domenica 12 febbraio 2017

La costola di Adamo, di Antonio Manzini



Anno di Pubblicazione: 2014

Ambientazione: Aosta, 2013

Collegamenti con altri romanzi: è il primo romanzo della serie con protagonista Rocco Schiavone, composta da:

- Pista nera (2013);

-La costola di Adamo (2014);
-Non è stagione (2015);
- Era di maggio (2015);
- 7/7/ 2007 (2016).




Ester Baudo, una donna di ricca estrazione, viene trovata impiccata in casa propria mentre attorno a lei tutto è sottosopra. Rocco Schiavone indaga con la sua squadra: inizialmente sembrerebbe un omicidio a scopo di rapina, ma pian piano emerge una ben più triste realtà....



Il secondo romanzo della serie con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone tratta il tema - purtroppo sempre attuale- del femminicidio e della violenza sulle donne. Questo aggiunge un altro tassello alla personalità del nostro protagonista, a cui non si può negare una dose di maschilismo, ma anche una sua sensibilità ed empatia nell'affrontare certi problemi.
Sempre imprigionato nell'odiata Aosta (dove a marzo c'è ancora la neve), Rocco soffre per la lontananza da Roma e dalla combriccola di amici sgangherati, per i sottoposti e i superiori che lo fanno andare fuori dai gangheri ma sopratutto per l'assenza fisica dell'amata Marina, sempre presente però come "fantasma" che dialoga con il marito e gli fa compagnia: in questo romanzo veniamo a sapere che Rocco e Marina avevano deciso di trasferirsi in Provenza al momento della pensione, per finire i loro ultimi anni " come vecchi elefanti con le ossa al sole"...e Marina sprona Rocco a non abbandonare questo desiderio,a realizzarlo anche senza di lei, a non dimenticare di essere vivo.
Il caso su cui stavolta si trova ad investigare riguarda Ester Baudo, una benestante 35enne ritrovata impiccata in casa propria con la casa sottosopra; la donna- contrariamente a quanto inizialmente creduto- viveva in una prigione dorata dove l'aveva rinchiusa il marito Patrizio (che inizialmente sembrava un vedovo addolorato): non poteva lavorare, non poteva frequentare l'unica amica, la libraia Adalgisa con cui condivideva la passione per la letteratura, non poteva frequentare nemmeno il "caffè letterario" che Adalgisa organizzava nella sua libreria...la poveretta sottostava rassegnata a un amore malato e odioso, che purtroppo (come si scoprirà più avanti) arrivava di tanto in tanto anche alle botte. L'unico modo che aveva per uscire da questo mondo che odiava sempre di più era sfogarsi scrivendo una specie di romanzo-verità, che illuminerà Rocco su come si sono svolti veramente i fatti in casa Baudo. Tra una canna e gli alti e bassi della relazione con Nora, Rocco riuscirà ad entrare nella mente dei personaggi percependone abitudini e pensieri, risolvendo il caso e prendendo una decisione forse politicamente poco corretta, ma giusta dal punto di vista umano.
Il romanzo ha un buon ritmo, i tasselli si scoprono poco a poco invogliando il lettore a continuare per capire come sono andate le cose, con personaggi ben costruiti e un protagonista sanguigno e scorretto ma estremamente umano, e che per questo probabilmente attira le simpatie del pubblico. I dialoghi tra Rocco e Marina poi sono sempre le parti migliori, un vero amore spezzato dalla morte che che può andare oltre ad essa. A modo suo quindi, anche romantico.


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