giovedì 3 settembre 2015

La ragazza in blu, di Susan Vreeland




Titolo originale: Girl in Hyacinth Blue

Anno di pubblicazione: 2003

Ambientazione: dal 1600 al 1970 circa.






Il professor Cornelius   invita a casa propria un giovane collega per mostrargli l'unica cosa preziosa che possiede: il dipinto "La ragazza in blu" il cui autore sarebbe il pittore olandese  Veermer, ma la cui "paternità" non è mai stata accertata con sicurezza.
durante la visita il professore racconta al collega la storia del quadro, che si dipana attraverso ai secoli passando per le varie famiglie che l'hanno posseduto, fino ad arrivare a quella originaria del famoso pittore e di sua figlia Magdalena, la ragazza ritratta nel quadro....


Sulla scia de "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier sono stati non pochi, per un periodo, i romanzi che parlavano di vite romanzate di pittori o di vicende ispirate a quadri famosi.
Uno di questi si ispira ancora a      Veermer, il pittore autore del celebre dipinto a cui era appunto ispirato il romanzo di cui sopra, riprendendo quello che in realtà è un dipinto che non esiste: "La ragazza in blu", che sarebbe appunto sua figlia Magdalena.
Devo dire che questo romanzo mi è piaciuto più dell'altro sopratutto per una ragione: il mostrare, da aprte dell'autrice, come esso abbia influenzato nel corso dei secoli le vite delle persone entrate man mano in suo possesso, in un intrigante gioco di scatole cinesi che parte dalla storia più recente, quella del professor Cornelius figlio di un nazista che trafugò il dipinto in casa di una famiglia ebrea deportata nei campi di sterminio, arrivando all'origine, dove Magdalena, figlia del pittore Veermer e soggetto della tela, mentre posa per il celebre padre sogna di diventare essa stessa pittrice. Ogni capitolo ha quindi un elemento che lo ricollega al precedente, anche se a mio avviso la mancanza di collocazione temporale di ogni singola storia rende un po' difficoltoso capire bene in che epoca siamo ogni volta.
Molti i personaggi, sopratutto femminili: la donna che decide di regalare il quadro alla figlia che si sposa perchè gelosa del fatto che la protagonista ricorda al marito un antico amore, la giovane ragazza madre che sarà accusata di stregoneria e compirà un orrendo crimine, la contadina che trova il neonato abbandonato nel fiume e convince il marito a tenerlo, e per ultima Magdalena, ragazza talentuosa che però vedrà il proprio desiderio di emergere come pittrice stroncato dalle convenienze e dalle difficoltà economiche in cui la famiglia versa perennemente. Tutte figure tenere e forti, che l'autrice tratteggia proprio come se fossero esse stesse dei dipinti, in un racconto abbastanza breve ma intenso e ben scritto.

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