lunedì 29 febbraio 2016

La citazione

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.. perché la lettura è un’immortalità all’indietro."



Umberto Eco

sabato 27 febbraio 2016

L'amante di Lady Sophia, di Lisa Kleypas



Titolo originale: Lady Sophia's lover

Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Londra, 1830


Collegamenti con altri romanzi: è il secondo romanzo della serie "Gli agenti di Bow Street", così composta:

- Ti amerò per sempre (2006 )
- L'amante di Lady Sophia (2008 );
- Amore ad ogni costo (2008 )




Lady Sophia Sidney è rimasta orfana da piccola e ,assieme al fratello John, è stata affidata ad una lontana parente dopo che la famiglia era caduta in disgrazia. Da ragazzo il fratello, frequentando brutte compagnie, aveva finito per commettere dei reati per cui era stato condannato alla colonia penale, ma era morto a causa dell'affondamento della nave che avrebbe dovuto condurlo sul luogo di pena.
Per vendicarsi di Sir Ross Cannon, il  giudice che aveva condannato il fratello senza rimorso per la giovanissima età e i crimini tutto sommato non gravi, la giovane donna decide d farsi assumere in casa sua come assistente e cercherà di irretirlo in tutti i modi, per avere la possibilità di provocare un pubblico scandalo che rovinerebbe l'immagine e la carriera dell'integerrimo magistrato. Ma stando a contatto con lui Sophia scopre che l'uomo che odia è totalmente diverso da come credeva....


Uno dei grandi successi di Lisa Kleypas è questo "l'amante di Lady Sophia", bel romance che,seppur mantenendosi all'interno dei canoni narrativi di questo genere, si diversifica per le personalità più complesse di personaggi e ambientazioni, oltre ad utilizzare una componente fortemente erotica (e questo di per sè non è che sia un elemento di novità assoluta, non essendo pochi i romance che lo fanno).
Si Ross Cannon è un gentiluomo, giudice integerrimo e capo degli agenti di Bow Street dediti a combattere il crimine che affligge le strade di Londra; vedovo da cinque anni è soprannominato "il monaco" proprio per la sua assoluta e totale dedizione al lavoro e al ricordo della defunta moglie. Dato che il lavoro aumenta ha bisogno di una segretaria, e la individua in Sophia Sidney, una giovane che si presenta perchè ha bisogno di un lavoro ed è cosi disposta pure a fare la governante di casa.
Certo, diciamo che da subito possiamo intuire che cosa accadrà tra i due protagonisti, che tra l'altro sono piuttosto scontati sotto certi punti di vista: lui è il tipico maschio alfa presente in molti di questi romanzi, che dopo aver incontrato l'eroina getta nel dimenticatoio la fino ad allora compianta moglie, visto che non regge al paragone con la seducente segretaria che ha assunto e per cui prova subito attrazione. 
Lei invece è la tipica eroina con tormentata e con passato tragico, il cui unico scopo nella vita è vendicare l'amato fratello, e per far ciò è disposta a tutto, anche a sedurre l'uomo che lei ritiene la causa delle sue disgrazie; salvo poi ripensarci pian piano una volta che impara a conoscerlo.
Ma a parte questo il romanzo è veramente piacevole, ricostruisce molto bene l'atmosfera della Londra dell'epoca sopratutto nei sobborghi e nelle periferie, ed inoltre contiene una notevole parte gialla che riguarda Nick Gentry il personaggio sicuramente più riuscito del romanzo: ambiguo "gangster ante litteram", criminale a cui vengono attribuiti un numero incalcolabile di reati e delitti, nemico accerrimo di Sir Ross....e che piano piano scopriremo essere tutt'altro, e la sua vera identità personalmente è stata una sorpresa.
Anche la storia d'amore tra i due protagonisti è comunque gradevole e priva di sdolcinature e leziosità, una storia matura tra due persone mature.
Successo meritato quindi....










giovedì 25 febbraio 2016

Stoner, di John Williams




Anno di pubblicazione: 1965

Ambientazione: dal 1890 al 1954




William Stoner,figlio di poveri contadini del Missouri, grazie ai sacrifici dei genitori riesce a compire gli studi superiori e si iscrive alla Facoltà di Agraria di Columbia. Durante gli anni di studio si appassiona al corso di letteratura inglese a tal punto da cambiare corso di studi, laureandosi in Lettere.
Dopo gli studi inizia una carriera come professore universitario nella stessa università dove ha compiuti gli studi; nel frattempo si sposa con Edith e ha una figlia, Grace.
La sua vita e la sua carriera scorrono in modo molto piatto e banale, ciononostante come dice Valentina D'Urbano "Anche l'ultimo dei poveracci ha una sua storia"....




Dalla trama, una storia anonima di un uomo qualunque: un uomo si laurea dopo grandi sacrifici, si sposa, diventa professore universitario nella stessa università in cui ha studiato, ha una figlia, problemi sul lavoro, per un breve periodo un amante, dopo molti anni va in pensione, si ammala e muore. Fine.
Ma, come dice la quarta di copertina, John Williams trasforma questa banale vita in un racconto commovente, e forse il suo merito principale è proprio quello di mostrarci i sentimenti, le gioie, le paure, le sconfitte e i desideri di una persona come tante; non solo come tante della sua epoca, ma probabilmente come tanti ce ne sono sempre stati e come ce ne sono tutt'oggi: verrebbe da dire, "uno di noi", senza particolari qualità o eccellenze, senza una storia particolarmente emozionante alle spalle...eppure, proprio per questo, profondamente emozionante e vero.
William Stoner è figlio di poveri contadini: conosce sin da piccolo la durezza della vita, non temperata da dolcezze familiari in quanto i genitori sono contadini provati dalla fatica di vivere, privi di qualsiasi tenerezza; i genitori stessi però allontanano consapevolmente il figlio adulto- probabilmente per cercare di donargli un futuro migliore- facendolo studiare fino alle superiori e spingendolo poi ad iscriversi ad alla facoltà di agraria. Dopo i primi tempi di studio senza particolare interesse,  il giovane conoscerà un professore che per lui sarà fondamentale, in quanto gli farà scoprire il suo vero amore e la sua vera vocazione: la letteratura inglese antica.
Mentre tutto attorno a lui cambia con velocità vorticosa (siamo ormai durante la prima guerra mondiale), William per sua stessa ammissione vede pianificato un tranquillo futuro come insegnante nella stessa università in cui ha studiato, e dove rimarrà tutta la vita.
E' un uomo dall'indole mite e rassegnata, non troppo coraggioso ma intellettualmente onesto, che compie scelte sbagliate (il matrimonio con l'algida e problematica Edith, figura che avrebbe a mio avviso meritato un poco più di approfondimento, il non insistere per arginare le pressioni fatte dalla moglie sulla figlia invece di ascoltarla e capirla veramente, il non aver saputo osare di più nemmeno con sè stesso) ma che dentro di sè è mosso da grandi desideri e perfino da passioni, che però per gran parte della sua vita non riesce ad esternare.
E non siamo un po' tutti così, in fondo?
Lo stile è scorrevole e l'autore abile nel guardare dentro i propri personaggi, scoprendone punti deboli e non , in una grande "commedia umana" che spesso dà una forte impressione di ineluttabilità; qualche volta fa venire voglia di prendere William per le spalle e dargli una bella scrollata, o di dire a Edith "guarda che tuo marito è con te, stagli vicino, stai dalla sua parte qualche volta!", ma purtroppo non si può fare altro che lasciare fare a loro, seguire fatalmente il corso degli eventi, di cui i personaggi stessi spesso appaiono in balìa, anche se a onor del vero William qualche volta prova a ribellarsi (come quando vorrebbe andarsene dall'università ben sapendo che il rettore l'ha preso in antipatia). Ma poi tutto va come deve andare....fino alla fine.
Sì, un romanzo a suo modo emozionante, forse anche perchè un po' rispecchia le vite di tutti noi.

domenica 21 febbraio 2016

Umberto Eco

E' morto a Milano a 84 anni lo scrittore Umberto Eco,uno degli autori italiani più famosi nel mondo anche grazie al best seller "Il nome della rosa"
ERa nato ad Alessandria nel 1932 e oltre che scrittore è stato anche saggista, filosofo, autore televisivo e semiologo.
Dopo la laurea in filosofia all'Università di Torino nel 1954, portò avanti lo studio della filosofia e cultura medievali, argomenti per lui di primcipale interesse e che influenzeranno gran parte del suo lavoro come autore; nel 1956 pubblicò il suo primo libro, "Il problema estetico in San Tommaso".
Nel 1954 oltre a lurearsi vinse un concorso in Rai come funzionario televisivo: assieme ad altri fu incaricato di svecchiare" i programmi tv per avvicinarsi al pubblico giovanile; nel 1961, dopo aver abbandonato la Tv, ispirandosi alla sua esperienza lavorativa scrisse uno dei suoi saggi più celebri, "Fenomenologia di Mike Bongiorno", in cui analizzava il modo in cui la tv (rappresentata dal celebre presentatore) aveva influenzato la cultura degli italiani e il loro modo di vivere.
Nel 1961 iniziò la sua carriera come professore universitario, venendo nominato professore ordinario all'Università di Bologna nel 1975: nel corso della sua carriera in ambito universitario ha insegnato anche in varie università americane ed europee,
Sono davvero tantissime le sue opere, a tutti i livelli (saggi, pubblivazioni universitarie ecc), e grandissimo il suo lavoro in Italia e all'estero, diventerebbe perciò un po' lungo e noioso provare a ricordare tutto  in un post senza dimenticare nulla: consiglio quindi di leggere la sua pagina su Wikipedia.
Mi limito qui a ricorda il suo primo (e più celebre) romanzo "Il nome della rosa (1980), diventato in breve tempo un best seller di pubblico e critica a livello mondiale; il successivo "Il pendolo di Focault" (1988), di minore successo rispetto al precedente, a cui seguiranno "L'isola del giorno prima" (1994), "BAudolino"(2000), "La misteriosa fiamma della Regina Loana" (2004), e "Il cimitero di Praga" (2010), tutti pubblicati dalla casa editrice Bompiani di cui Eco nei primi anni '60 fu codirettore. Nel 1955 fu tra i fondatori de "L'Espresso",e come giornalista ha collaborato nel corso degli anni con i principali giornali italiani. 
Unica pecca (ed io non posso ignorarla): essere stato tra coloro che nel 1971 firmarono l'appello contro il commissario Calabresi appoggiando Lotta Continua, appello che contribuì notevolmente al linciaggio morale a cui il poveretto fu sottoposto in vita, e che portò poi nel 1972 all'uccisione del commisario da parte di alcuni membri dell'organizzazione. Purtroppo anche i grandi fanno degli scivoloni, anche molto molto brutti, come in questo caso.....


sabato 20 febbraio 2016

Harper Lee

Dopo una serie di lutti cinematografici, anche il mondo della letteratura subisce una grossa perdita: è morta a 90 anni Harper Lee, l'autrice de "Il buio oltre la siepe".
Nata a Monroeville (la stessa cittadina in cui ha vissuto ed è morta) nel 1926, il suo vero nome era Nelle Harper Lee ed era figlia di un avvocato  della Corte legislativa Statale dell'Alabama .Dopo il diploma si iscrisse alla Facoltà di legge dato che era desiderio della famiglia che seguisse le orme del padre, ma dopo solo un anno la giovane Harper capì che la sua vera strada era lo scrivere e decise di trasferirsi a New York per inseguire il suo sogni di diventare scrittrice.
Per diversi anni lavorò in quella città, dove ritrovò l'amico d'infanzia Truman Capote, anch'egli astro nascente della letteratura; finalmente nel 1960 riuscì a pubblicare il suo primo romanzo "Il buio oltre la siepe", rimasto il suo capolavoro e per il quale vinse il premio Pulitzer.
Dopo lo straordinario successo mondiale dovuto al romanzo, l'autrice si dedicò alla scrittura solo privatamente, scrivendo pochissimi altri libri o racconti pubblicati al grande pubblico.
Nel 2015 però uscì "Và, metti una sentinella", seguito de "Il Buio oltre la siepe"; nel 2007 l'autrice aveva ricevuto dal presidente George W. Bush la "medaglia presidenziale per la libertà", con la motivazione " "Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre".







martedì 16 febbraio 2016

Chi ben comincia....

Eccoci di nuovo al consueto appuntamento mensile con gli incipit tratti dai romanzi:








"Sono in Italia da quarantotto ore e già vivo sotto di te, fratello. Non perchè sia un uomo braccato, figurati, sai che gli svirgola a questi di Folla Giacomo, latitante. Come Castelli ne fa un'altra, sarebbero capaci di rifare Previti ministro della Gistizia, Vuoi che uno evaso da Alcatraz non l'eleggerebbero al volo presidente del CSM? No, Hermano mio, il mio cuore ticchetta sotto i tuoi piedi,  come la coscienza sporca collettiva.
Ho trovato un Paese rovesciato. Di sopra si gela, ma tutti i telegiornali a parlare quasi esclusivamente di caldo. Invece si rabbrividisce, nell'Italia di sopra, di giustizia e di senso dello Stato, di passioni sottozero e di valori comuni traditi. si gela per un'assoluta mancanza di umanità.
Ho ritrovato una patria senza tenerezza nè rabbia, sono atterrato in un'Italia di zombie trionfanti, di bestie con la terza elementare che dettano legge su una folla dagli occhi bassi, un po' omertosa, assai inguaiata e sopratutto demotivata politicamente. "


Diego Cugia, da "Jack Folla- Lettere dal silenzio"

sabato 13 febbraio 2016

Libri &.....

Versione letteraria VS versione cinematografica del "il Fasciocomunista" di Antonio Pennacchi, da cui nel 2007 il regista Daniele Lucchetti ha tratto il film "Mio fratello è figlio unico".

Graficamente, vince il manifesto della versione cinematografica, basato sul mettere in risalto gli sguardi dei due fratelli protagonisti; mentre la copertina del romanzo non è granchè e( come spesso accade) non si capisce cosa c'entri, a meno di non identificare nell'omino che fugge il protagonista, Accio Benassi.
Come contenuto, è uno dei rari casi in cui il film è meglio del libro; oltre a cambiare la trama e renderla un attimino più interessante, il merito principale del regista sta nell'aver fatto piazza pulita di una marea di personaggi inutili, sopratutto all'interno della famiglia Benassi: dato che la storia si incentra solamente su tre dei fratelli, qui tre sono stati tenuti, eliminando tutti gli altri che affollano il romanzo ma sono pressochè inutili. Elio Germano e Riccardo Scamarcio poi sono perfetti. Un po'scialba la Violetta di Alba Rorwarcher.



martedì 9 febbraio 2016

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini, di Rick Riordan




Titolo originale: Percy Jackson and the Olympians: The Lighting Thief

Anno di pubblicazione: 2005

Ambientazione: New York, primi anni 2000

Collegamenti con altri romanzi: E' il primo romanzo della serie "Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo", composta da:

- Il ladro di fulmini;
-Il mare dei mostri;
- La maledizione del Titano;
- La battaglia del labirinto;
- Lo scontro finale.

Libri supplementari:

-Il libro segreto;
-Mezzosangue e mostri;
-L'ultima guida





Il dodicenne Percy Jackson ha parecchi problemi: è iperattivo, dislessico, ha cambiato sei scuole in sei anni e da quasi tutte è stato espulso per guai combinati egli stesso non sa come.
Durante un week end al mare assieme alla madre vengono attaccati da dei mostri e devono scappare, raggiunti da Grover, il migliore amico di Percy, il quale scorta il ragazzo all'interno di un misterioso "Campo mezzosangue" dove i figli degli Dei dell'Olimpo vivono e vengono addestrati e protetti da tutti coloro che attentano alla loro vita.
Perchè Percy in realtà è figlio di Poseidone, Dio del mare, e al campo troverà altri mezzosangue come lui con cui stringerà amicizia e inizierà una nuova vita; ma quando viene accusato di aver rubato la Folgore di Zeus ottiene dal centauro Chirone la sua prima missione: dimostrare che non è stato lui e scoprire il vero colpevole....



Dopo una serie di ciofeche letterarie ho deciso di buttarmi su qualcosa di più leggero e piacevole, la letteratura per ragazzi: nella fattispecie ricordavo di aver visto i due film tratti da questa serie che si basa molto sulla mitologia greca, quindi la scelta non è stata casuale.
Devo dire che non ne sono rimasta delusa: a parte la pacchianata di far trasferire gli Dei dell'antica Grecia con tutto l'Olimpo nei soliti USA, il romanzo mi ha incuriosito e divertito, è scritto in modo semplice e mescola in maniera efficace elementi umani con elementi divini; certo le speigazioni di alcuni fenomeni presenti nel libro sono un po' strampalate , ma d'altronde da un fantasy non è che si possa pretendere totale aderenza con la realtà.
Apprendiamo quindi che, sopo la Seconda Guerra Mondiale, i tre dei principali- Zeus, Ade e Poseidone- hanno stretto un patto : per evitare che i loro figli mortali, sempre più potenti, arrivassero a scatenare battaglie ancora più pericolose, d'ora in poi avrebbero evitato di fare ciò che hanno fatto per millenni, ovvero divertirsi con umani e farci dei figli, semidei ed eroi. Peccato che, conoscendo l'abitudine degli dei greci a farne di ogni, nessuno di loro abbia rispettato il patto (ovviamente all'insaputa degli altri), e così ecco l'America popolata di giovanissimi semidei che non solo non sanno di esserlo, ma sono pure in costante pericolo visto che i mostri della mitologia in versione moderna (Furie in versione professoresse di matematica, Parche in versione vecchiette che sferuzzano, Medusa in versione scultrice ecc) attentano costantemente alla loro vita.
E' ciò che succede anche all'ignaro Percy, che una volta arrivato al campo dei Mezzosangue e conosciuta tutta la storia, incontra e fa amicizia con altri ragazzi come lui: Annabeth (figlia di Atena), Luke (figlio di Ermes), Clarisse (figlia di Ares) e altri, tutti ragazzi che nel mondo hanno avuto vita non facile, che spesso provengono da famiglia disagiate e accomunati da difficoltà scolastiche di non poco conto, sopratutto iperatittività (in realtà, riflessi di battaglia) e dislessia (in realtà, il loro cervello è impostato per leggere il greco antico); tutte eredità del genitore divino, quindi.
A Percy e ai suoi amici Annabeth e Grover sarà affidata un'impresa che nessuno aveva mai tentato prima, recuperare la Folgore di Zeus del cui furto è stato accusato- innocente- proprio Percy; tutto ciò causerà una serie di avventure e scontri in cui uscirà un po' di tutto, amicizia, coraggio, valore, e anche purtroppo un brutto tradimento da parte di un amico.
Insomma tutte cose che si ritrovano nelle varie saghe per ragazzi, a partire da quella di Harry Potter; però a differenza della più celebre serie scritta da Joanne K. Rowling, questa mi ha incuriosito abbastanza per decidere di continuare nella lettura....


giovedì 4 febbraio 2016

Carabinieri nel cinema, di Autori Vari



Anno di pubblicazione: 2003







L'Arma dei Carabinieri, da sempre uno dei corpi armati più amati in Italia, ha avuto delle rappresentazioni rimaste nell'immaginario collettivo sia al cinema che in Tv; questo volume, edito appunto dall'Arma (non si trova in  libreria!), ripercorre la "carriera" cinematografica della figura del carabiniere. In un'altro volume invece si tratta dei "Carabinieri in TV".
E' un volume molto curato  sia esteticamente(confezione deluxe, foto grandi e belle, custodia )che come contenuti: vengono trattati infatti i film sui carabinieri fin dal principio, dall'epoca del muto, passando poi per grandi opere importanti e anche film minori ma comunque significativi; si arriva però solo fino al 2001 (anno di pubblicazione del volume).
A quanto sembra, il primissimo film con protagonista un carabiniere si intitolava "Briganti in Sardegna" (1905), di cui è rimasto solo il manifesto, mentre ancora esistente è "Il cuore più forte del dovere" (1907): in questi primi film la figura del carabiniere è ancora tra l'idealizzato e l'ingessato, ma comunque sempre presente nella società italiana come punto di riferimento importante.
Ma sarà a partire dal periodo d'oro del cinema italiani, gli anni '50 che la figura del carabiniere comincerà ad acquisire più spessore nel cinema fino a diventare addirittura protagonista, e non solo di storie drammatiche: come dimenticare il maresciallo Carotenuto interpretato da Vittorio DE Sica nella serie "Pane amore e fantasia"? O Totò in varie versione di carabiniere come "I due marescialli" o "Totò e Carolina", dove la maschera comica lascia spazio anche a momenti seri?
Il libro è una carellata completa di film con personaggi in divisa, anche minori, e la parte più ghiotta sono sicuramente le ottime fotografie che illustrano il volume (dalla confezione elegante e quindi non proprio economico, però vale il suo prezzo); l'analisi del testo ripercorre in modo completo la filmografia sui carabinieri, non trascurando figure minori e particolari, anche se il volume arriva solo fino ai primi anni duemila.
Tra i vari titoli analizzati, "Il giorno della civetta", "Salvo D'Acquisto", "Le mani sulla città", "Cento giorni a Palermo", "I due carabinieri","Il ladro di bambini", "Ormai è fatta!", "La mia generazione" e molti altri.
Conclude il tutto alcune interviste esclusive ai più importanti attori e registi di questi film: Carlo Verdone, Franco Nero,Claudia Cardinale, Gianni Amelio e altri.
Non solo un bel e meritato omaggio all'Arma, ma anche un interessante spaccato del cinema italiano.