domenica 7 agosto 2016

E la chiamano estate....

Anche questa estate 2016 sta trascorrendo come tutte le altre: noiosa, monotona, insignificante....tanta, tanta solitudine.
Nulla di nuovo eh! Le mie estati non sono mai state un granchè, dall'infanzia in poi.
Nemmeno quando vivevo quella che dovrebbe essere "l'età più bella".
Da adolescente, le mie estati erano allietate da cinema, libri e tantissima musica: ricordo pomeriggi interi passati a guardare i grandi classici del cinema, sopratutto italiano, o i cosiddetti "filmetti estivi", o i "teen movie" americani degli anni '80 ("Bella in rosa", "Un compleanno da ricordare" e altri), leggendo libri che mi sono rimasti nel cuore e ascoltando tantissima musica, non solo i Beatles ma anche le hit dell'estate.
I miei amici si chiamavano Totò. Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Monica Vitti, Gianni Morandi, Little Tony, Franca Valeri,Maurizio Arena, Renato Salvatori, Marisa Allasio, Gina Lollobrigida, Cosimo Piovasco di Rondò, Viola, Rossella O'Hara e Melania, Don Camillo e Peppone, Jean Valjean, Cosette, Eponine....sì, avevo anche delle amiche vere, quattro per la precisione: ma causa un mix di mancanza di soldi, regole cretine e mancanza di mezzi propri non ci vedevamo molto, e quel poco...per poco tempo: giusto una passeggiatina ogni tanto in centro. Oltretutto loro andavano puntualmente in vacanza, io quasi mai, quindi....
E le serate passate in compagnia del Festivalbar?!
Nonostante tutto, avevo dalla mia la giovane età e l'ottimismo: sì, per ora era così, ma ero sicura che "da grande" tutto sarebbe cambiato: avrei avuto estati piene di amici, risate, sole e mare, balli, feste sulla spiaggia, gite, grigliate....sopratutto persone che mi volevano bene e mi apprezzavano. Anche perchè ovviamente sarei diventata bella e magra. tutto quello che avevano comunque molti già alla mia età.
Mi sarebbe piaciuto trovare qualche lavoretto, tanto per passare il tempo e guadagnare qualcosa: alcune mie compagne d'estat lavoravano nelle fabbriche dei loro paesi. Ma i miei genitori erano contrari e quindi nisba.
Mi sfogavo scrivendo tantissimo, racconti e pensieri:e nei racconti c'erano sempre famiglie affettuose, fratelli e sorelle molto legati, sopratutto c'era sempre l'amore.

L'ultima estate davvero bella che posso ricordare è stata quella della mia maturità, il 1998: quell'anno ero dimagrita dieci kg, avevo cambiato look, e nonostante mi aspettasse l'anno integrativo (scuola solo il pomeriggio) sentivo che ormai c'ero quasi: la mia nuova vita stava per iniziare, era già avviata! L'estate fu tranquilla e serena anche per via di questa consapevolezza.




I motivi per cui le mie "grandi speranze" non si sono mai avverate, sono qui troppo lunghi per raccontarli. Le mi estati "da adulta" sono rimaste quasi come quelle raccontate: al massimo, se ci poteva essere o meno una vacanza, dipendeva ovviamente se avevo lavorato abbastanza per potermelo permettere...la mia prima vacanza da sola l'ho fatta a 24 anni!!!!

Con gli anni però è diminuito- fin quasi a sparire- l'ottimismo e la speranza per una vita come al volevo io: le poche vacanze e viaggi che ho fatto li ho fatti da sola,per vari motivi sia economici che sociali; uscite sempre poche, anche di sera, a meno  di non andare da sola ovviamente.  Cosa che faccio da sempre, ma che adesso comincia a pesarmi tanto, perchè nel mio caso non è più sinonimo di indipendenza ma di solitudine.
Per me- che comunque ho pochi amici, pochi ma li ho- niente gite,niente grigliate, niente fuochi d'artificio il 10 agosto, niente balli, niente feste sulla spiaggia...tanta solitudine, alleviata (sempre meno con il passare del tempo) sempre e solo dai miei amici libri.
Ho due immagini fisse della mia adolescenza: la prima è di me , seduta alla portafinestra della mia camera di pomeriggio a leggere e di sera ascoltando musica col walkman, che spesso guardo il resto del mondo che vedo fuori, sognando di farne parte; ora sono ancora cosi, ma con al consapevolezza che quel sogno, come tutti gli altri è fallito. E quindi anche una giornata di sole non riesco più a vederla con gli stessi occhi. 
L'altra immagine è simile alla precedente: in quegli anni di fronte a casa mia aveva aperto una piccola gelateria con due panchine fuori. Spesso la sera vi si riuniva un gruppo di ragazzi della mia età, che rimanevano li tutto il tempo a chiacchierare e ridere; io- sempre seduta alla famosa portafinestra- li guardavo curiosa e invidiosa: rappresentavano tutto quello che in quel periodo sognavo per me. Come avrei voluto essere una di loro! 
Ora che sono adulta,dallo stessa finestra guardo la sera e vedo il negozio di kebab; non ricordo più nemmeno i volti di quei ragazzi (che del resto non è che vedessi benissimo), ma ogni  volta che guardo li mi chiedo dove saranno, cosa sono diventati, se sono ancora amici...sopratutto, se hanno una vita migliore della mia.Dentro di me, sono tra le persone a cui più ho augurato una buona vita. 
Non è buffo?

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