconto del viaggio a Correggio per i 15 anni di "Radiofreccia", il mio film  preferito, a cui mi legano tanti bei ricordi.
Brava Terry, spero tanto che Ligabue un giorno possa leggere il tuo simpatico libro e tutto ciò che di bello hai scritto su di lui!

domenica 21 maggio 2017

La mamma del sole, di Andrea Vitali




Anno di pubblicazione:  2010

Ambientazione: Bellano, 1932



L'estate del 1933 sul lago di Como è insopportabilmente calda, e il brigadiere Mannu seguirebbe volentieri il consiglio che gli diede da bambino la zia Ninna, di non uscire quando fuori c'è "la mamma del sole"; ma purtroppo è impossibile, visto anche che due casi arrivano a movimentare il tutto. Il primo è quello di Maria Dominici, un'anziana ospite di una casa di riposo scomparsa durante un rinfresco domenicale; il secondo è quello di Velia Berilli, cittadina dalla professione discutibile e madre di quattordici figli, che proprio per questo è stata segnalata alle autorità romane come candidata ideal per essere ricevuta da Mussolini. Prima però i fedelissimi del Duce vogliono informazioni certe sulla signora in questione....



Era da tempo che non leggevo un romanzo di Vitali e mi mancava...ed ecco quindi che ho letto questo "la mamma del sole". Come sempre non mi ha deluso, come sempre sono rimasta attaccata alla lettura pagina per pagina, incuriosita dalle due storie misteriose che agitano (benevolmente) la caserma dei carabinieri di Bellano (anche se la storia dell'anziana l'aveva già capita prima della conclusione, a dire la verità).
Stavolta le due storie riguardano due donne molto diverse tra loro: la prima è l'anziana Maria, che approfittando della distrazione dovuta a una festa nella sua casa di riposo fugge a Bellano, venendo poi ritrovata morta il giorno dopo sul battello che aveva preso al ritorno. Nessuno pare averla  vista in quelle ore...ma allora perchè è andata proprio lì? L'altra donna invece, è ancora viva e vegeta, e molto nota in paese: Velia Berilli, quarantenne prostituta madre di 14 figli. Ai carabinieri viene recapitata una lettera da parte          , a cui la Berilli è stata segnalata come esempio perfetto di "madre fascista" tanto da proporre che venga ricevuta (assieme ad altre donne prolifiche come lei) da sua Eccellenza Benito Mussolini in persona: i fedelissimi del Duce vogliono accertarsi che la Berilli sia persona che abbia effettivamente doti morali adatte alla solennità dell'occasione.
Cosa rispondere? Che la Berilli, oltre a essere una prostituta incallita, è pure analfabeta, con igiene approssimativa (eufemismo) e fisicamente messa malissimo a livello di presentabilità (eufemismo anche qui)?Ma sopratutto....chi avrà segnalato una donna simile ai fedelissimi del Duce? E perchè? Il più preoccupato sembra l'integerrimo cavalier Vignetta, amico del maresciallo Maccadò....
Ritroviamo il piccolo universo bellanese descritto con la solita arguzia. ma anche sensibilità laddove serva, caratteristica propria di questo autore. Come scritto nella quarta di copertina, "come riesca Vitali a ricavare da un paesello sul lago di Como tante storie e tanti personaggi è un mistero che possiamo solo celebrare".E in effetti- almeno per quanto mi riguarda- è quello che spesso mi chiedo anche io,visto il modo in cui l'autore sa rendere interessanti i personaggi, il loro microcosmo di paese e i piccoli gialli che movimentano la vita dei carabinieri locali.
A proposito, qualcuno si chiederà chi è la mamma del sole del titolo?Nulla di particolare, solo una vecchia leggenda che una zia raccontava al Sardo brigadiere Mannu quando era piccolo, per non farlo uscire di casa nelle ore più calde della giornata: particolare molto carino e originale, a mio avviso.
Come sempre me lo sono goduta....












lunedì 15 maggio 2017

Zia Mame, di Patrick Dennis



Titolo originale: Auntie Mame

Anno di pubblicazione: 1955

Ambientazione: USA, dagli anni '20 agli anni '50

Collegamenti con altri romanzi: il romanzo ha un seguito, intitolato "In giro per il  mondo con zia Mame".


Rimasto improvvisamente orfano di padre, l'undicenne Patrick viene affidato a zia Mame, l'eccentrica sorella del padre che non ha mai visto prima. Per lui inizia una vita davvero piena di colpi di scena....



Se volete passare momenti di autentico divertimento leggendo un libro, non perdetevi questo classico americano, penso ne rimarrete soddisfatti!
Strutturato originariamente come una serie di racconti slegati fra di loro (e viene poi speigato come e perchè l'autore ha poi rimediato con la trovata dell'articolo di giornale che scatena i ricordi del protagonista), il libro è narrato in prima persona da Patrick, ma la vera protagonista è appunto la zia Mame del titolo.
Patrick è un bambino di 11 anni che nel 1925 circa, rimasto orfano,  viene affidato alla sua unica parente in vita: zia Mame appunto, la sorella del padre.Già dall'arrivo al nipote appare chiaro che la zia è una persona unica nel suo genere: il ragazzino e la sua governante capitano nel bel mezzo di una festa con tanto di fumogeni, dato che la zia aveva dimenticato che quel giorno sarebbe arrivato il nipote. Ma tra loro nonostante tutto, è amore a prima vista: nel suo modo eccentrico e scapestrato (che sarà frenato dal tutore dei soldi del padre, l'avvocato Babcock) la zia sviluppa immediato attaccamento per il nipote, e tra un impegno, una stravaganza e l'altra, si prenderà cura con reale amore di lui. Del resto oltre alla stravaganza la principale caratteristica che non può non saltare all'occhio al lettore è che zia Mame è una buona: assume anche Nora, la governante che ha accompagnato Patrick, assieme al fedele Hito che rimarrà accanto a lei negli anni; si lancia con entusiasmo quando si tratta di aiutare qualcuno, sia che si tratti della pretenziosa amica Vera che della "sfigata" segretaria Agnes, fino ad accogliere un gruppo di terribili orfanelli arrivati dall'Inghilterra durante la seconda guerra mondiale. E la parente povera in casa del fidanzato Beau confiderà a Patrick che in tutti quegli anni, in quella casa l'unica persona ad averla trattata come un essere umano è stata Mame.
Zia Mame è un'entusiasta che si butta a capofitto nelle imprese più strampalate, uscendone sempre miracolosamente in piedi, a causa del suo carattere ma più spesso per mera fortuna; certamente, vista da un altro punto di vista è una persona estremamente invadente e spesso trascina l'inconsapevole nipote del tutto irriguardosa del suo volere e persino delle conseguenze che le sue azioni possono avere per lui (nel capitolo dedicato alla gravidanza di Agnes); tuttavia impossibile non provare simpatia per lei. che ovviamente diventa il centro del romanzo, mettendo un po' in disparte gli altri; ciononostante ogni personaggio diventa unico per il modo di descriverlo dell'autore, ironico e talvolta pungente.
Una storia divertente con molti spunti di riflessione anche per cose serie. Credetemi, merita!



mercoledì 10 maggio 2017

La mia vita attraverso i libri_ Infanzia


E' inevitabile pr una persona come me che i libri abbiano un ruolo centrale nella mia vita.
Ho sempre letto, fin da piccolissima, quando passavo ore nel box a sfogliare (proprio cosi!) un vecchio Postalmarket; è evidente che fin da allora i libri fossero il mio destino. Del resto, non me ne sono mai mancati, e ancora oggi ricordo la maggior parte dei libri che ho avuto durante l'infanzia, anche se sono pochi quelli riusciti ad arrivare fino a qui. Spesso ricordo davvero tutto: colori, copertina, consistenza.
 Il mio primissimo libro in realtà...erano tre, nel senso che mi furono comprati assieme e assieme li ho sempre visti: una versione cartonata in rilievo (per bambini molto piccoli) rispettivamente de "Biancaneve", "cenerentola" e "La bella addormentata nel bosco". Una parte molto importante hanno avuto le cosiddette "Fiabe Sonore": sia quelle originale Fabbri Editori, che quelle della serie "Il mangiafiabe" della Disney.
 Il primo libro che ho letto da sola, a sei anni, è stato invece "Taron e la pentola magica", edizione Walt Disney. Fin da piccola amavo poi per gioco inventare storie con personaggi di vari libri mischiandoli.
Ecco comunque i libri che hanno segnato la mia infanzia: non solo i miei preferiti, ma proprio quelli che per me hanno contato di più. Certo forse non sarà un elenco particolarmente originale, sopratutto visto che leggevo veramente di tutto: ma i classici hanno sempre la meglio, qui.





- Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio (Lewis Carroll)

- I tre moschettieri (Alexandre Dumas)

- Piccole donne (Louisa May Alcott)

- Le avventure di Pinocchio (Carlo Collodi)

- Cuore (Edmondo De Amicis)

- Favole di Andersen

- Le avventure di Peter Pan (James Mattew Barrie)

- Le nuove meraviglie di Alice

- Lady Lovely Locks

- Storie e leggende del Lazio

P.S: mi sarebbe piaciuto mostrarvi qualche foto ma attualmente i libri rimasti sono tutti in cantina...forse, un giorno...!

domenica 7 maggio 2017

Non aspettare la notte, di Valentina D'Urbano



Anno di pubblicazione: 2016

Ambientazione: Roma/ Umbria, 1993



Angelica è una ventenne studentessa di giurisprudenza con un doloroso segreto: alcuni anni prima la madre Irene tentò di uccidersi assieme alla figlia causando uno spaventoso incidente d'auto, in cui Angelica sopravvisse ma col corpo devastato dalle cicatrici. Per questo la giovane conduce una vita solitaria e non esce mai di casa senza un vestito lungo fino ai piedi e un cappello che le nasconda il viso deturpato.
Alla morte del nonno, proprietario di una villa in uno sperduto paesino umbro, il padre di Angelica la fa ristrutturare  vi si reca in vacanza per l'estate con la figlia; la quale, ben determinata a continuare a proteggersi dal mondo esterno, vive con fastidio l'irrompere nella sua vita di Tommaso, un giovane del posto che gira con una Polaroid fotografando tutto ciò che non riesce a vedere per guardarlo poi meglio quando gli torna la vista. Tommaso infatti è affetto da una malattia degenerativa alla cornee e sa che diventerà cieco prima dei trent'anni; tuttavia il suo entusiasmo e la sua esuberanza riescono a fare breccia nel cuore di Angelica, che piano piano si lascia andare....


Finalmente ho letto anche quest'ultimo romanzo di Valentina D'Urbano, e come sempre finora ("Acquanera" a parte) non mi ha deluso. E' una storia dura e tenera allo stesso tempo, che inizia nel 1987 con un fatto tragico che ci introduce a parte dell'atsmofera del romanzo: una notte Irene, sofferente di depressione, sveglia in piena notte la figlia 13enne Angelica, la costringe a salire in auto e si lancia in una folle corsa in autostrada, che termina in modo tragicamente prevedibile: l'auto lanciata apposta a folle velocità precipita in un dirupo, uccidendo la donna.
Sette anni dopo, ritroviamo Angelica, ora giovane donna 20enne studentessa di giurisprudenza, sopravvissuta a quella terribile notte ma da allora segnata in modo irreparabile sia nel fisico che nell'animo: il fatto di avere il corpo deturpato dalle cicatrici spinge Angelica a mostrarsi in pubblico solo indossando abiti lunghissimi e un cappello a tesa larga che le nasconde il viso. Ancora di più la devastazione dell'animo spinge la ragazza a cercare l'isolamento, tolto che per il padre e la domestica Marinella.
Nel tentativo di aiutarla il padre Enrico fa ristrutturare la villa di famiglia ereditata dopo la morte del nonno, che si trova nel piccolo paesino di Borgo Gallico; qui passeranno l'estate, con lo scopo- non detto- di invitare gli amici di famiglia e fare uscire Angelica dal suo guscio. La ragazza ovviamente non collabora in alcun modo, vivendo con comprensibile fastidio l'invito della famiglia Corsano, e proseguirebbe nel suo isolamento se non fosse per l'irrompere (letteralmente) di un vero e proprio ciclone: Tommaso, un ragazzo del paese che gira con una polaroid fotografando le cose più improbabili, e che fotografa anche Angelica per un motivo molto serio. Tommaso infatti, a causa di una malattia degenerativa, è quasi completamente cieco, e quindi quando vede qualcosa che non riesce a distinguere ne fa la foto per poi guardarla nei momenti in cui  vede meglio. A differenza di Angelica però, non ha perso il sorriso e la sua allegria e ottimismo, e anche il suo modo spavaldo di affrontare un modo che per lui sta diventando sempre più ostile visto che non lo vede; è inevitabile che tutto ciò finisca per attrarre Angelica e alla fine, dopo un'iniziale ritrosia, l'insistenza di Tommaso finisce per avere la meglio: Angelica trascorre la sua estate più bella, ha finalmente trovato l'amore ed è riuscita ad aprirsi agli altri visto che ha fatto amicizia con Giulia, la vicina di casa. Tutto ok?
Ebbene, no, altrimenti il romanzo finirebbe qui. Succede un equivoco tra Angelica e Tommaso, lei la prende malissimo e rifiuta qualsiasi possibilità di spiegazione da parte sua (parte incomprensibile, a mio avviso, e solo in parte spiegabile con il trauma subito dalla giovane); lo lascia e si mette con l'ambiguo Guido, figlio del migliore amico del padre e a sua volta avvocato. Qui comincia la seconda parte, quella più difettosa a mio avviso: Angelica dimostra uan capacità di autolesionismo inquietante e sorprendente, cacciandosi in una situazione totalmente negativa senza avere una reale motivazione (che non sia, forse, proprio farsi del male, autopunirsi). Non mi è piaciuto questo lato del personaggio nonostante-- ripeto- sia giustificabile per il suo trauma ma solo in parte...anche perchè in parte mi è sembrato invece derivante da capriccio, anche da una sorta di egoismo a cui comunque sia è stata inevitabilmente abituata dal padre visto che è sempre stata servita e riverita. 
Comunque sia, l'autrice avvince anche stavolta con il suo stile scorrevole, graffiante, sincero e con una storia comunque interessante. Occasione non sprecata.