mercoledì 29 marzo 2017

Il catino di zinco, di Margaret Mazzantini



Anno di pubblicazione: 1994

Ambientazione: Roma, dagli anni '10 agli anni '90 circa




L'autrice racconta la storia (fittizia) di sua nonna Antenora, madre di suo padre, dalla giovinezza alla vecchiaia e poi alla morte..



Avevo già provato anni fa a leggere "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini, ma non ero riuscita a finirlo vista la bruttezza della storia; poco tempo dopo, causa sollecitazione di un'amica, mi ero lasciata convincere a vedere al cinema il film tratto dal romanzo: uno dei più brutti film che abbia mai visto, una storia squallida e troppo amara per i miei gusti.
Ho lasciato quindi perdere definitivamente la Mazzantini e tutti i suoi libri, nonchè i film da essi tratti. Ma il mese scorso in un gruppo di lettura che frequento è stato sorteggiato questo primo romanzo dell'autrice...e quindi ho colto l'occasione per darle una seconda possibilità, pensando: "chissà? forse stavolta....".
Niente da fare. Stavolta la storia potenzialmente era di quelle che avrebbe potuto interessarmi, e forse anche conquistarmi, visto che attraverso la figura di una donna, Antenora, si narra la storia di una famiglia che si snoda nel corso dell'intero '900....io amo particolarmente questo tipo di storie.
E invece niente, anche stavolta quest'autrice mi ha deluso: oltre  a scrivere con uno stile a mio avviso freddo e incapace di trasmettere emozioni, anche la storia e i personaggi non vengono ben sviluppati rimanendo tutti "sulla carta", non vengono approfonditi caratteri, personalità, motivazioni, nemmeno per Antenora, la protagonista. Nemmeno di lei in fondo ci viene raccontato molto, abbiamo degli episodi di quando era bambina, poi si passa quasi subito al fugace racconto di come conosce il futuro marito, poi il matrimonio e la vita famigliare, i figli, la guerra, la vecchiaia, la vedovanza, la malattia e la morte. Ma tutto un po' come se fosse una lista della spesa, senza approfondimenti di sogni, motivazioni, sentimenti della protagonista, se non in poche occasioni, nemmeno quando le muore un figlio piccolo (anche se la preghiera che farà anni dopo alla Madonna quando i figli sono in guerra è uno dei pochi momenti che mi ha trasmesso qualcosa di questo romanzo). Figuriamoci gli altri, che restano ben più che comprimari.
Oltretutto l'autrice ha un stile freddo e indifferente, che non mi ha comunicato nulla, e utilizza un linguaggio spesso crudo e in disuso; questo di per sè non sarebbe nemmeno un difetto, ma in questo contesto si.
Insomma, direi che con la Mazzantini ho chiuso....

venerdì 24 marzo 2017

Chi ben comincia

Ed eccoci, come ogni mese,al consueto appuntamento con i migliori incipit tratti dai romanzi:








"Amore mio, svegliati"
Angelica apre gli occhi e non vede nulla. La stanza è nera, il buio ha inghiottito ogni cosa.

Poi lo sguardo si abitua, e distingue i puntini di luce artificiale che filatrano dalla tapparella abbassata e, dal lato opposto, il rettangolo più scuro della port. Subito dopo, la sagoma familiare del volto di sua madre, appena sopra di lei.
L'orologio sulla mensola segna le due e ventisei minuti. Angelica si stropiccia gli occhi, cerca a tentoni l'interruttore della lampada sul comodino.
"Mamma"
Nel cono di luce morbida, il volto di Irene è scavato, ancora più duro e spigoloso di quanto appaia alla luce del giorno. E' sempre stanca ed è diventata sottile, ha la magrezza tisica e famelica di chi non sta bene. Da quando si è ammalata è diventata brutta. I capelli neri si sono spenti, sfilacciati, sembrano un casco di canapa, e gli occhi chiari bruciano sempre, come di febbre.
E' brutta e sta male, ma è pur sempre la sua mamma."


Valentina D'Urbano, "Non aspettare la notte"

giovedì 16 marzo 2017

L'inganno, di Shannon Drake



Titolo originale: Beguiled

Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: Londra, epoca vittoriana


Alexandra Grayson, detta Ally, è una giovane di nobili origini orfana di entrambi i genitori e cresciuta, oltre che da tre affettuose zie, da una serie di nobili tutori anticonformisti e con il pallino della cultura, che non hanno mai ostacolato la propensione della loro pupilla per l'arte e in particolare per la scrittura.
Niente di strano quindi se Ally desidera diventare scrittrice e, nell'attesa, scrive articoli anonimi sul principale quotidiano di Londra, articoli riguardanti i fatti di cronaca nera che stanno sconvolgendo la città: alcuni giornalisti e personalità antimonarchiche sono stati barbaramente uccisi,e la gente comincia a dare al colpa di tutto ciò alla monarchia. Il rischio di una ribellione che porti a una guerra civile è quindi altissimo, ma oltre a queste preoccupazioni Ally scopre di averne anche di personali: viene infatti fidanzata a sorpresa con Mark Farrow, figlio di Lord Farrow....



Romanzo che ho ricordato di voler leggere tempo fa, molto carino anche se in molte cose abbastanza improbabile, La prima cosa che ho notato è l'omaggio alla "Bella addormentata nel bosco", in vari punti del racconto: Ally che viene cresciuta da tre zie in una casetta in mezzo al bosco, la scena della maledizione alla festa del fidanzamento, Ally che in riva al ruscello incontra un'affascinante sconosciuto di cui si invaghisce...non mi sembrano coincidenze casuali.
Certo forse c'è un sovraffollamento di personaggi (probabilmente il romanzo fa parte di una serie che non sono riuscita a ricostruire): oltre alle zie Ally ha una marea di tutori tutti affezionatissimi, tutti con rispettive famiglie, per cui vi sono vari accenni a sottostorie che probabilmente (come ho detto) rimandano ad altri romanzi. Peccato che alla lunga la cosa stufa, visto che ottiene l'effetto di confondere più che di incuriosire il lettore verso altre storie.
In compenso, abbiamo una protagonista interessante: Ally, pur vivendo nella sua epoca, è una giovane donna avanti col passo e il suo sogno è infatti quello di diventare giornalista. Sa che è quasi impossibile per una donna- anche intelligente e capace come lei- anche solo entrare in un mondo esclusivamente maschile, e quindi scrive sotto pseudonimo e in gran segreto, per tutelarsi e non avere grane. Tutto ciò può continuare fino a quando non solo viene ucciso un celebre giornalista noto per avere la penna affilata, ma altr persone che casualmente risulta in qualche modo tutte legate a lei, anche se alla lontana. Per proteggerla, i suoi tutori (anche loro evidentemente persone di aperte vedute nelle loro attività e nel loro modo di vivere) la fidanzano a sorpresa con Mark Farrow, figlio del loro amico Lord Farrow. Come può reagire una giovane femminista che sogna di costruirsi una propria carriera e disporre liberamente della propria vita? Non benissimo, infatti ally mette in atto comici tentativi di sabotare il fidanzamento, forte anche del fatto che il futuro sposo non solo non si è presentato alla festa di fidanzamento, ma a quanto sembra bidona ogni occasione di incontrarla. Aggiungiamo pure che nel suo cuore si è insinuato il bel bandito che l'ha trattata bene durante un tentativo di rapina, e che a quanto pare incontra molto di frequente....si, capisco che il sospetto di chi sia questo bandito in realtà è grosso (in realtà nel romanzo è svelato praticamente subito), ma ciò non toglie nulla alla freschezza e simpatia di questa storia. E anche il protagonista maschile è interessante, perlomeno nel fatto che non ha nessuna intenzione di ostacolare i sogni e la carriera della giovane fidanzata ma anzi, di agevolarli.
Anche l'intreccio giallo è interessante, anche se la sua soluzione forse appare un tantino scontata.
Per passare piacevolmente due orette va più che bene!

sabato 11 marzo 2017

La versione di Paul, di Paul McCartney e Paul Du Noyer



Titolo originale: Conversation with McCartney

Anno di pubblicazione: 2016



Paul Du Noyer è un giornalista originario di Liverpool che nella sua carriera ha avuto modo di intervistare più volte il suo famoso concittadino e omonimo Paul McCartney.
In questo libro sono raccolti stralci, interviste e annedoti in cui Paul ripercorre la sua vita e la sua carriera: l'infanzia segnata dalla morte della madre, l'incontro con John Lennon, la nascita- crescita- declino dei Beatles, il matrimonio con la moglie Linda, la sua musica...il tutto raccontato dalla viva voce del protagonista. E scusate se è poco!



Ovviamente fra le mie letture Beatlesiane non poteva mancare questo libro, nin una vera e propria autobiografia (almeno come stile), ma una lunga intervista formata da pezzi di interviste rilasciate nel corso degli anni all'autore dall'ex Beatle, con cui condivide non solo il nome ma anche la cittadinana (entrambi sono di Liverpool).
Diviso per argomenti, è una lettura imperdibile per ogni beatlesiano: nonostante esistano molte biografie di McCartney, sono poche quelle autorizzate dall'autore e questa pare essere la prima dove il cantante interviene direttamente e racconta quella che è, appunto, la sua "versione dei fatti" sulla sua vita e sugli avvenimenti che l'hanno composta. Parte della critica ha bocciato il libro ritenendolo poco interessante perchè non aggiungerebbe nulla a quanto già si sa sulla storia dei Beatles e di McCartney e perchè mancano rivelazioni sensazionali, ma io non trovo che queste siano per forza necessarie per la validità di un libro: anzi, forse il punto di forza è proprio nella semplicità con cui leggiamo della sua vita di musicista e sopratutto dei suoi rapporti con le tante persone che l'hanno costellata: il legame di amore-odio con John Lennon, l'amicizia mai mutata con George e Ringo, i ricordi della Liverpool anni '40 e '50, l'amore con la moglie Linda (morta nel 1998 per un tumore), la fine dei Beatles, la carriera con i Wings, la reazione alla morte di Lennon e tanti altri fatti che ormai sono "storia" per noi beatlesiani, e di cui a volte sono state date talmente tante versione e interpretazioni che a volte ci si confonde un po', sopratutto se non si sa bene a chi credere...ecco, questo libro è l'occasione giusta per fare chiarezza. Dopotutto, chi meglio di Paul può raccontare la sua stessa vita? :)



lunedì 6 marzo 2017

L'ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon



Titolo originale: La sombra del viento

Anno di pubblicazione: 2002

Ambientazione: Barcellona, 1945

Collegamenti con altri romanzi: è il primo libro della "Trilogia del Cimitero dei Libri Dimenticati", composta da:

- "L'ombra del vento" (2002);
- "Il gioco dell'angelo" (2008);
- "Il prigioniero del cielo" (2011);
-"Il Labirinto degli spiriti" (2016).



L'undicenne Daniel Sempere, orfano di madre, vive con il padre proprietario di un piccolo negozio di libri usati. Il giorno del suo undicesimo compleanno il ragazzo si sveglia angosciato perchè il volto della madre comincia a sbiadire nei suoi ricordi; il padre allora per distrarlo lo porta nel cosiddetto " Cimitero dei libri dimenticati", una particolare biblioteca dove vengono conservati libri sconosciuti e sottratti dall'oblio. in cui erano fatalmente destinati a cadere per farli "adottare" da qualcuno che se ne prenderà cura per sempre; la scelta di Daniel ricade su "L'ombra del vento" di Julian Carax, autore da cui il ragazzo rimane talmente affascinato al punto da cercare altri suoi romanzi, una volta terminato il primo. Peccato che non ce ne siano altri....



Una storia intensa e affascinante sul mondo dei libri e sull'amore per la lettura, visto come amore e passione per la vita stessa. Una storia non semplicissima e in alcuni casi angosciante,ma da cui non si riesce a staccarsi.
E' una cosiddetta "storia nella storia", in cui due storie ambientate in epoche diverse finiscono per svolgersi in maniera parallela e alla fine anche per intrecciarsi, in maniera talvolta non sempre lineare (e purtroppo devo dire che a volte i continui "salti" tra presente e passato stufano), dando vita a un avvincente storia che mescola giallo, avventura, amore e romanzo di formazione, con personaggi tratteggiati in maniera fine e rigorosa, di modo che anche i cosiddetti personaggi di contorno non rimangono semplicemente sulla carta, ma acquistano spessore, personalità e carattere ritagliandosi ognuno il proprio spazio all'interno della storia.
Personalmente- come potrete intuire- una storia incentrata su alcune mie passioni (i libri, i luoghi dimenticati, la Storia) non poteva non incuriosirmi fin da subito, figuriamoci poi se si parla di un "Cimitero dei libri dimenticati", dato che per me ogni libro è degno di non essere dimenticato! E devo dire che da un certo punto in poi per me la storia è passata in secondo piano: infatti la storia di Julian- che a mio avviso ricorda tanto quella dei feulleton francesi dell'800, ripetutamente omaggiati dall'autore anche nel tratteggiate l'atmosfera e l'ambientazione - non mi ha preso più di tanto, se non per completare il quadro  e far luce sul mistero che la riguardava; mi ha preso molto invece la storia della ricerca che ruota attorno ad essa, con i personaggi sempre più intrigati dalla verità e sempre più consapevoli di ciò che accadde attorno a loro, e sopratutto dei rapporti che man mano si stringono, sopratutto tra Daniel e Beatriz.
I personaggi sono indimenticabili: dal tuttofare Fermin al terribile ispettore Fumero (che ricorda molto il Javert de "I miserabili"), al misterioso e tormentato David, al mite padre di Daniel, fino ai protagonisti: Daniel e Beatriz, che si conoscono ragazzini, inizialmente non si sopportano e la cui storia si snoda per anni separatamnte per poi riunirsi pian piano nel corso del romanzo, contrapposti ai ben più tragici (con un senso di predestinazione, oltretutto) Julian e Penelope.
Decisamente un libro da non perdere: tutte le persone a cui l'ho prestato o consigliato mi hanno ringraziato!