mercoledì 5 ottobre 2016

Un omicidio inutile, di Elizabeth George


Titolo originale: I, Richard

Anno di pubblicazione: 2002


E' un'antologia di cinque racconti:

- Falso obiettivo: una comitiva di turisti


- Sorprese della vita: All'approssimarsi del suo 55mo compleanno, Doug comincia nutrire dei subbi sulla fedeltà della moglie Donna  , di 30 anni più giovane. Il tentativo di fugare i dubbi non solo non avrà successo, ma si trasformerà in una vera e propria ossessione...


- Un buon confine non basta: in una piccola cittadina si stabilisce Anfysa Telegin, un'anziana donna russa che non lega con nessuno, nonostante le premure della vicina Willow. I vicini notano che nel giardino della donna ci sono alcuni ratti, ma nonostante trappole e veleni invece di dimimuire questi sembrano aumentare...

- Ricordati che ti amerò per sempre: al funerale del marito Eric, morto suicida, non si presenta nessuno della sua famiglia d'origine. Perciò la moglie Charlotte decide di mettersi in viaggio per comunicare di persona la notizia agli anziani suoceri, che non ha mai conosciuto. La scoperta che l'indirizzo fornitole dal marito è falso è solo il primo passo


- Un omicidio inutile: Malcom   , spiantata guida turistica, ha una relazione con Betsy, moglie dell'amico Bernie



Avendomi una vicina regalato un borsone pieno di gialli ne ho selezionati alcuni tra quelli che mi incuriosivano di più, e ho cominciato con questa raccolta di racconti di Elizabeth George, autrice famosa in questo campo ma che io non ho mai letto.
Nonostante non sia rimasta particolarmente colpita non posso nemmeno dire che mi abbia delusa: l'autrice scrive bene, in maniera coinvolgente e con la dovuta suspence, con personaggi ben caratterizzati e piccole vicende che talvolta si tingono di rimandi alla cronaca nera (per stessa ammissione dell'autrice il secondo racconto si ispira alla vicenda del giocatore O.J. Simpson negli anni '90), al cinema (il terzo racconto ricorda in alcune parti "Gli uccelli" di Hitchock) e alla lettura (i rimandi Shekspiriani evidentissimi e dichiarati nell'ultimo).
Personalmente il racconto che mi è piaciuto di più è stato il terzo, per le sue implicazioni psicologiche sottili non solo nel personaggio di Anfysa ma anche in quello di Willow e dei vari vicini descritti, ed anche perchè mi ha ricordato un inquietante racconto di Buzzati sempre riguardante i topi. Anche il secondo- ispirato, su dichiarazione della stessa autrice, al caso di O.J Simpson negli anni '90- non è affatto male, l'autrice è molto abile nello scavare psicologicamente all'interno del protagonista mostrando come nasce e cresce un'ossessione, fino al mirabile colpo di scena finale.
Il primo ammetto di non averlo capito granchè e dell'ultimo mi ha molto colpito la passione di Malcom per Riccardo III e la sua storia, al punto da voler scrivere un libro che narra un'avvincente teoria: secondo lui non sarebbe stato Riccardo III a far uccidere i principini nella Torre, ma qualcun'altro, a loro molto più vicino. Qualcuno di insospettabile...insomma,alla fin fine un giallo nel giallo, ben più interessante dello squallida realtà in cui si muovono i due protagonisti del giallo vero.
Per chi ama il genere comunque gradevole e interessante, sicuramente un'autrice da prvare almeno una volta.

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