lunedì 5 dicembre 2016

Italiani con la valigia, di Beppe Severgnini



Anno di pubblicazione: 1997



Dal sito Rizzoli:


"Noi italiani non facciamo niente in maniera normale” scrive Beppe Severgnini. “Facciamo tutto da italiani, e questo non è necessariamente un difetto.” Anche quando prendiamo una valigia e partiamo, ci portiamo dietro le nostre qualità e le nostre squisite leggerezze. Se in Italia ci diamo un contegno, varcata la frontiera viene fuori di tutto: l’incoscienza e la generosità, l’intuito e il pressapochismo, la rustica astuzia che porta al furto sistematico dei bottiglini di shampoo dalle stanze dell’albergo.

Severgnini racconta i suoi viaggi in cinque continenti. Con salutare autoironia, ci accompagna lungo la ferrovia Transiberiana e poi su aerei cinesi, auto americane, taxi sudafricani. Ci guida attraverso ventuno città del mondo, visitate nel corso di quindici anni (da Atlanta a Zagabria, passando per Dublino, Berlino e Pechino). Rientrato in patria, esplora la “repubblica sul Mare”, percorrendo la costa da Trieste a Ventimiglia. Poi, guidato dai lettori, indaga la provincia italiana."


Sono particolarmente affezionata a questo libro perchè è stato il mio "primo Severgnini", grazie al quale ho scoperto questo fantastico autore che è subito diventato uno dei miei preferiti.

Essendo stato pubblicato nel 1997 e raccontando alcuni viaggi dell'autore in Italia e in Europa tra il 1987 e la metà degli anni '90, può apparire datato in molte cose, e non per colpa sua; è divertente, e a tratti nostalgico, confrontare un mondo dove per telefonare appena arrivato dovevi ancora andare in cabina o al bar, dove per le prentoazioni dovevi necessariamente recarti in agenzia, dove prima di partire era d'obbligo andare in banca per il cambio della lira con la moneta del paese in cui ti recavi, dove i viaggi si documentavano ancora con la macchina fotografica o la telecamera...oggi, non è più cosi, per molti aspetti le cose si sono semplificate, per altri sono peggiorate. 
Certamente l'atteggiamento dell'italiano all'estero non è cambiato troppo: siamo sempre con lo smartphone a fare le foto anche se critichiamo i giapponesi per lo stesso motivo, cerchiamo sempre scappatoie a leggi e regole, sembriamo Alice nel paese delle meraviglie....la vera novità sta nello scoprire che anche altri popoli, al di fuori di casa loro, lo sono. O anche dentro casa loro: alcuni paesi hanno lo stesso garbuglio di leggi, leggine, eccezioni ecc che c'è da noi. 
Colgo l'occasione per porgere i miei complimenti alla signora Ortensia, moglie di Severgnini; sopportare un viaggio di nozze sulla Transiberiana e scendere a destinazione ancora con il sorriso non è da tutti. Si vede che era vero amore!!!
Nella seconda parte del libro forse per certi aspetti quella meno interessante- Severgnini indaga la provincia italiana degli anni '90, con vizi, virtù e problemi vari da risolvere. che nel tempo, suppongo non solo non si siano risolti ma nemmeno migliorati un po'...un "on the road" nostrano che ci porta a scoprire posti e personaggi un po' meno visibili rispetto ad altri, ma altrettanto degni di attenzione e a cui Svergnini decide di dare voce.




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