sabato 5 settembre 2015

Una finestra vistalago, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione: 2003

Ambientazione:  Bellano, dagli anni '30 al 1971




Il cognome Arrigoni  nella zona di Bellano è molto comune, e a quanto pare sono molti anche  i Giuseppe Arrigoni che vivono nella zona: uno in particolare suo malgrado influenzerà la vita di Eraldo, giovane operaio militante di sinistra che vive con i genitori e la bellissima moglie Elena. Quest'ultima, di origini non bellanesi,arriva in paese con un carico scoperchiando segreti e scheletri nell'armadio di alcuni, e dando origine a situazioni che si intrecceranno fino alla fine....



L'Andrea del Nord (come lo chiamo io, per distinguerlo da Camilleri, che è "l'Andrea del Sud") quest'anno è stato scelto per ben due volte in poco tempo nelle mie letture estive, anche se devo dire che questo romanzo è tra quelli che non mi hanno particolarmente colpito.
Forse perchè stavolta è stata messa troppa carne al fuoco, seppure diluita nell'arco di quarant'anni circa; inizialmente infatti sembrava che il protagonista della storia potesse essere Giuseppe Arrigoni, che effettivamente avrà una sua importanza ma la cui storia, secondo me, avrebbe potuto essere dipanata all'interno di quella che effettivamente è la storia del protagonista principale, ovvero il giovane operaio Eraldo.
Difatti si entra nel vivo della storia quando Eraldo sposa Elena, personaggio che ho trovato estremamente malinconico e triste: è una giovane donna con alle spalle una vita non semplice, praticamente cacciata via da una madre approfittatrice che la usa solo quando le fa comodo, che ha come unica soluzione quella di rimediare un matrimonio in fretta e furia col primo che capita (Eraldo appunto); questo matrimonio, in cui lei lascerebbe anche aperta la possibilità possa diventare più "vero", si rivela fin da subito deludente visto che il marito, nonostante abbia un lavoro, è un bamboccione che vive ancora con i genitori e che non ha l minima intenzione di cambiare nemmeno in vista del matrimonio: prima intorta la ragazza con tante chiacchiere e tante promesse, poi una volta sposati le fa trovare la bella sorpresa, costringendola a vivere in una casa con dei suoceri anziani, maleducati e ostili. Figuriamoci che nemmeno si scomoda a comprare un letto matrimoniale: ne aggiunge uno singolo al suo!
Eraldo non è cattivo, è un sempliciotto cresciuto troppo all'antica, per questo non si accorge del disagio della moglie e, come se già quello sopra detto non bastasse, rincara la dose dedicandosi anima e corpo alla militanza politica (a sinistra ovviamente).
Chiaro che Elena cercherà altrove...
Altra figura femminile speculare a Elena, quella di Maria Grazia Perdicane, la ricca figlia di un industriale proprietaria della villa sul lago che diverrà teatro di gran parte della storia: donna di successo su lavoro, ma con tanta sfortuna e solitudine negli affetti, tant'è che Elena la sente molto vicina a lei e arriva a desiderare la sua amicizia, ottenendo l'ennesima delusione. 
Insomma riguardo a figure femminili questo romanzo nn dà un bel ritratto, anche se per fortuna alla fine almeno per Elena si intravede un futuro più sereno.
Come sempre oltre ai personaggi principali ci sono tanti altri personaggi secondari, ognuno di loro ben delineato, oltre all'immancabile lago che fa da sfondo alla vicenda e che, come sempre , è quasi un'altro protagonista.












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