venerdì 16 ottobre 2015

Un uomo, di Oriana Fallaci




Anno di pubblicazione: 1979

Ambientazione: Grecia/Italia, dal 1967 al 1976


Il libro narra la storia di Alekos Panagulis, dissidente durante la dittatura in Grecia ( ), che fu il grande amore della vita di Oriana Fallaci e suo compagno per tre anni.
L'autrice racconta della sua lotta in Grecia, dell'arresto, della prigionia e delle torture, sopportate con coraggio e guardando al futuro; futuro che gli apre le porte del carcere nel 1973. Il giorno dopo la sua liberazione Alekos conosce Oriana Fallaci, giornalista italiana recatasi in Grecia apposta per intervistarlo; tra i due nasce un amore appassionato e profondo, che durerà per tre anni fino a quando, nel maggio 1976, Panaguli rimase ucciso in un incidente d'auto causato dai suoi avversari politici...






Oriana Fallaci è un'autrice che certo non ha bisogno di presentazioni, e probabilmente ha bisogno di poche presentazioni anche la sua storia d'amore con Alekos Panagulis; il libro che lei decise di scrivere in sua memoria  è un vero e proprio atto di vero amore, profondo, tenero ma anche spietato, che non cela difetti o mancanze della persona amata, che ne analizza la figura in modo lucido anche se- almeno, per come l'ho percepito io- sempre velata di rimpianto; il rimpianto per un amore perduto, spezzato in maniera tragica, ma anche per quello che un amore avrebbe potuto essere e non è stato.
Protagonista assoluto ovviamente è Panagulis, rivoluzionario di stampo romantico, anche troppo forse, che nel 1967 fu arrestato dopo un fallito attentato contro Papadopoulos, e imprigionato per cinque anni in varie prigioni, una più terribile dell'altra (l'ultima era chiamata "la Tomba", non credo ci sia bisogno di spiegare il perchè...), sottoposto a indicibili torture sia fisiche che psicologiche a cui sopravvisse senza mai piegarsi, nemmeno quando gli offrirono un permesso per andare a trovare il padre morente, alle quali sopravvisse fisicamente ma che certamente non era possibile non lasciassero segni in un animo e in una psiche già probabilmente particolari di suo. 
Come ha ben compreso la Fallaci, il dramma esistenziale di Panagulis fu il suo non essere inquadrabile in nessun movimento politico o di pensiero, il suo essere un vero spirito libero, e quindi non solo di difficile comprensione per i più, ma anche con sogni e utopie difficilmente attuabili senza il compromesso, senza accettare che tutto non si può cambiare, senza accontentarsi, rimanendo sempre coerente con sè stesso al prezzo anche di grandi sacrifici e rinunce.
Anche Oriana (con la quale  è praticamente colpo di fulmine, e che gli sarà accanto nonostante tradimenti, rotture e litigi anche violenti, come quello in cui lei perderà il figlio che aspettava, fatto che ispirerà "Lettera a un bambino mai nato") non riuscirà del tutto a comprendere questo suo compagno tanto amato, e sopratutto a regalargli una serenità per lui forse impossibile, se non per brevi periodi.
Un mix di acume, passione, sentimenti forti, nostalgia e rimpianti ma anche di forte presa di coscienza rende la lettura avvincente fino all'ultima pagina, nonostante alcuen parti possano risultare particolarmente crude (i racconti delle torture) e altre forse un poco noiose, ma che a mio avviso non inficiano una storia profonda e a suo modo commovente. Ed inoltre penso di non esagerare se dico che il romanzo ci rivela qualcosa in più anche di Oriana Fallaci, una donna spesso descritta come dura, poco femminile e sensibile per via del suo carattere forte e della determinazione che la portò ad essere una pioniera in tante cose, ma che in realtà si rivela come una donna con el sue fragilità e i suoi sentimenti, comunque ,molto fortunata perchè è riuscita, anche se per breve tempo, a conoscere l'amore vero, un amore che lei stessa riconosce abbia portato molta ricchezza nella sua vita.
A mio avviso da non perdere, nemmeno se non amate l'autrice.



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