lunedì 6 febbraio 2017

Voglio quelle scarpe! di Paola Jacobbi



Anno di pubblicazione: 2004


Dal sito Sperling & Kupfer:

"Strumenti di seduzione e migliori amiche delle donne, feticcio inconscio di antropologi dei consumi e delle fashion victims di ogni latitudine, le scarpe sono ormai una passione che può sconfinare nella follia. A metà tra saggio e racconto, questo libro tenta di spiegare il mistero che avvolge l'inarrestabile ascesa - da Cenerentola a Sex & The City - di un oggetto di culto che ormai è una vera e propria categoria dello spirito, nonché un perfetto indicatore per scoprire quale tipo di donna sta sopra a quali scarpe. Qual è il mistero inconscio del tacco a rocchetto? Perché Amleto se la prendeva con le zeppe di Ofelia? Capitolo importantissimo della moda e del glamour, le scarpe sono anche protagoniste del cinema, dell'arte, della musica rap e dei sogni maschili: conoscerle significa aumentare il loro potere magico e il proprio fascino personale."




Secondo l'opinione comune (ripresa anche dal sottotitolo) le scarpe sono "la più grande ossessione femminile". Ora, pur essendone in parte immune (mi piace molto guardarle e sognare di indossarle, ma al momento pratico....) non posso non riconoscere che per la maggior parte delle donne è sicuramente vero.
Paola Jacobbi, autrice anche di "Pazze per le borse" (altra ossessione femminile) ci conduce in un simpatico viaggio per cercare di spiegare questo fenomeno, senza troppo riuscirci se non per la morale sentita anche in vari film "le scarpe sono per sempre e non ingrassano". In compenso descrive una carrellata di figure di "shoes victims" e marchi famosi che forse sarebbe stato meglio illustrare con qualche foto per i non esperti, dando una divertente panoramica dei vari modelli e relativi appassionati, con qualche interrogativo: dove sta il fascino del tacco a rocchetto? Come mai vanno tanto di moda le ballerine che stanno bene solo Audrey Hepburn? E da dove nasce il fascino degli stivaletti che non per nulla sono soprannominati "ammazzagambe"? Tutte cose che in effetti mi sono spesso chiesta pure io,  che per ragioni di comodità (e con mio grande rammarico) indosso prevalentemente scarpe da ginnastica e non ho mai imparato ad andare su un tacco che vada oltre gli 8 cm (e nemmeno sempre eh!).
Un libro leggero e divertente, che strappa molti sorrisi e  che contiene qualche piccola verità e che, a mio avviso, non può non far parte del bagaglio libresco di ogni buona "shoes victim".


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