venerdì 23 settembre 2016

Chi ben comincia....

Ed eccoci al consueto appuntamento mensile con i migliori incipit tratti dai romanzi










"Ti ho rivisto dopo tanto tempo e ho provato disagio.
In un attimo mi è sfrecciata davanti tutta la mia vita di ragazza milanese.
I ricordi della scuola, di quell'Istituto Tecnico Commerciale "Enrico De Nicola" in cui fummo compagni di classe, a volte perfino di banco; una convivenza durata cinque anni, nove mesi l'anno tolte le vacanze, aggiunte le ricreazioni.
Le ricreazioni le ricordo perchè, sorniona e sospettosa, le studiavo, le osservavo, le vedevo strane, non le approvavo.
Sono uno dei miei più grandi rimorsi perchè capivo in cuor mio chi eri, che cosa facevi e forse anche dove volevi arrivare, però non ho mai parlato.
Nessuno di noi lo ha mai fatto, ma non per paura, per incoscienza." 


Enrica Recalcati, "La pistola sotto il banco- Lettera a un compagno di scuola diventato terrorista"

sabato 17 settembre 2016

Libri &....

Voglio condividere con voi un lavoro bellissimo e perfetto realizzato da un'artista (che purtroppo non conosco di persona, in quanto il tramite è stata una signora proprietaria di un negozio di perline dove sto imparando a realizzare bijoux e amica dell'autrice), ispirato a "Quella vita che ci manca" di Valentina D'Urbano, uno dei libri che amo di più.
E' una collanina realizzata con il fimo che riproduce il libro in questione.
I miei libri preferiti sempre con me!




domenica 11 settembre 2016

La cucina dei desideri segreti, di Darien Gree



Titolo originale: Friendship Bread

Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: USA , presumibilmente 2010


Madeline, Julia e Hannah sono tre donne con vite molto diverse fra loro che hanno in comune il fatto di vivere ad Avalon, piccola cittadina dove Madeline ha aperto una sala da tè dove vende dolci fatti in casa, dove Hannah si era trasferita qualche mese prima a seguito del marito che l'ha lasciata improvvisamente e dove Julia vive da sempre assieme al marito Mark e alla figlia Gracie.
A causa della diffusione della ricetta di un particolare dolce chiamato "pane amish dell'amicizia"- di cui la prima ad averlo ricevuto è stata Julia- il locale acquista improvvisamente fama....






I libri con tema il cibo come elemento di condivisione o che guarisce tutte le pene di questo mondo sono spesso affascinanti proprio per questo tipo di concetto: grazie al cibo la gente può fare amicizia e magari anche innamorarsi e quindi uscire dalla propria solitudine.
Questo libro non fa eccezione rispetto ad altri dello stesso filone:in una cittadina dal nome evocativo, Avalon, dove tutti si conoscono e dove si può ancora lasciare la chiave di casa sotto il tappettino senza rischi, cominciano a diffondersi strani sacchetti contenenti del lievito madre, con delle precise istruzioni su come alimentarlo e curarlo per dieci giorni, per poi usarlo per fare un dolce chiamato "pane amish dell'amicizia".La prima a trovarne uno sulla propria veranda è Julia, una donna devastata da un dolore terribile: alcuni anni prima il figlio di dieci anni è morto a causa della puntura di una vespa, e da allora la madre- nonostante la nascita di un'altra figlia pochi mesi dopo- si è chiusa in sè stessa, tagliando i legami non necessari con tutti e mettendo in crisi anche il rapporto con il marito Mark, che al contrario ha imparato a convivere con il dolore e vorrebbe voltare pagina. Inizialmente Julia accetta di preparare il dolce solo per accontentare la piccola Gracie, ma poi rimane intrigata dalla cosa e, in un momento in cui si è lasciata andare alla tentazione di fare due chiacchiere con due persone nuove, regala loro (come da regola secondo le istruzioni annesse alla ricetta) un sacchetto di lievito ciascuno. A sua volta, ogni persona che lo riceverà dovrà fare altrettanto con altre tre persone.
Così il pane dell'amicizia fa davvero nascere un'amicizia solida e profonda tra tre donne in profonda crisi: oltre a Julia, Hannah, famosa violoncellista appena lasciata dal marito che non sa cosa fare della propria vita dopo la fine del matrimonio, e Madeline, anziana e briosa proprietaria della nuova sala da tè che nasconde un grosso rimpianto dietro la propria dinamicità. Attorno a questi tre personaggi ne ruotano altri, intrecciati fra loro

giovedì 1 settembre 2016

Il ballo dell'amore, di Sabrina Jeffries


Titolo originale: Dance of Seduction

Anno di pubblicazione: 2003

Ambientazione: Inghilterra, 1819




Lady Clara Stanbourne è una nobildonna che dedica la sua vita al recupero dei giovani borsaioli di Londra, togliendo bambini e ragazzi dalla strada e dando loro modo di ricevere un'educazione e imparare un'occupazione onesta. Purtroppo l'Istituto che dirige ha bisogno di essere ristrutturato e di varie altre cose per essere a norma di legge, altrimenti rischia di essere chiuso; e Clara e sua zia Verity non versano in buone acque economicamente parlando.
Un buon matrimonio risolverebbe tutti i loro problemi, ma nel loro ambiente Clara non è particolarmente popolare visto che i suoi pensieri sono tutti concentrati sui suoi piccoli protetti; e così mentre la zia cerca di trovare il modo di avvicinarla a un noioso ma ricchissimo lord Clara deve affrontare un ennesimo problema: Morgan Pryce, l'affascinante proprietario del nuovo negozio di attrezzature per marinai, che sembra non avere problemi a ricettare roba tubata dai ragazzi di Clara...



Da tempo non mi capitava di leggere un romance che mi coinvolgesse più del necessario, che fosse un po' più che carino; stavolta me ne è capitato uno.
Non che abbia qualcosa di molto particolare rispetto ad altri del genere: abbiamo il solito archetipo due due opposti che si attraggono ma per buona parte del libro non fanno altro che battibeccare, con in più un leggero velo di mistero che aleggia attorno al protagonista, il tipico maschio tormentato ma anche "simpatica canaglia" costretta a nascondere i buoni sentimenti per dare l'apparenza dello scavezzacollo insensibile.
Però il tutto è scritto con abilità e leggerezza, caratterizzando molto bene anche i personaggi minori e  l'ambiente esterno, inevitabilmente in stile dickensiano data l'epoca in cui si svolge il racconto, ma molto piacevole per chi come me ama questo tipo di personaggi e ambientazioni.
In particolare ho trovato molto interessante il personaggio di Clara: una lady dedita all'occuparsi di piccoli spesso orfani e sfortunati, in modo da toglierli dalla strada e provare a dare loro l'affetto di una famiglia e sopratutto, una prospettiva per un futuro onesto. Tutto ciò l'allontana dalla società in cui dovrebbe essere inserita per via del suo rango, con disperazione della zia Verity (personaggio davvero molto divertente) che cerca inevitabilmente di combinarle un buon matrimonio, che tra l'altro sarebbe necessario anche per salvare l'istituto, dato che le due donne economicamente non navigano in buone acque. Consapevole di ciò Clara cerca di adeguarsi al bon ton e alle sue regole, sempre a disagio e sempre senza riuscire a rassegnarsi a un matrimonio di solo interesse; sempre, oltretutto, con il pensiero ai suoi piccoli protetti. E' un personaggio davvero molto femminile, dolce e generoso ma anche grintoso e combattivo. La storia con Morgan è divertente e non troppo scontata. 
Nel complesso l'opinione è più che positiva.