giovedì 17 marzo 2016

Il sindaco pescatore, di Dario Vassallo


Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: Cilento, dal 1998 al 2010





1998: Angelo Vassallo è un pescatore che vive felicemente con la moglie e i figli Antonio e Giusy, ma mal sopporta la situazione di degrado e di incuria in cui il paese è sprofondato nel corso degli anni a causa di piccoli e grandi scorrettezze. Decide così di candidarsi sindaco con un programma molto semplice: guardare al passato e recuperare usanze e valori che un tempo portavano benessere.
Viene eletto per ben tre  mandati, e riuscirà a trasformare Pollica in un paese modello, meta turistica riconosciuta addirittura in Europa, diffondendo la cultura della legalità e del rispetto per l'ambiente.
Purtroppo, non a tutti il "sindaco pescatore" e la sua opera di rinnovamento va a genio;
 assieme ai tantissimi ammiratori, Angelo Vassallo ha anche dei nemici nascosti, che la sera del 5 settembre 2010 lo uccideranno con sette colpi di pistola....



Come scritto nel sottotitolo, Angelo Vassallo è stato un vero "eroe del Sud", partito dal nulla ma con tanta tenacia, volontà, impegno e sacrificio ha dimostrato che qualcosa per migliorare la situazione italiana, anche partendo da un piccolo comune, si può fare. Certo, bisogna sradicare certe mentalità gattopardesche, in Italia purtroppo cementificate ormai da secoli; bisogna snellire la burocrazia ed essere disposti a rischiare in prima persona, sopratutto stando sul territorio e non chiusi in un ufficio. Sopratutto, bisogna accettare una certa solitudine che è resa più grave dal fatto di venire spesso abbandonati dallo Stato, che è quello che invece dovrebbe stare dalla tua parte.

Dario Vassallo ripercorre in questo libro la vita del fratello Angelo, sindaco di Acciaroli dal 1998 al 2010, quando fu ucciso nella sua auto da gente non ancora identificata; una persona semplice, con una vita qualunque, ma una solidità morale non comune; nel libro tanti i piccoli episodi riportati a riguardo (quando diede una regolata ai dipendenti pubblici che andavano e venivano come volevano, quando si diede da fare di persone per restituire i soldi versati da un commerciante per sbaglio sul conto corrente del comune.quando rifiutò i buoni benzina per milioni offertigli da un benzinaio per una concessione facendolo scappare a gambe levate), che delineano una personalità battagliera e capace di pacificazione a seconda della situazione e del bisogno, una persona in grado di ascoltare e prendere decisioni anche impopolari. Ma che così facendo ha saputo portare al massimo livello il proprio territorio.
Una persona da scoprire e da prendere come esempio, che per molti aspetti mi ha ricordato Bruno Boni, sindaco di Brescia per trent'anni e ancora oggi molto amato e ricordato.

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