venerdì 13 novembre 2015

La luna e sei soldi, di William Somerset Maugham


Titolo originale: The moon and six pence


Anno di pubblicazione: 1919

Ambientazione: Inghilterra/Parigi/Tahiti




Charles Strickland, quarantenne agente di borsa inglese, conosciuto come persona tranquilla e moderata, improvvisamente abbandona moglie, figli e tutta la sua vita per trasferirsi a Parigi, dichiarando di voler fare il pittore.
L'autore, da poco tempo amico della moglie, lo insegue cercando di avere speigazioni; nonostante un evidente disprezzo provato per l'indifferenza di Strickland ai familiari, c'è qualcosa in lui che lo conquista e che lo porterà a seguirlo anche da lontano nel corso degli anni, fino alla morte, dopo la quale Strickland diventerà pittore di fama mondiale....




Chi si intende di pittura riconoscerà sicuramente in questo romanzo una biografia leggermente cambiata e romanzata di Paul Gauguin; salvo alcune differenze (nazionalità e storia familiare del protagonista), quasi tutto il resto è identico.
E' la storia del genio incompreso un vita, dal fascino magnetico nonostante il comportamento egoista e sgradevole nei confronti del prossimo, dalla personalità complessa e tormentata, probabilmente un mistero anche per sè stesso, sicuramente comune a molti artisti ma difficile da narrare e di difficile comprensione per chi legge. Del romanzo ho apprezzato molto lo stile elegante e asciutto dell'autore, che sa essere anche ironico e che descrive i suoi personaggi con sincerità e senza edulcorazioni, mantenendo nel contempo anche una certa imparzialità.
Su tutti giganteggia inevitabilmente la figura di Charles Strickland, personaggio che non ho potuto apprezzare per il suo egoismo e il trattamento che riserva alla sua famiglia; mi riesce difficile infatti, in qualsiasi romanzo o film, provare la benchè minima simpatia, per chi abbandona senza remore la propria famiglia per cambiare del tutto vita, anche se devo riconoscere a Strickland perlomeno l'onestà di ammettere che sì, di moglie e figli non gliene frega assolutamente nulla e per lui sono stati unicamente un peso; sincero ma insopportabile, anche per lo stesso protagonista che però ne rimane comunque affascinato e on cessa di seguirlo e occuparsi di lui.
Strickland non esiterà nemmeno a distruggere la vita di Dirk Stroeve (amico del narratore)e di sua moglie Blanche, per semplice egoismo e freddezza, calpestando i loro sentimenti ma pretendendo benefici e attenzioni da parte di queste persone. Al contempo non possiamo non notare l'adesione del personaggio allo stereotipo del genio sregolato animato da fuoco sacro, e quindi persona con tormenti e demoni incomprensibili anche a sè stesso, sempre insoddisfatto, alla perenne ricerca  di nemmeno lui sa cosa, che riuscirà a placarsi un poco solo nella vita selvaggia di Haiti, lontano dalle convenzioni della società cosiddetta civile.
Nonostante il romanzo non mi sia granchè piaciuto, l'autore merita sicuramente.

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