domenica 27 dicembre 2015

Classifica 2015

Come anno, fino a settembre il 2015 è andato bene; da settembre in poi, Caporetto!!!
sopratutto per il fatto dell'incidente e della conseguente dipartita della mia Seicento, e per i successivi fatti di Parigi, nonchè per il solito problema del lavoro.
Ma dato che il post deve riguardare le letture dell'anno.....ecco qui quelle che mi sono piaciute di più Come sempre tenete conto che non sono in ordine di preferenza!


- Il cacciatore di nuvole (Ornella Albanese)

- L cacciatrice di storie (Ornella Albanese)

- Un bel sogno d'amore (Andrea Vitali)

-Il rumore dei tuoi passi (Valentina D'Urbano)

- Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (Andrea Camilleri)

-Little boy blue (Edward Bunker)

- La regina della casa (Sophie Kinsella)




BUON ANNO A TUTTI!

martedì 22 dicembre 2015

La regina della casa, di Sophie Kinsella


Titolo originale: The undomestic Goddess

Anno di pubblicazione: 2005

Ambientazione: Inghilterra, 2004



Samantha Sweeting è una giovane avvocatessa rampante che lavora per la Carter Spink, lo studio più prestigioso di Londra; il che vuol dire fare anche duecento ore di lavoro al mese e non avere quindi un minimo di tempo per sè stessa.
Ma proprio quando il suo sogno di diventare socio dello studio sembra essersi finalmente avverato, ecco che una banale dimenticanza da parte di Samantha fa perdere milioni a un cliente, e la Carter Spink è travolta dallo scandalo. La giovane subisce un pesante tracollo, che la porta ad andarsene col primo treno che passa senza nemmeno sapere in che direzione sta andando; ed è così che,alla prima stazione in cui decide di scendere non ha nessuna idea di dove si trova.
Nel tentativo di chiedere informazioni, Samantha suona alla porta di Eddie e Trish Geiger, un'eccentrica coppia benestante che però la scambia per l'aspirante governante che proprio quel giorno dove va fare un colloquio; dato lo stato confusionale Samantha non chiarisce l'equivoco e, sorprendentemente, ottiene immediatamente il posto!
Peccato non sappia nemmeno accendere il forno o distinguere un frullino da un frullatore.....




Primo romanzo della Kinsella non appartenete alla serie "I love shopping", anche qui ritroviamo la regina del chick lit con una storia leggera e frizzante che non si discosta troppo dalle avventure di Becky Bloomwood anche se prova un terreno diverso.
In effetti anche Samantha, la nuova protagonista, è ricalcata sul prototipo della più famosa collega letteraria, con la differenza iniziale che, a soli 29 anni, Samantha è una delle più brillanti e pagate avvocatesse in circolazione, con un sogno: diventare finalmente socia dello studio dove lavora.
In realtà si capisce sin da subito che il sogno non è tanto di Samantha quanto della madre, anche lei famosa avvocatessa, che ha sempre spinto i figli in quella direzione che non è comunque soddisfatta di ciò che hanno ottenuto (rimprovera la figlia di aver lavorato "solo" 200 ore in un mese!!!); anche il fratello maggiore di Samantha è un noto avvocato, mentre l'altro fratello, avendo scelto di fare l'insegnante dopo un brutto esaurimento nervoso, viene a malapena nominato in famiglia.
Il prezzo di tutto ciò: non avere una vita, non avere tempo nemmeno per fare un massaggio, lavorare anche di notte, essere schiava del cellulare e del palmare, nutrirsi di take way cinese....ed essere molto sola. Talmente sola che la sua compagnia preferita sono i membri della famiglia protagonista del telefilm "Una famiglia americana", che si ritrova a salutare prima di andare a dormire, come se loro potessero sentirla....
Non fa specie che la poverina subisca ben presto un tracollo emotivo di non poco conto: ciò avviene quando, nel giorno in cui avrebbe dovuto festeggiare la sua nomina a socio, scopre invece di aver commesso un madornale errore che ha precipitato lo studio nel più grosso scandalo degli ultimi vent'anni. Poco prima che il tutto venga alla luce Samantha si allontana a piedi, da sola, senza nulla a parte la propria borsa....finisce che sale sul primo treno che trova in stazione, senza nemmeno sapere dove è diretta.
E quello che non sa, è che è diretta verso una nuova vita: una vita dove si reinventerà- tra esilaranti difficoltà e momenti di puro umorismo- un lavoro come colf (qui la parte è abbastanza improbabile, pur tenendo conto del romanzo: possibile che in meno di due settimane una che non sapeva nemmeno che l'aspirapolvere avesse dei sacchetti da cambiare o distinguere una verza da un cavolo diventi appunto "la regina della casa" capace oltretutto di cucinare succulenti manicaretti?!), dove ritroverà ritmi di lavoro più umani (tutti i fine settimana liberi!!!), dove troverà persone più umane seppure stravaganti, e spesso più affettuose (la festa di compleanno dei Geiger no si può certo confrontare con quella dei suoi familiari!) dove potrà finalmente prendersi cura di sè stessa e dove troverà anche l'amore...e il tutto a poche stazioni di distanza. Quasi quasi lo faccio pure io.....
Insomma Samantha troverà non solo una nuova dimensione per la nuova sè stessa, più autentica, ma anche una nuova dimensione per i suoi sogni. Anche se quando il passato si ripresenterà, potrà avere dei ripensamenti...
Come sempre la trama è scorrevole e semplice , la storia divertente seppure non sempre credibile, i personaggi simpatici; se posso azzardarmi, mi è parso un libro scritto davvero con il cuore! E un'altro romanzo che probabilmente mi sta disperatamente parlando....





giovedì 17 dicembre 2015

Quando la fantasia corre......

Non so se capita anche a voi quando leggete un libro…ma credo che, alla maggior parte dei lettori capiti.
Capita, cioè di immaginare i vari personaggi in un certo modo.
Essendo un’appassionata di cinema, per me ormai il binomio lettura- film è diventato la norma.
E quindi, molto spesso, per me è automatico immaginare un certo personaggio col volto di un tale attore o di una tale attrice.
In un blog in cui ho scritto per molto tempo ho proposto due volte le mie "versioni cinematografiche" di due romanzi, e ora intendo riproporre questo giochetto anche su questo blog.
ho cercato di trovare foto il più possibili somiglianti alla mia idea del personaggio in questione, quindi capita che alcuni attori vengano ritratti in foto non recenti o anche vecchie di alcuni anni. A volte c'è una spiegazione per un volto, altre volte no perchè immaginarlo è stato istintivo.

Ma insomma, il bello dell'immaginazione è pure questo no?



Ed eccoci al turno de "Il rumore dei tuoi passi", altro romanzo di Valentina D'Urbano.
Devo chiarire subito che qui, purtroppo, l'esperimento è riuscito a metà (dato che non sono riuscita ad immaginare bene tutti i personaggi) e che la scelta di attori italiani stavolta è dovuta al fatto che la storia è ambientata in una borgata della periferia romana, quindi inevitabilmente non avrei potuto immaginare attori stranieri per i ruoli (tranne la prima scelta).


Dakota Johnson: Beatrice







Ad essere sincera non ho ancora visto nulla di quest'attrice, ma già nel leggere il romanzo mi si è "presentato" alla mente il suo viso (forse perchè si parlava molto di lei proprio nel periodo in cui lo leggevo. Forse il viso è un po' più dolce di come viene descritta l'aggressiva Beatrice, ma questo può servire appunto a stemperare questo lato negativo della protagonista.


Alfredo (immagine di copertina)




Qui non sono davvero riuscita a immaginarmelo diverso dall'immagine riprodotta sulla copertina del romanzo...chissà perchè, visto che anch'essa non è proprio fedelissima al personaggio (che viene descritto biondo, mentre qui non lo è). Del resto, ho provato pure a pensare dei nomi di attori giovani biondi, ma non me n'è venuto in mente neppure uno.
Povero Alfredo, pure in questo caso non gliene va bene una!


Camilla Filippi (Arianna)




Ho subito pensato alla mia gemella Vip per la migliore amica di Beatrice, più che altro per l'assonanza con il colore dei capellli. Come età sarebbe stata più adatta all'epoca del telefilm "Compagni di scuola", ma ho trovato questa foto dove non è molto più grande e ha una pettinatura più vicina alla mia idea del personaggio.

Federico Galante (Massimiliano)




E' un'attore giovane che mi piace molto, e ho pensato cosi lo sfortunato fratello di Alfredo.

Laura Chiatti (Elena)




E' vero, la Chiatti non ha molti anni più di Dakota Johnson, ma teniamo presente che tra Beatrice e sua madre corrono solo 17 anni di differenza....oltretutto mi è venuto in mente che la stessa attrice una decina di anni fa sarebbe stata perfetta nel ruolo di Beatrice. Quindi, tale madre tale figlia....

Marco Bocci (Vittorio)



Qui l'immagine è venuta per assonanza con la Chiatti: Bocci è il marito della Chiatti come  Vittorio (padre di Beatrice) è il marito di Elena. Forse con un look un po' meno tamarro, ma non troppo, dopotutto stiamo sempre parlando di borgatari..... 


Lorenzo Sarcinelli: Francesco





E' un attore di "Un posto al sole", che non guardo ma di cui vedo spesso le foto sui giornali di programmi tv: è così che ho immaginato il fratello minore di Beatrice.








martedì 15 dicembre 2015

Chi ben comincia....

Ed eccoci al solito appuntamento mensile con gli incipit dei romanzi




"Nella cella era impossibile stare in piedi, e solo per poche ore filtrava un po' di luce dalla feritoia a bocca di lupo.
L'uomo stava seduto a terra con le spalle al muro. Il tempo passava lentamente, l'unica salvezza erano i ricordi. Chi l'aveva preceduto in quella cella aveva inciso nell'intonaco tracce del proprio passato: case e navi appena abbozzate, nomi di donna.
La Torre Grimaldina, addossata a Palazzo Ducale e comunicante con l'Archivio criminale, era il carcere della città fin da quando Genova era una repubblica indipendente.
L'uomo nei suoi ventisei o forse ventotto anni di vita, di cui già almeno una dozzina di attività, era sempre riuscito ad evitare quel soggiorno sgradito. Ma ora era lì, e per una colpa che non aveva commesso.
Inutile chiedersi il perchè; era sempre stato fatalista.
L'aveva voluto il destino, e il suo destino aveva un nome di donna."

Da "Il prigioniero", di Maria Masella

sabato 12 dicembre 2015

La rabbia e l'orgoglio, di Oriana Fallaci



Anno di pubblicazione: 2001


Collegamenti con altri libri: è il primo libro de "La trilogia di Oriana Fallaci", composta da:

- La rabbia e l'orgoglio (2001 );
- La forza della ragione (2004 );
- L'Apocalisse (2004 ).



Dopo l'11 settembre 2001, Oriana Fallaci (Da anni residente a New York e come molti, scossa dai terribili avvenimenti di quei giorni) rompe il silenzio che teneva da anni scrivendo un lunghissimo articolo pubblicato dapprima sul "Corriere della Sera" in versione ridotta, e poi diventato libro nella sua versione integrale.
E' forte atto d'accusa contro una cultura- quella islamica- accusata di essere retrograda e proibizionista, ma anche contro la cultura occidentale troppo debole per fronteggiarla, disposta spesso a lasciarsi schiacciare in nome di un malinteso senso della multiculturalità....




Probabilmente a qualcuno potrà sembrare inopportuno che pubblici una recensione di questo libro proprio in questi giorni, io invece ritengo sia giusto visto che ultimamente vedo la Fallaci tirata in ballo da più parti e nuovamente denigrata e disprezzata da gente che (a quanto capisco dai loro scritti) di questo libro conosce solo ciò che ha sentito dire da altri. Poi per carità, ognuno può avere le sue opinioni in merito, ma mi secca molto  vedere spesso contrapposta la "cattiva e ignorante" (???????) Fallaci la "santo" Tiziano Terzani (il cui nome, per inciso, figura tra i firmatari dell'appello contro il commissario Calabresi, che portò all'uccisione del suddetto...pacifista dei miei stivali!); questo quando non la si attacca addirittura sul piano umano, dicendo che "la Fallaci scrisse quelle cose quando già non era più lucida e col cervello mangiato dal tumore".
La Fallaci le sue opinioni se le costruì studiando e viaggiando per anni nei paesi islamici, quando ancora la condizione delle donne non era il massimo nemmeno qui, figuriamoci in quei paesi (non tutti, ma comunque tanti) dove la sottomissione della donna è un fatto, purtroppo. A questo proposito l'episodio del finto matrimonio contratto obbligatoriamente perchè era stata sorpresa nella stessa stanza con l'interprete che l'accompagnava mentre oltretutto si infilava il burqa che era costretta a mettersi per intervistare Komehini è illuminante; è vero, molti anni sono passati, ma in sostanza credo che poche cose siano cambiate.
Non sono del tutto d'accordo con quanto affermato in questo pamphlet non del tutto lineare (si passa con disinvoltura dall'11 settembre all'Islam e alla condizione dell'Italia e dell'Europa in quell'anno, il 2001), ma certamente oggi non si può continuare ad ignorare che un certo tipo di cultura non è proprio pacifica: è davvero solo colpa dell'Occidente brutto e cattivo se in quei paesi c'è sempre la guerra? Secondo me no.
Certo anche la religione cattolica nei secoli non è stata da meno, ma se permettete da qualche secolo a questa parte siamo progrediti e personalmente non ho nessuno intenzione di rinunciare alla mia cultura e al mio stile di vita per un malinteso senso di colpa che dovrei provare nei confronti dei poveri di alcuni paesi; non ho intenzione di autoflagellarmi  e sopratutto non ho intenzione di lasciare che i mussulmani pacifici e civili (e sono tanti) vengano usati da quelle che la Fallaci chiama "le cicale" per raggiungere il loro scopo (ad es. cancellazione del Natale, togliere il crocifisso ecc), visto che nella maggior parte dei casi non c'entrano nulla!
Sarebbe bello poter davvero ignorare che questi terroristi gridano "Allah akbar" (e non "nel nome di Cristo" o altro...), ma purtroppo non è possibile, ed è dall'accettazione di questo concetto senza fanatismi che bisogna partire per la lotta al terrorismo. Altrimenti, se già adesso abbiamo avuto delle avvisaglie di quanto "predetto" dalla Fallaci, rischiamo in futuro di averne di peggio.

mercoledì 9 dicembre 2015

Libri &....

Versione letteraria VS versione cinematografica di "Don Camillo", di Giovanni Guareschi: anche se il film è il mio preferito, il libro non è certo da meno pur con alcune differenze rispetto alla trama (è stato eliminato un episodio drammatico e poco politicamente corretto rispetto ai tempi). Come copertina preferisco nettamente il DVD!









domenica 6 dicembre 2015

Il corpo sa tutto, di Banana Yoshimoto



Titolo originale:Karada Wa Zembu Shitte Iru


Anno di pubblicazione: 2000

Ambientazione: Giappone, anni '90/2000


Una serie di tredici racconti attraverso cui si sostiene la teoria secondo cui molte volte i mali del corpo sono causati o comunque influenzati dalla psiche, e viceversa; non proprio una novità quindi....






Per la prima volta mi accosto a un'opera di questa famosa scrittrice giapponese di cui ho tanto sentito parlare; come "prima volta" devo dire piuttosto deludente. Non che non sia d'accordo con la teoria che la Yoshimoto vuole suffragare, perlomeno in parte; ma a mio avviso i racconti finiscono per essere molto evanescenti, come se non riuscissero a imprimersi nella mente del lettore ma "evaporassero", finendo per fare parte di un indistinto minestrone, scritto oltretutto con stile talvolta incerto e poco lineare.
A parte che il racconto "La mummia" l'ho trovato a dir poco inquietante, gli altri non mi sono rimasti particolarmente impressi, tranne "Il signor Tadokoro", racconto che ho interpretato come un esempio del dare importanza alle persone, anche quelle che sembrano più banali e comuni, che alla fine entrano comunque a far parte delle nostra vita come delle "rocce"  che danno sicurezza.
Per il resto non ho proprio nient'altro da dire....







giovedì 3 dicembre 2015

La cacciatrice di storie, di Ornella Albanese



Anno di pubblicazione: 2015

Ambientazione: Firenze,1881


Collegamenti con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie "La sartoria dell'amore", finora composta da:

- Il cacciatore di dote;
-Il cacciatore di nuvole;
- La cacciatrice di storie





Da quando se n'è andata a vivere da sola - assieme alla fida Benedetta- nella casa lasciatale in eredità dalla nonna, Miranda di Colloredo ha scoperto quanto sia difficile mantenere il suo proposito di diventare una donna libera e indipendente se si vive in ristrettezze economiche.
Dato che i soldi cominciano davvero a scarseggiare e il padre non ha alcuna intenzione di finanziare le eccentricità della figlia, la giovane decide di cominciare a lavorare: diventerà una romanziera, proprio come la sua autrice preferita, la Contessa Lara!
Anche qui però scopre che non è facilissimo improvvisarsi scrittrice; ma la sua trasformazione è inesorabilmente cominciata, e Miranda non si dà per vinta, girando per la città alla ricerca di storie interessanti, sopratutto d'amore.
Tutto questo mentre è impegnata a schivare la proposta di matrimonio del principe Tancredi di Monteventoso, noto libertino che racchiude un doloroso segreto nel cuore e che vuole sposarsi solo per compiacere il nonno; giovanotto che Miranda conosce molto bene per avergli fatto credere di essere una cortigiana.....




Dopo l'intenso "Il cacciatore di nuvole" ci voleva qualcosa di più leggero: ed ecco appunto "La cacciatrice di storie", un romanzo d'amore davvero molto divertente!
Protagonista è Miranda, la più sventata dalle quattro amiche protagoniste di questo nucleo di romanzi; quella che forse è stata finora descritta come meno "simpatica", perchè frivola, dedita al pettegolezzo e incurante di usare le persone guardando esclusivamente ai propri sentimenti e al proprio interesse.
Miranda vive in un bamboleggiante mondo tutto suo, fino a che non si dà una scossa decidendo di andare a vivere da sola nella casa lasciatale in eredità dalla nonna:tutto questo a causa non solo delle critiche delle amiche, ma anche da alcuni fidanzamenti finiti nel nulla con uomini che non le hanno lesinato critiche a riguardo della sua vacuità.
Compiuto il primo- e più difficile- passo, inizia la trasformazione sia fisica che psicologica della nostra eroina: abbandonando gli abituali boccoli e crinoline ormai fuori moda, grazie all'assistenza infallibile di Isadora Pirani adotta abiti più moderni e confortevoli, che a mio avviso agevolano il suo "cambio di pelle"; ma la vera trasformazione arriva quando decide di lavorare per guadagnarsi da vivere, nonostante la mentalità che il lavoro dovesse essere riservato esclusivamente alle donne del popolo, per ovvi motivi. Una decisione che darà scandalo,anche se Miranda sceglie (a mio avviso, in maniera troppo frettolosa e improvvisa) di diventare romanziera (chiamalo niente....).
La parte più divertente del romanzo è sicuramente quella dell'incontro tra i due protagonisti, iniziato con un equivoco: recatasi a trovare una cortigiana (che lei ha scambiato per una nobildonna) per porle qualche domanda, Miranda apre la porta a Tancredi che si è recato lì per lo scopo che possiamo immaginare; dopo che lui la scambia per la padrona di casa, la ragazza riesce a scappare di nascosto piantandolo in asso e senza chiarire l'equivoco; ovvio che qundo i due si ritroveranno in pubblico la situazione darà adito ad alcune scene molto simpatiche, descritte dall'autrice con notevole brio e che non possono non strappare un sorriso. Tancredi e Miranda sono forse meno psicologicamente complessi di altri personaggi trovati nei romanzi della Albanese, ma la loro semplicità è un punto di forza, permette di seguire l'evoluzione dei personaggi magari con un po' di prevedibilità, ma tavolta trovo che questo, oltre che rilassante, lasci spazio anche a maggiori sviluppi per i personaggi di contorno.
E ovviamente qui ritroviamo le sorelle Pirani e le sartine della sartoria; finalmente l'autrice, oltre a presentarci meglio Michela (la sorella finora rimasta in ombra), regala una simpatica storia anche a Sebastiana; che sia il preludio di una bella storia anche per lei?
Forza Sebastiana, faccio il tifo per te!