domenica 2 ottobre 2016

Il tailleur grigio, di Andrea Camilleri



Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Italia, 2008




Il protagonista è un ex funzionario di banca al suo primo giorno di pensione. Da dieci anni l'uomo è sposato con Adele, una bellissima donna più giovane di 25 anni, sensuale ed elegantissima, impegnata in varie attività mondane come le donne della società bene di cui fanno parte. Da sempre il marito è consapevole che la moglie- sessualmente vorace- lo tradisce con vari uomini, ma tre lettere anonime del suo passato rimescoleranno le carte...




Se non erro, è il primo dei romanzi di Camilleri della serie "non di Vigata" (quelli pubblicati dalla Sellerio, per intenderci). Interessante come sempre, anche se devo dire che finora non è che mi abbiano colpito rispetto agli altri. Di questi romanzi mi ha colpito sopratutto l'essere incentrati su figure di "femme fatale", donne bellissime, carismatiche e quant'altro- che ricordano molto le vamp dei film anni '40- ma allo stesso tempo vere mine vaganti per coloro che le circondano, e in parte anche per sè stesse.
La capofila è proprio questa Adele, la cui presenza in un certo senso illumina (anche se in senso negativo)  il romanzo: rimasta vedova di un coetaneo a 30 anni sposa l'anonimo (letteralmente, visto che dell'uomo non viene mai pronunciato il nome) ex capo del marito, di 55 anni, vedovo da tempo e con un figlio coetaneo della matrigna: un uomo tranquillo e- appunto- anonimo, la cui vita  è finora trascorsa dentro binari regolari e che dopo qualche anno di appresta a godersi la meritata pensione.
Peccato che tre lettere anonime del passato gli riportino alla mente i dubbi che da tempo nutre sulla fedeltà della consorte: dubbi che per la verità da anni sono certezze, visto che da subito una caratteristica di Adele era risultata essere una voracità sessuale insaziabile e insostenibile per un uomo della sua età. Il marito si era così rassegnato al fatto di sapere che la moglie gli metteva le corna; un conto è però saperlo genericamente, un conto è sospettare con chi lo faccia, e sopratutto, che lo faccia con un coinvolgimento sentimentale o permettendo ad un'altro uomo di assistere al rituale della "vestizione", una consuetudine intima dei due coniugi.
Ben presto roso dalla gelosia e dal dubbio il marito si improvvisa detective e scoprirà tutti gli altarini della moglie, non solo quelli del passato ma anche quelli del presente: la donna infatti intrattiene una relazione col giovane figlio della cugina, che ospita in casa propria con la scusa di fargli risparmiare soldi per l'università. Il marito impara a districarsi tra l'intrico di scuse e bugie che Adele gli propina, ma lo sforzo causerà in lui una vera e propria ossessione, incredibile per lui stesso visto che - come sopra detto- l'infedeltà della moglie non era certo inaspettata.
Una parte importante l'avrà anche il dimesso tailleur grigio del titolo, vestito che Adele indossa poco e, a quanto pare, solo in occasioni luttuose.
Come sempre Camilleri sa tessere una tela che tiene avvinto il lettore e , assieme a personaggi piscologicamente ben caratterizzati, lo accompagna verso un finale non certo inaspettato ma comunque descritto con maestrìa. Non rimarrà tra le mie letture preferite ma sicuramente un libro che vale la pena di leggere.

Nessun commento:

Posta un commento