martedì 11 aprile 2017

A te, che vivi nei miei pensieri

Tutti mi prenderebbero per matta, malata di mente, se sapessero quello che provo davvero e che ti sto scrivendo.
Tu infatti, non esisti, se non dentro di me...da tanto, troppo tempo.
Finchè  c'è stata anche una minima possibilità che tu potessi arrivare, ti pensavo un po' meno e anche con un po' di paura e timidezza in più: mi sembrava di esagerare,


Però, ti pensavo comunque.
Scrivevo lunghi elenchi dei nomi che mi piacevano e che pensavo per te, ed erano sempre due elenchi, sia che tu fossi stato maschietto che femminuccia...anche se, confesso, avevo una preferenza per quest'ultima ipotesi. Ma sarei stata comunque felice e tu saresti stato/a accolto con gioia e amore comunque.
I nomi erano tanti, ma alcuni predominavano: probabilmente ti saresti chiamata Sara se fossi stata femmina, oppure Charlotte come la dolce e simpatica principessina inglese. Invece se fossi stato maschi ti avrei chiamato Damiano o Alessandro. Ed è così che ti penso sempre....anche se ti penso di più come Sara, e così mi rivolgerò a te in questo scritto d'ora in poi.
Cercavo di immaginarmi come saresti stata, appena nata piccolina e rosa, poi da grandina; non essendoci stato un papà, era per me molto difficile immaginare i tuoi lineamenti,i tuoi colori, anche se speravo non saresti stata come me, sopratutto che non avresti ereditato il mio problema di tiroide: non volevo che tu soffrissi come ho sofferto io per il mio brutto corpo e il mio brutto aspetto. Però immaginavo le tue piccole mani con le unghiette, i tuoi capelli sottili e morbidi, il tuo profumo, il tuo corpo morbido e coccoloso...certo ero perfettamente consapevole che non c'è solo questo: ricordo molto bene che mia sorella non ha dormito quasi nulla per dieci mesi, ad esempio. e so che i bimbi piccoli piangono, stressano, hanno ritmi proibitivi...tu, come saresti stata? Mi avresti fatto disperare? O saresti stata "pappa e nanna"?
Che carattere avresti avuto? Speravo sempre non come il mio, che mi ha causato e causa tanti problemi e sofferenze; però speravo anche che magari, avresti preso da me la passione per la lettura.O magari, saresti stata una sportiva, sempre in moto; o anche entrambe le cose, perchè no...
Che gusti avresti avuto? che musica ti sarebbe piaciuta? Ti sarebbe piaciuto andare a scuola?Come si sarebbero chiamati i tuoi amici? che cibo ti sarebbe piaciuto?Che cartoni, che storie, che giochi?
Lavorando con i bambini, spesso vedendo certi comportamenti dei genitori o cert problematiche che si trovano ad affrontare (nulla di grave, cose di tutti i giorni) mi chiedevo cosa avrei fatto io se fossi stata prima o poi al loro posto; immaginavo spesso anche i miie genitori come nonni e mia sorella come zia. Con me, non sono stati particolarmente affettuosi, ma credo ci fossero buone probabilità che con te lo sarebbero stati.
Ancora oggi, spesso mi sorprendo a vederti negli occhi dei bimbi che incrocio, nelle loro voci, nelle loro risate;e spesso, ancora mi sorprende constatare quanto sia difficile per me tenere bene a mente "tu non sarai mai cosi, tu non vivrai nulla di tutto ciò", nonostante cerchi costantemente di tenermi con i piedi bene a terra e di ripetermelo ogni giorno. Perchè questa, purtroppo, è e sarà la mia realtà.
Quando sento di bambini maltrattati e abbandonati, anche piccolissimi in qualche cassonetto, mi sento male e, nonostante la banalità del pensiero, non posso appunto evitare di pensare alla crudeltà del destino, che spesso concede queste e altre gioie a chi non le merita, a chi le schifa, a chi le disprezza negandole a chi- come me- invece non desidera altro. 
Tutti questi sono sicuramente pensieri inutili, stupidi, patetici, forse anche anormali, da pazza...eppure esistono, sono una costante della mia vita, come una costante è questo dolore sordo con cui dovrò convivere per sempre.Eppure, se c'è chi può "amare" il cane o il gatto- con gli effetti che tutti sappiamo e vediamo ogni giorno- non vedo perchè dovrei nascondermi io, almeno qui sul mio spazio deserto. Poi certo, fuori è tutta un'altra cosa, mio piccolo fiore...fuori sono condannata a essere solo la cicciona fallita, esistente solo in virtù dei propri genitori e mai come persona, incapace di realizzare anche sogni piccoli, non all'altezza degli altri come persona, a cui piacciono ancora le bambole e i giocattoli, che non riesce ad avere rapporti umani soddisfacenti anche se si impegna,che spesso risponde male anche quando non vorrebbe, che non sorride mai...come mi sono io stessa soprannominata "un fantasma obeso". e forse, vedendomi cosi da fuori, non è un male che tu non ci sia....non avrei mai voluto ti vergognassi di me.
Chissà..forse un giorno, in un'altra vita, in un'altra dimensione, ci incontreremo...

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