sabato 12 dicembre 2015

La rabbia e l'orgoglio, di Oriana Fallaci



Anno di pubblicazione: 2001


Collegamenti con altri libri: è il primo libro de "La trilogia di Oriana Fallaci", composta da:

- La rabbia e l'orgoglio (2001 );
- La forza della ragione (2004 );
- L'Apocalisse (2004 ).



Dopo l'11 settembre 2001, Oriana Fallaci (Da anni residente a New York e come molti, scossa dai terribili avvenimenti di quei giorni) rompe il silenzio che teneva da anni scrivendo un lunghissimo articolo pubblicato dapprima sul "Corriere della Sera" in versione ridotta, e poi diventato libro nella sua versione integrale.
E' forte atto d'accusa contro una cultura- quella islamica- accusata di essere retrograda e proibizionista, ma anche contro la cultura occidentale troppo debole per fronteggiarla, disposta spesso a lasciarsi schiacciare in nome di un malinteso senso della multiculturalità....




Probabilmente a qualcuno potrà sembrare inopportuno che pubblici una recensione di questo libro proprio in questi giorni, io invece ritengo sia giusto visto che ultimamente vedo la Fallaci tirata in ballo da più parti e nuovamente denigrata e disprezzata da gente che (a quanto capisco dai loro scritti) di questo libro conosce solo ciò che ha sentito dire da altri. Poi per carità, ognuno può avere le sue opinioni in merito, ma mi secca molto  vedere spesso contrapposta la "cattiva e ignorante" (???????) Fallaci la "santo" Tiziano Terzani (il cui nome, per inciso, figura tra i firmatari dell'appello contro il commissario Calabresi, che portò all'uccisione del suddetto...pacifista dei miei stivali!); questo quando non la si attacca addirittura sul piano umano, dicendo che "la Fallaci scrisse quelle cose quando già non era più lucida e col cervello mangiato dal tumore".
La Fallaci le sue opinioni se le costruì studiando e viaggiando per anni nei paesi islamici, quando ancora la condizione delle donne non era il massimo nemmeno qui, figuriamoci in quei paesi (non tutti, ma comunque tanti) dove la sottomissione della donna è un fatto, purtroppo. A questo proposito l'episodio del finto matrimonio contratto obbligatoriamente perchè era stata sorpresa nella stessa stanza con l'interprete che l'accompagnava mentre oltretutto si infilava il burqa che era costretta a mettersi per intervistare Komehini è illuminante; è vero, molti anni sono passati, ma in sostanza credo che poche cose siano cambiate.
Non sono del tutto d'accordo con quanto affermato in questo pamphlet non del tutto lineare (si passa con disinvoltura dall'11 settembre all'Islam e alla condizione dell'Italia e dell'Europa in quell'anno, il 2001), ma certamente oggi non si può continuare ad ignorare che un certo tipo di cultura non è proprio pacifica: è davvero solo colpa dell'Occidente brutto e cattivo se in quei paesi c'è sempre la guerra? Secondo me no.
Certo anche la religione cattolica nei secoli non è stata da meno, ma se permettete da qualche secolo a questa parte siamo progrediti e personalmente non ho nessuno intenzione di rinunciare alla mia cultura e al mio stile di vita per un malinteso senso di colpa che dovrei provare nei confronti dei poveri di alcuni paesi; non ho intenzione di autoflagellarmi  e sopratutto non ho intenzione di lasciare che i mussulmani pacifici e civili (e sono tanti) vengano usati da quelle che la Fallaci chiama "le cicale" per raggiungere il loro scopo (ad es. cancellazione del Natale, togliere il crocifisso ecc), visto che nella maggior parte dei casi non c'entrano nulla!
Sarebbe bello poter davvero ignorare che questi terroristi gridano "Allah akbar" (e non "nel nome di Cristo" o altro...), ma purtroppo non è possibile, ed è dall'accettazione di questo concetto senza fanatismi che bisogna partire per la lotta al terrorismo. Altrimenti, se già adesso abbiamo avuto delle avvisaglie di quanto "predetto" dalla Fallaci, rischiamo in futuro di averne di peggio.

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