sabato 5 novembre 2016

Fantozzi, rag. Ugo- La tragica e definitiva trilogia, di Paolo Villaggio



Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Italia, anni '60

Collegamenti con altri romanzi: comprende i romanzi:

- "Fantozzi" (1971)
- "il secondo, tragico libro di Fantozzi" (1973)
- "Fantozzi contro tutti" (1983)




Ugo Fantozzi, ragioniere impiegato presso una multinazionale, è sposato con la scialba ma affettuosa signora Pina e padre dell'orrida figlia Mariangela; al lavoro è abitudine subire vessazioni da parte di capi e colleghi, anche se ci sono l'amicizia con lo strampalato rag. Filini e la signorina Silvani, di cui Fantozzi è inutilmente invaghito.







E'proprio vero che in fatto di libri non si finisce mai di imparare! Non sapevo infatti che di Fantozzi esistessero ben tre libri (dai primi due dei quali saranno poi tratti i primi due film che daranno origine alla saga); mi ha reso edotta mia sorella che mi ha prestato questo volume contenente tutti i tre libri in questione. E mi hanno colpito varie cose.
Innanzitutto, c'è una dose di violenza piuttosto forte che nei film non è presente, per quanto Fantozxi subisca umiliazioni e venga messo costantemente alla berlina; molte volte i poveri Fantozzi e Filini vengono letteralmente pestati a sangue e loro stessi in un capitolo arrivano quasi a commettere un omicidio- giustificato in parte con l'esasperazione per le violenze subite dalla "vittima", ma che comunque suona strano a chi, come me, ha finora conosciuto questi personaggi solo al cinema.
Fantozzi stesso (ispirato a Villaggio da un suo collega quando lavorava all' Italsider)presenta più di un punto oscuro; è un buono, con picchi di poesia insospettabili (quando sogna di volare, quando si incanta a guardare il paesaggio fuori dalla finestra dell'ufficio, la tenerezza che prova nonostante tutto per la figlia Mariangela), ma sotto sotto cova delle meschinità e crudeltà che- seppure sempre represse (ed è questo il grave)- non si possono del tutto ignorare; del resto il nostro ragioniere nasce nei primi anni '70 proprio come il prototipo dell'impiegatuccio medio, con vita media insoddisfacente ma che non riesce, e non può cambiare. Un uomo privo di abilità e fortuna, costretto a chinare il capo di fronte ai colpi bassi della vita ma non privo- come già detto- di picchi di sentimento e fantasia che lo aiutano ad affrontare la magra realtà di un lavoro alienante e ripetitivo, una moglie affettuosa ma per cui non ricorda più il motivo per cui l'ha sposata, un amore platonico per la frivola collega Silvani e capi vessatori. Comico e tragico allo stesso tempo, le avventure di Fantozzi sono fondate sull'iperbole: incidenti pazzeschi, disgrazie indicibili, sfortune inenarrabili solitamente tutte in situazioni che dovrebbero essere piacevoli o anche, portare a un miglioramento della vita: vacanza a Saint Moritz o Capri, veglioni di Capodanno o feste a casa di qualche superiore, partite a tennis o ritrovi in gite aziendali...al povero ragioniere e ai suoi colleghi (gli inseparabili Filini e Fracchia, la smorfiosa Silvani, l'insopportabile Carboni) non ne viene risparmiata una, e chiaramente è quasi sempre il nostro ad avere la peggio.
Insomma, come già nei film si ride ma talvolta amaro, visto che siamo un po' tutti Fantozzi....

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