mercoledì 20 luglio 2016

Biglietto, signorina!, di Andrea Vitali



Anno di pubblicazione: 2014

Ambientazione: Bellano/Varenna, 1949



Il capotreno Ermete Licuti trova sul treno per Bellano una bellissima ragazza che non parla italiano ed è senza biglietto; dato che nè lui nè il capostazione riescono a capire chi sia, da dove venga e dove vada, chiamano i carabinieri i quali con grande pazienza riescono a ricostruire qualcosa: la giovane si chiama Marta Bisovich, viene da Trieste e vuole andare a Bellano da un certo dottore "Nonimporta" di sua conoscenza.
I militi accompagnano quindi la giovane nel comune di Bellano, dove finalmente trovano il famoso dottore "Nonimporta", in realtà il vicesindaco Torelli, per il quale la giovane Marta rappresenta un pericoloso scheletro nell'armadio; per questo accetta di aiutarla spacciandola per una povera profuga parente della moglie Mercede, ma i risultati saranno imprevedibili....



Come l'Andrea del Sud, anche quello del Nord raramente delude, e anche questo suo romanzo è estremamente godibile, sopratutto perchè non scontato, fino alla fine.
La vicenda, ambientata come sempre a Bellano e dintorni, inizia nell'immediato dopoguerra, quando le sorti dell'Italia cominciano un po' a risollevarsi, anche se le tragedie connesse al conflitto e alla dittatura sono ancora dietro l'angolo: abbiamo così il reduce che vive come un vagabondo, il prete che ha rischiato grosso aiutando ebrei e partigiani, e quella che  il personaggio fondamentale della storia, Marta: giovane donna per gran parte del tempo misteriosa, la cui storia e il cui carattere vengono fuori man mano durante il racconto, che catalizza tutta l'attenzione per il suo fascino e l sua avvenenza, le armi con cui cercherà di ricostruirsi una vita ad ogni costo.
Devo ammettere che, nonostante tutto, ho provato pena per lei quando viene svelata per intero la sua storia; in fondo è anch'essa una vittima della crudeltà e della violenza che ogni guerra porta inevitabilmente con sè. Comprensibile quindi il suo desiderio di riscatto, la sua rabbia, la voglia di avere qualcosa di propri...e anche, purtroppo la sua freddezza e crudeltà; e finchè erano rivolte verso il vicesindaco perfetto, ma quando se l'è presa con persone che nulla c'entravano e non le avevano fatto nulla, ha comunque sbagliato.
Marta, uan figura di donna sfuggente che rimane comunque sullo sfondo: i personaggi veri sono altri. Il viscido vicensindaco Amedeo Torelli, il prete che cerca di aiutare tutti, il vagabondo che si trova sempre al posto giusto al momento giusto, la famiglia Santommaso; come sempre le vicende di tutti questi personaggi si intrecciano in un mosaico dove ogni filo tirato porterà alla conclusione, ma devo dire che accanto alla solita ironia che contraddistingue la narrazione di Vitali, in questo romanzo ho trovato anche molta sofferenza rispetto agli altri: oltre a Marta, Elpidio, Emma, Filiberto, in fondo anche il Bisonch...tanta sofferenza e tanta solitudine, apparentemente ineluttabili. Nel caso di Filiberto la cosa è però mitigata dalla descrizione della sua breve vacanza adolescenziale, breve parentesi in cui Vitali sa ben cogliere sentimenti e sfumature della gioventù.
Come sempre un autore che vale la pena di leggere.







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