mercoledì 28 dicembre 2016

Classifica 2016

Dice un proverbio: "anno bisesto, anno funesto": e stavolta per quanto mi riguarda, il 2016 ha mantenuto questa promessa, visto che sicuramente è stato uno degli anni più brutti della mia vita!!!! Tra persone amiche rivelatesi false come poche, amicizie perse per stupidate (e non per colpa mia),problemi di salute di alcuni familiari, disoccupazione per buona parte dell'anno, due concorsi andati male, problemi personali sempre più accentuati, decisamente non vedo l'ora che finisca!!
Per non parlare di ciò che è successo nel resto del mondo: tra terremoti, attentati terroristici, treni deragliati, case esplose...decisamente quest'anno è stato peggiore di altri.
Anche a livello di letture non è che sia stato  entusismante: tante buone letture, ma nulla che mi abbia preso veramente, a parte i romanzi di Manzini. ecco, come sempre, la classifica delle mie letture 2016:

- Piste nere, di Antonio Manzini;
- La costola di Adamo, di Antonio Manzini;
- Ferragosto in giallo
- Capodanno in gialli
-L'isola di Arturo, di Elsa Morante;
- Il Natale dei Beatles, di
- Il ballo dell'amore, di Sabrina Jeffries
- Figli della notte, di Giovanni Bianconi;
-Le Beatrici, di Stefano Benni;
- La sovrana lettrice, di Alan Bennett
- Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo, di Rick Riordan

giovedì 22 dicembre 2016

Il Natale dei Beatles, di Renzo Stefanel e Franco Zanetti



Anno di pubblicazione: 2016

Dal sito della Giunti:


"Il libro offre uno sguardo strano e curioso alla storia dei quattro di Liverpool, isolando una dozzina di storie vere, gioiose, drammatiche o buffe, ambientate nel cuore dell’inverno, Natale, Capodanno e dintorni, dagli anni ‘50 alla fine dei ‘60"


Come avrete notato, una vera e propria trama non c'è in questo simpatico libro, diviso in otto capitoli brevi (uno per ogni anno dal 1958 in poi) e corredato di alcuni capitoli "appendice" in cui si ripercorrono alcuni xtra, come le canzoni di Natale  dei Beatles da autori singoli (e inevitabilmente, la più celebre non poteva che essere "Happy Christmas" di John Lennon), i Beatles Christmas Show"  e i dischi di Natale inviati come omaggio agli iscritti del fans club ufficiale.

I racconti che ho preferito sono quelli che riguardano i Natali dei Fabs da bambini e adolescenti, il particolare "Ringo e un Natale triste" (Natale 1947), in cui il piccolo Richard di sette anni (che da bambino rimase a lungo costretto a letto da una serie di gravi problemi di salute) ricevette in regalo un'armonica a bocca, da lui poco apprezzata, ma che rappresenterà il primo approccio verso la musica che lo porterà, negli anni, fino all'amata batteria; e "Un Natale da Querrymen" (Natale 1958), in cui si racconta un divertente annedoto secondo cui John, dopo aver trascorso la Vigilia di Natale a casa di Paul facendo bisobccia con altri amici, torna a casa sua e passa davanti a una veranda dove vede (a tarda notte) alcune persone che giocano a carte. Appena si rivedono ne parla con l'amico deridendo questi pazzoidi, ma a Paul qualcosa non torna; e infatti ripercorrendo la strada fatt adall'amico e arrivando alla famosa veranda, si accorge che i giocatori altri non sono se non ....Statuette di un presepio!! John infatti aveva dimenticato gli occhiali a casa di Paul e, complice il buio e il suo essere "talpa", li aveva scambiati per persone vere!
Devo essere sincera poi, sul fatto che mi hanno incuriosito tantissimo i "Beatles Christmas Show" di cui non avevo mai sentito parlare; ma temo non esistano filmati di quegli spettacoli e quindi, la mia curiosità rimarrà insoddisfatta.
Un ottimo regalo di Natale per ogni Beatlesiano che si rispetti: sui Fabs c'è sempre da imparare!




lunedì 5 dicembre 2016

Italiani con la valigia, di Beppe Severgnini



Anno di pubblicazione: 1997



Dal sito Rizzoli:


"Noi italiani non facciamo niente in maniera normale” scrive Beppe Severgnini. “Facciamo tutto da italiani, e questo non è necessariamente un difetto.” Anche quando prendiamo una valigia e partiamo, ci portiamo dietro le nostre qualità e le nostre squisite leggerezze. Se in Italia ci diamo un contegno, varcata la frontiera viene fuori di tutto: l’incoscienza e la generosità, l’intuito e il pressapochismo, la rustica astuzia che porta al furto sistematico dei bottiglini di shampoo dalle stanze dell’albergo.

Severgnini racconta i suoi viaggi in cinque continenti. Con salutare autoironia, ci accompagna lungo la ferrovia Transiberiana e poi su aerei cinesi, auto americane, taxi sudafricani. Ci guida attraverso ventuno città del mondo, visitate nel corso di quindici anni (da Atlanta a Zagabria, passando per Dublino, Berlino e Pechino). Rientrato in patria, esplora la “repubblica sul Mare”, percorrendo la costa da Trieste a Ventimiglia. Poi, guidato dai lettori, indaga la provincia italiana."


Sono particolarmente affezionata a questo libro perchè è stato il mio "primo Severgnini", grazie al quale ho scoperto questo fantastico autore che è subito diventato uno dei miei preferiti.

Essendo stato pubblicato nel 1997 e raccontando alcuni viaggi dell'autore in Italia e in Europa tra il 1987 e la metà degli anni '90, può apparire datato in molte cose, e non per colpa sua; è divertente, e a tratti nostalgico, confrontare un mondo dove per telefonare appena arrivato dovevi ancora andare in cabina o al bar, dove per le prentoazioni dovevi necessariamente recarti in agenzia, dove prima di partire era d'obbligo andare in banca per il cambio della lira con la moneta del paese in cui ti recavi, dove i viaggi si documentavano ancora con la macchina fotografica o la telecamera...oggi, non è più cosi, per molti aspetti le cose si sono semplificate, per altri sono peggiorate. 
Certamente l'atteggiamento dell'italiano all'estero non è cambiato troppo: siamo sempre con lo smartphone a fare le foto anche se critichiamo i giapponesi per lo stesso motivo, cerchiamo sempre scappatoie a leggi e regole, sembriamo Alice nel paese delle meraviglie....la vera novità sta nello scoprire che anche altri popoli, al di fuori di casa loro, lo sono. O anche dentro casa loro: alcuni paesi hanno lo stesso garbuglio di leggi, leggine, eccezioni ecc che c'è da noi. 
Colgo l'occasione per porgere i miei complimenti alla signora Ortensia, moglie di Severgnini; sopportare un viaggio di nozze sulla Transiberiana e scendere a destinazione ancora con il sorriso non è da tutti. Si vede che era vero amore!!!
Nella seconda parte del libro forse per certi aspetti quella meno interessante- Severgnini indaga la provincia italiana degli anni '90, con vizi, virtù e problemi vari da risolvere. che nel tempo, suppongo non solo non si siano risolti ma nemmeno migliorati un po'...un "on the road" nostrano che ci porta a scoprire posti e personaggi un po' meno visibili rispetto ad altri, ma altrettanto degni di attenzione e a cui Svergnini decide di dare voce.