lunedì 26 ottobre 2015

La ferocia, di Nicola Lagioia



Anno di pubblicazione: 2015

Ambientazione: Italia, 2012


Clara Salvemini, figlia di uno dei più noti costruttori pugliesi, viene ritrovata morta ai piedi di un autosilo, completamente nuda e sporca di sangue. La verità ufficiale parla di suicidio, ma così non è, come sospetta Michele, il fratello a cui Clara era più legata da ragazzina.
Il giovane si mette ad indagare per conto suo, scoprendo una sorella tormentata in una realtà completamente diversa di quella a cui lui pensava....




Vincitore del Premio Strega   2015, questo romanzo di Nicola Lagioia ha un titolo nettamente in contrasto con il cognome del suo autore: ho fatto piuttosto fatica ad andare avanti perchè davvero....qui non si salva nessuno. Non c'è nulla di positivo: nè un personaggio, nè un luogo, nè sentimento...niente di niente insomma.
Tutto marcio, tutto corrotto, tutto morboso...troppa sofferenza senza luce per i miei gusti.
Fulcro centrale della vicenda è Clara Salvemini, bellissima secondogenita di uno dei più noti costruttori baresi, che appare nel primo capitolo del romanzo nei suoi ultimi momenti di vita: dopo aver percorso un buon tratto di strada completamente nuda, insanguinata e sotto choc, muore investita da un camionista che non è riuscito ad evitare l'impatto.
Dal funerale in poi, però, si parla di suicidio. Perchè? Cosa è successo in realtà?
Nessuno pare chiederselo in famiglia: non il padre Vittorio, costruttore senza scrupoli ormai anziano ma ancora pieno di guai, non la madre Annamaria, moglie piena di non detti, non la superficiale sorella Gioia nè il fratello maggiore Ruggero, noto oncologo o il marito Alberto, personaggio qusi incolore.L'unico che comincia a porsi dei dubbi è Michele, l'altro fratello che da anni vivacchia a Roma cercando di fare il giornalista, e che da ragazzino con Clara ha vissuto per qualche tempo un rapporto simbiotico che oltrepassava i limiti dell'accettabile e portava i due ragazzi a sublimare un po' troppo il loro odio per la famiglia (i due arrivano perfino a cercare di incendiare la casa con tutti gli altri dentro!).
Il fatto è che Michele è figlio illegittimo di Vittorio e della sua amante, deceduta a causa del parto, e di cui la moglie ha accettato di farsi carico in teoria come se fosse un suo figlio, in realtà trattandolo sempre in maniera diversa dagli altri: non l'ha mai maltrattato in maniera evidente, ma l'autore lascia cogliere tanti piccoli indizi narrando alcuni episodi dell'infanzia e dell'adolescenza del ragazzo (alcuni in maniera obiettiva, altri visti con gli occhi dello stesso protagonista) sul fatto che indubbiamente a Michele, complice l'assenza del padre spesso per lvoro e altrettanto spesso per svagatezza e disinteresse, sia stato in realtà riservato un trattamento tipo "parente povero preso in casa per carità". Il che ha generato nel ragazzino gravi problemi psicologici che, sempre per intervento sottobanco di Annamaria, vengono ingorati e culminano quindi con un ricovero in una clinica psichiatrica del ragazzo. 
Da qui il rapporto simbiotico con Clara si interromperà, con indifferenza da parte di lui, ma con grande sofferenza da parte di lei che comincerà a cambiare completamente; farà uscire un disagio interiore notevole che la porterà ad usare il sesso come arma di punizione e ricatto, e in seguito anche a fare uso di cocaina. 
In quella famiglia tutti soffrono, tutti hanno del rancore contro gli altri (persino la svagata Gioia si può intuire nasconda qualcosa che la opprime), nessuno prova vero amore o affetto...forse è proprio questa la ferocia a cui allude il titolo.
Nella narrazione si notano vari svarioni temporali riguardo le età dei personaggi e una mancanza di vere motivazioni sulle origini del malessere di Clara. molto ad effetto il primo capitolo, ma poi si perde notevolemente, a mio avviso.
Da leggere solo se si è in evidente stato di grazia.

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