martedì 25 agosto 2015

Pollyanna cresce, di Eleanor H. Porter

Titolo originale: Pollyanna grows up

Anno di pubblicazione: 1915

Ambientazione: Stati Uniti, primi anni del '900



Dopo aver riacquistato l'uso delle gambe a seguito della difficile operazione alla fine del libro precedente, Pollyanna viene inviata a Boston per passare la convalescenza in casa della singora Carew, sorella di un'infermiera che si era presa cura di lei in ospedale. Nonostante la ricchezza, la donna vive reclusa in casa dopo essere rimasta sola a seguito di gravi disgrazie familiari, per ultima la scomparsa dell'amato nipotino rapito ancora piccolo e mai più ritrovato; anche qui Pollyanna riuscirà a riportare il sereno non solo nella vita della sua ospite, ma anche in quella di altri personaggi con cui farà amicizia durante il soggiorno.
Passano alcuni anni: ritroviamo Pollyanna ventenne, che vive sola con la zia dopo che lo zio è morto in un incidente. La situazione economica delle due donne è diventata molto precaria e rischiando addirittura di perdere la loro casa; la ragazza decide allora di affittare alcune stanze a turisti di passaggio, tra cui un giorno ritrova proprio gli amici bostoniani.....




Due anni dopo il successo del primo romanzo, Eleanor H. Porter, pubblicò il seguito delle avventure della ragazzina tanto amata da generazioni di lettori (e di spettatori, grazie ai vari film e cartoni animati tratti dai due romanzi), ma anche ispiratrice per la psicologia, che classifica come "Sindrome di Pollyanna" quel tipo di ottimismo idiota" (non sono io che lo chiamo così) che vuole vedere il lato positivo in ogni situazione, indipendentemente dai contesti e dalle situazioni appunto.
Proprio come l'irritante "gioco della felicità" che la nostra protagonista continua a propinare in maniera indefessa nella prima parte del libro a chiunque venga a trovarsi sulla sua strada: alla signora Carew a cui sono morti i genitori, marito, figlio appena nato, sorella, è stato rapito il nipote..."però è tanto fortunata sa signora ad avere questa bella casa enorme e tutte queste belle cose!"; a Jamie, il bambino paralitico del parco, costretto a rimanere sempre nello stesso posto finchè la sera non viene a riprenderlo il fratello, che vive in una topaia con i vetri di cartone e le scale di legno marcite, in due stanze con mamma e fratello poco più grande costretto a vendere giornali dalla mattina alla sera per non morire di fame...."però sei tanto fortunato sai ad avere due persone che ti vogliono così bene!"; a Sadie, la ragazza sconosciuta a cui perlomeno inaspettatamente salverà la vita senza saperlo, evitandole di finire su una brutta strada nel momento della disperazione. Da appendere per le treccine....
Per fortuna dopo la parentesi bostoniana abbiamo uno stacco di otto anni circa: Pollyanna è cresciuta e non fa più il gioco della felicità, limitandosi a cercare di reagire positivamente in modo attivo alle difficoltà della vita. anche perchè nel frattempo queste ultime hanno di nuovo toccato sul pesante la famiglia: il dottor Chilton, marito di zia Polly e quindi zio della ragazza, muore in un incidente; la zia cade in depressione e dato che in famiglia era pure l'unico a lavorare, chiaramente le finanze di quella che un tempo era una ricca famiglia si assottigliano di molto; zia e nipote sono così costrette a fare vita ritiratissima, allontanandosi anche dal signor Pendelton e da Jimmy, il figlio adottivo conosciuto grazie a Pollyanna. In questa seconda parte accadono le cose più interessanti: vediamo Pollyanna farsi carico della zia non più giovanissima e depressa, prendere iniziative per cercare di risolvere la situazione, una di queste anche abbastanza in contrasto con la zia, come quella di trasformare la casa in un pensionato per turisti, in modo da potersi mantenere in maniera dignitosa.
La liason con Jimmy è una cosa abbastanza telefonata, ma è anche carino vedere l'affetto dei due amici d'infanzia trasformarsi in amore, vedere i dubbi, le piccole gelosie, i fraintendimenti sopratutto quando  ricompariranno gli amici bostoniani; qui l'autrice riserverà qualche colpo di scena finale che risolveranno i labili problemi d'ostacolo al fidanzamento tra i due protagonisti.
Niente di trascendentale, sia chiaro e gradevole quanto basta per arrivare alla fine; tutto ciò solo grazie alla seconda parte....

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