mercoledì 13 gennaio 2016

Un incantevole aprile, di Elizabeth Von Arnim


Titolo originale: An Enchanted April

Anno di pubblicazione: 1923

Ambientazione: Inghilterra/Italia, 1920



Mrs Wilkins e Mrs Aburthnot, due donne di modesta estrazione sociale conosciutesi da poco, per sfuggire ai rispettivi infelici matrimoni decidono di rispondere ad un annuncio letto su un giornale, in cui si affitta per tutto il mese di aprile un castello in Italia. Non essendo ricche e potendo contare solo sui propri risicati risparmi, decidono di estendere l'invito ad altre due donne: è così che alla vacanza si aggiungono Lady Caroline, giovane donna solitaria, e Mrs Fisher, anziana benestante fermamente ancorata ai propri principi e alle proprie convinzioni.
La bellezza del luogo farà magie nella vita di ognuna delle quattro...




Un romanzo delicato e tenue come il glicine cui spesso fa riferimento l'autrice (la storia è tra l'altro in parte ispirata a una sua esperienza personale), che narra una storia tutta al femminile di emancipazione e riscatto, anche se forse non nel senso in cui comunemente intenderemmo una storia di questo tipo.
Non vi sono grandi azioni o cambiamenti eclatanti nella vita delle quattro protagoniste, che non diventeranno le migliori amiche, non divorzieranno dai mariti mettendosi a lavorare per mantenersi da sole, non troveranno il grande amore, non decideranno di rimanere in Italia. Ma cambieranno internamente, trovando il loro equilibrio interiore, uscendo dal torpore che attanagliava le loro vite e aprendosi alla vita, all'amore, al prossimo.
In fondo, più cambiamento radicale di così!
L'autrice (che per la storia si ispirò a una vicenda da lei realmente vissuta durante un suo soggiorno italiano) utilizza il tema del viaggio "fisico" come parallelo di un viaggio interiore molto più profondo e difficile, tema non certo nuovo in letteratura ma qui sviscerato cogliendo varie sfumature di come esso si svolge per ognuna delle quattro protagoniste.
Essenzialmente sono quattro donne che per motivi differenti sentono il bisogno di fuggire per un po' dalla loro vita e dalla loro quotidianità: Lotty e Rose da due matrimoni in crisi, il primo soffocante e sminuente, il secondo sbiadito dietro  un grosso dolore e varie incomprensioni; Lady Caroline da una vita vacua segnata anch'essa da un grande dolore e sopratutto dal fastidio di vedersi sempre adorata e compiaciuta e Mrs Fisher, chiusa nei suoi rigidi principi e nella convinzione (propria di tutti gli anziani) che i giovani sappiano molto meno di loro e che i tempi moderni scompaiano davanti allo splendore dei tempi passati. Cosa che in realtà racchiude una grande solitudine, la solitudine di una donna anziana le cui persone care ormai sono quais tutte defunte e che non ha avuto nemmeno la consolazione di poter avere figli.
Arrivate in Italia ognuna di loro comincerà il proprio percorso, che l'autrice descrive alternando momenti intensi e  profondi a momenti umoristici, il tutto con tono leggero e a tratti poetico.
Certo, a volte- causa vita personale- sono stata presa dal dubbio che in un mese si possano risolvere problemi di anni, ma a volte la vita è davvero imprevedibile....






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