giovedì 3 dicembre 2015

La cacciatrice di storie, di Ornella Albanese



Anno di pubblicazione: 2015

Ambientazione: Firenze,1881


Collegamenti con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie "La sartoria dell'amore", finora composta da:

- Il cacciatore di dote;
-Il cacciatore di nuvole;
- La cacciatrice di storie





Da quando se n'è andata a vivere da sola - assieme alla fida Benedetta- nella casa lasciatale in eredità dalla nonna, Miranda di Colloredo ha scoperto quanto sia difficile mantenere il suo proposito di diventare una donna libera e indipendente se si vive in ristrettezze economiche.
Dato che i soldi cominciano davvero a scarseggiare e il padre non ha alcuna intenzione di finanziare le eccentricità della figlia, la giovane decide di cominciare a lavorare: diventerà una romanziera, proprio come la sua autrice preferita, la Contessa Lara!
Anche qui però scopre che non è facilissimo improvvisarsi scrittrice; ma la sua trasformazione è inesorabilmente cominciata, e Miranda non si dà per vinta, girando per la città alla ricerca di storie interessanti, sopratutto d'amore.
Tutto questo mentre è impegnata a schivare la proposta di matrimonio del principe Tancredi di Monteventoso, noto libertino che racchiude un doloroso segreto nel cuore e che vuole sposarsi solo per compiacere il nonno; giovanotto che Miranda conosce molto bene per avergli fatto credere di essere una cortigiana.....




Dopo l'intenso "Il cacciatore di nuvole" ci voleva qualcosa di più leggero: ed ecco appunto "La cacciatrice di storie", un romanzo d'amore davvero molto divertente!
Protagonista è Miranda, la più sventata dalle quattro amiche protagoniste di questo nucleo di romanzi; quella che forse è stata finora descritta come meno "simpatica", perchè frivola, dedita al pettegolezzo e incurante di usare le persone guardando esclusivamente ai propri sentimenti e al proprio interesse.
Miranda vive in un bamboleggiante mondo tutto suo, fino a che non si dà una scossa decidendo di andare a vivere da sola nella casa lasciatale in eredità dalla nonna:tutto questo a causa non solo delle critiche delle amiche, ma anche da alcuni fidanzamenti finiti nel nulla con uomini che non le hanno lesinato critiche a riguardo della sua vacuità.
Compiuto il primo- e più difficile- passo, inizia la trasformazione sia fisica che psicologica della nostra eroina: abbandonando gli abituali boccoli e crinoline ormai fuori moda, grazie all'assistenza infallibile di Isadora Pirani adotta abiti più moderni e confortevoli, che a mio avviso agevolano il suo "cambio di pelle"; ma la vera trasformazione arriva quando decide di lavorare per guadagnarsi da vivere, nonostante la mentalità che il lavoro dovesse essere riservato esclusivamente alle donne del popolo, per ovvi motivi. Una decisione che darà scandalo,anche se Miranda sceglie (a mio avviso, in maniera troppo frettolosa e improvvisa) di diventare romanziera (chiamalo niente....).
La parte più divertente del romanzo è sicuramente quella dell'incontro tra i due protagonisti, iniziato con un equivoco: recatasi a trovare una cortigiana (che lei ha scambiato per una nobildonna) per porle qualche domanda, Miranda apre la porta a Tancredi che si è recato lì per lo scopo che possiamo immaginare; dopo che lui la scambia per la padrona di casa, la ragazza riesce a scappare di nascosto piantandolo in asso e senza chiarire l'equivoco; ovvio che qundo i due si ritroveranno in pubblico la situazione darà adito ad alcune scene molto simpatiche, descritte dall'autrice con notevole brio e che non possono non strappare un sorriso. Tancredi e Miranda sono forse meno psicologicamente complessi di altri personaggi trovati nei romanzi della Albanese, ma la loro semplicità è un punto di forza, permette di seguire l'evoluzione dei personaggi magari con un po' di prevedibilità, ma tavolta trovo che questo, oltre che rilassante, lasci spazio anche a maggiori sviluppi per i personaggi di contorno.
E ovviamente qui ritroviamo le sorelle Pirani e le sartine della sartoria; finalmente l'autrice, oltre a presentarci meglio Michela (la sorella finora rimasta in ombra), regala una simpatica storia anche a Sebastiana; che sia il preludio di una bella storia anche per lei?
Forza Sebastiana, faccio il tifo per te!

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