giovedì 1 ottobre 2015

Ho cercato il tuo nome, di Nicholas Sparks



Titolo originale: The Lucky One

Anno di pubblicazione: 2009

Ambientazione: Nord Carolina, 2009


Logan Thibault è un ex marine sopravvissuto all'Iraq e alla morte improvvisa, qualche mese prima, dell'amico Victor; il giovane ritiene che il merito sia della foto di una donna sconosciuta che ha trovato per strada, e che gli ha portato fortuna.

Una volta congedatosi, decide di andare alla ricerca della sconosciuta per ringraziarla e riesce a trovarla: è Beth, che gestisce un canile e vive con la nonna e il figlio Ben. Logan viene assunto come tuttofare nel canile, ma inizialmente non incontra le simpatie di Beth che è chiusa in suo mondo di dolore dopo la morte del fratello marine….





Nonostante abbia visto tutti i  film tratti dai suoi romanzi, questo è solo il secondo libro che leggo di Nicholas Sparks; il fatto che TUTTE le sue storie finiscano male (almeno, quelle da cui sono stati tratti i film) mi ha sempre fatto recedere dalla decisione di leggermi pure il libro, per quanto nei film abbia intravisto temi anche non strettamente romantici o sdolcinati.

Questo romanzo però è uno dei due che ha un (parziale) lieto fine, quindi ho deciso di accostarmi alla lettura.
Lettura piacevole, non di più, ma l'autore si è guadagnato giustamente la sua fama dato che pare interessato non solo al lato sentimentale della storia ma anche a dare un'introspezione psicologica ai personaggi; forse non proprio tutti, dato che fino alle ultime pagine l'ex marito di Beth è solo il tipico ex bullo, stalker e infantiloide, nonchè padre non proprio modello, ma ho apprezzato lo spessore dato ai protagonisti e alla nonna Nana.
L'assunto della storia- un po' improbabile a mio avviso- è quello secondo cui Logan è sopravvissuto incolume a varie missioni in Iraq e Afghanistan grazie ad una fotografia portafortuna trovata per strada, persa da qualcun'altro, che ritrae una giovane donna molto bella e sorridente; tornato in patria e sopravvissuto pure all'incidente in cui è morto il migliore amico, decide di mettersi alla ricerca della misteriosa donna, riuscendoci (guarda un po') al primo colpo.
Logan è un uomo riflessivo, taciturno, abituato ad ascoltare più che a parlare, non si lascia intimorire (nemmeno dal prepotente ex marito), insomma leggendo ho spesso avuto l'impressione che l'autore volesse ritrarre l'uomo ideale; di sicuro lo è per la povera Beth, stalkizzata per anni senza nemmeno saperlo dall'ex marito Keith, vicesceriffo che ha avuto il posto solo grazie alla sua  potente famiglia e che la fa penare invece come padre, dato che vorrebbe trasformare il figlio Ben in un campioncino sportivo, ignorando completamente che le inclinazioni del bambino (timido e amante degli scacchi) vanno nella direzione opposta; insomma un personaggio altamente fastidioso.
Entrambi i protagonisti hanno alle spalle un doloroso passato e sono persone sensibili e profonde, di quelle che fanno fatica a trovare qualcuno che sia loro affine; per fortuna sapranno venirsi incontro, vincere le reciproche diffidenze e formare una coppia proiettata verso il futuro.
Non credo si possa pretendere di più da un romanzo di questo tipo, e visti alcuni precedenti nel genere già mi par abbastanza....



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