giovedì 11 agosto 2016

Appunti di un venditore di donne, di Giorgio Faletti




Anno di pubblicazione: 2010

Ambientazione: Milano, 1978



Bravo vive a Milano e si guadagna da vivere facendo il magnaccia per quello che oggi si chiamano "escort"; causa anche una pesante menomazione (è stato evirato anni prima) vive praticamente di notte, girando tutti i locali più noti e  frequentando la malavita senza invischiarsi troppo. I suoi rapporti si riducono all'amicizia con Daytona, altro pregiudicato, e con Lucio, il vicino di casa cieco.
Il vuoto della sua vita sembra riempirsi quando incontra Carla, una bella ragazza che stufa del suo lavoro malpagato gli chiede di farla entrare nel suo giro....





Dopo il bellissimo "Io uccido" gli altri due romanzi di Giorgio Faletti mi avevano deluso: troppo "americanizzati", troppo evidentemente scritto con un impianto da serie tv americana per essere del tutto credibili. In particolare, "Fuori da un evidente destino" non avevo nemmeno finito di leggerlo.
Per fortuna lo scrittore decise di tornare sui suoi passi e narrare di una realtà a lui più vicina: perchè la Milano narrata in questo romanzo è quella dei locali di cabaret dove il compianto attore e molti altri iniziarono la loro carriera, appena prima che si trasformasse nella famosa "Milano da bere" degli anni '80, di cui comunque c'era già un sentore molto forte. E' anche la Milano teatro delle imprese della banda della Comasina del temibile Vallanzasca e di Francis Turatello
Ecco quindi un mondo che vive di notte, e non sempre- letteralmente- alla luce del sole: non solo i locali con i cabarettisti, ma anche i malavitosi che fanno fortuna con il gioco d'azzardo, le squillo di lusso, i locali alla moda. Ma anche, un mondo in subbuglio, che sta cambiando alla svelta e in modo violento: da anni il terrorismo miete le sue vittime, e da poche settimane Aldo Moro è stato rapito dalle Brigate Rosse.
In tutto questo caos si muove il protagonista Bravo (solo alla fine scopriremo il suo vero nome), un uomo che vive facendo un "mestiere" poco simpatico ma che lui, perlomeno, svolge con una certa etica: il venditore di donne. Bravo non costringe, non picchia, non minaccia: le ragazze che lavorano per lui scelgono liberamente di prostituirsi, sono loro ad avvicinarlo e chiedergli di farle lavorare. Certo la professione è quella che è, il giudizio morale non cambia, ma capiamo subito che questo tipo di rapporto è anche una compensazione alla propria mutilazione, che lo ha praticamente mutilato anche come vita sociale e rapporti col mondo esterno: egli infatti non può più avere  rapporti normali con gli altri, nemmeno di lavoro o di amicizia. Per lui la vita si riduce tutta al piccolo appartamento in cui dorme durante il giorno e alle strade della città, amata ma al contempo vissuta solo di sfuggita di notte. Sembrerebbe un uomo senza emozioni, lucido, freddo, distante, non buono e non cattivo. Gli unici due amici che ha sono Daytona, un delinquente di terza categoria più macchietta che altro, e Lucio, il vicino cieco formidabile chitarrista con cui condivide la passione per la crittografia.
Con l'entrata in scena della bellissima Carla i già fragili equilibri si rompono: la sua presenza risvelgia nel protagonista la speranza che la vita possa riservare ancora qualcosa anche a lui. Purtroppo proseguendo con la storia capiamo che egli è solo uan pedina scelta (a sua insaputa) da altri più potenti, più crudeli, una pedina sacrificabile per scopi ritenuti "più alti" (e come sempre in questi casi, non specificati). Alla fine in questo romanzo nessuno è quello che sembra e anzi, quelli che sembrano buoni alla fine si riveleranno il peggio della società, mentre Bravo si scoprirà molto migliore di quanto egli stesso credeva.
Alla fine tutto cadrà in niente, come sempre n questi casi, lasciando uan sensazione di vuoto e disgusto per tutti i crimini commessi e le vite spezzate per nulla.
Seppure con qualche buco qua e là il romanzo fila e si lascia leggere, nonostante appaia poco credibile- sopratutto in determinati momenti- che tutti i personaggi sappiano sempre esattamente ciò che devono fare. Ma rispetto ai precedenti è un grande passo avanti....o forse, un ritorno a migliori origini.




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