giovedì 10 marzo 2016

Shining, di Stephen King



Titolo originale: The Shining

Anno di pubblicazione: 1977

Ambientazione: Colorado, 1975


Jack Torrance viene assunto come guardiano invernale presso l'Overlook Hotel, un grande albergo situato sulle montagne del Colorado  a 65 km dal più vicino centro abitato, e vi si trasferisce assieme alla moglie Wendy ed al figlio Danny.
Jack è un ex insegnante che ha perso da poco il posto per aver picchiato uno studente con cui aveva avuto dei dissapori; date le circostanze, l'uomo è costretto ad accettare questo lavoro per poter provvedere alla famiglia. Sia lui che la moglie sperano però che questo periodo in cui vivranno isolati da tutti possa riportare la serenità in famiglia, consentendo all'uomo anche di finire la commedia su cui da tempo sta lavorando e intraprendere l'attività di scrittore.
Peccato però che l'albergo (che sembra dotato di vita propria e al cui interno in passato sono accaduti fatti terribili) capisca che il piccolo Danny è dotato dello "shine", un potere extrasensoriale che gli consente di vedere fatti già accaduti o che accadranno in futuro, e che decida di appropriarsene per ampliare il proprio potere, passando però per il debole padre...






Chi si approccia a questo libro pensando all'omonimo capolavoro diretto da Stanley Kubrick nel 1980 lasci perdere: come spesso succede, sono due cose totalmente diverse.
Il film infatti si concentra più sulla parte horror della storia, amplificandola, ma il libro invece si concentra sui tormenti interiori dei personaggi, sulla complessità dei loro rapporti interpersonali (padre- figlio, marito- moglie, figlio-genitori ecc).
Stephen King è diventato famoso come scrittore di romanzi horror, ma a dire la verità trovo che ciò non sia del tutto giusto: la vena horror c'è sicuramente, ma trovo che la sua abilità maggiore come autore stia nel saper descrivere l'animo e la psicologia umani, le sfumature dei sentimenti e dei rapporti tra i personaggi.
Questa storia non fa eccezione. Il protagonista, Jack, è un uomo tormentato: figlio di un padre alcolizzato che picchiava la moglie, si è distaccato dalla famiglia di origine studiando e diventando insegnante, ma a un certo punto non solo è caduto anch'egli nel tunnel dell'alcol, ma ha pure perso il posto a scuola dopo aver picchiato uno studente. Consapevole egli stesso della sua natura tendente alla violenza che non gli permette di essere la persona che desidera e che ostacola tutti i suoi progetti, esce da solo dalla dipendenza e accetta un lavoro trovatogli da un amico come guardiano invernale presso hotel sulle montagne del Colorado; lavoro accettato molto di malavoglia ma senza il quale la famiglia sarebbe al verde. E dato che già il matrimonio aveva rischiato grosso a causa dell'alcolismo, meglio non rischiare.
Il personaggio centrale dell'azione è però Danny, il bambino di cinque anni dotato della "shine", all'insaputa dei genitori che invece pensano sia soggetto a chissà quali strane crisi, e che ancora non sa dirigere troppo bene il suo potere, tanto che ha un amico immaginario di nome tony che compare nei momenti in cui compare anche il potere; per fortuna l'unico a conoscere questo suo segreto è solo il signro Halloran, il cuoco dell'hotel conosciuto l'ultimo giorno ma anch'egli in possesso del potere, e che si rivelerà fondamentale nella parte finale. Danny percepisce tutto, è il primo a percepire presenze negative  nell'albergo e fatti terribili avvenuti nel corso degli anni (per fortuna spiegati in maniera esauriente nel romanzo, al contrario del film), e forse proprio per questo riuscirà a combatterli e ad opporsi, mentre il padre verrà inesorabilmente risucchiato delle presenze negative, che si appropriano della sua anima per cercare di giungere al figlio.
Sarebbe molto complesso cercare di sviscerare di più gli argomenti, dato che mano mano si prosegue nella lettura ci si addentra dentro l'animo e i pensieri dei personaggi: è un continuo alternarsi di  immagini a pensieri, verità e bugie che si susseguono e si mischiano in un insieme intricato di fili, il tutto mentre l'azione si svolge con un ritmo crescente e sempre più incalzante fino al tragico finale, che comunque risulterà catartico visto che ogni cosa tornerà al suo posto, anche se non più come prima.
Fama meritatissima quindi....


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